'Ndrangheta, 6 arresti nel Lazio e in Lombardia e sequestri per oltre 5 milioni di euro: ecco l'operazione 'Hydra' della Guardia di Finanza - DIRE.it

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‘Ndrangheta, 6 arresti nel Lazio e in Lombardia e sequestri per oltre 5 milioni di euro: ecco l’operazione ‘Hydra’ della Guardia di Finanza

guardia_di_finanzaROMA – Dalle prime luci dell’alba, nell’ambito di una operazione denominata ‘Hydra’, i finanzieri del Comando provinciale e del Nucleo speciale di Polizia valutaria di Roma stanno eseguendo 6 ordinanze di custodia cautelare tra Roma e Bergamo ed effettuando il sequestro di immobili, societa’ e conti correnti per un valore complessivo di oltre 5 milioni di euro, contestando a 17 indagati i reati di usura, abusiva attivita’ finanziaria, intestazione fittizia di beni e riciclaggio di denaro di provenienza illecita, aggravati dalle modalita’ mafiose, in quanto legati alla cosca Mancuso di Limbadi (VV).

Oltre 20 le perquisizioni in corso a Roma e nelle province di Bergamo, Catanzaro e Vibo Valentia. Sequestri anche in Svizzera e negli Stati Uniti. Indagato anche l’ex Idv e ex assessore ai Lavori pubblici della Regione Lazio, Vincenzo Maruccio.

Qui tutti i dettagli dell’operazione.

Non solo l’investimento di soldi derivanti da attività illecite e il continuo contatto con il territorio di origine, ma una vera e propria delocalizzazione delle attività criminali della ‘Ndrangheta a Roma. Sono questi i due aspetti da evidenziare secondo il procuratore aggiunto di Roma, Michele Prestipino, rispetto a ciò che è emerso dall’operazione ‘Hydra’, che ha portato oggi all’arresto di 6 persone, tra cui l’imprenditore calabrese Luigi Ferruccio Bevilacqua, a sequestri per 5 milioni di euro e a 17 indagati, tra cui Vincenzo Maruccio, originario di Vibo Valentia ed ex capogruppo dell’Italia dei Valori alla Regione Lazio, già arrestato nel 2012 e poi scarcerato l’anno seguente. Durante la conferenza stampa Prestipino parla di “un risultato significativo e importante” per la Guardia di Finanza e spiega che quello che è stato portato alla luce dai finanzieri del Comando Provinciale e del Nucleo speciale di Polizia Valutaria “non si tratta solo di uno o più soggetti che investono capitali derivanti da attività criminali, ma di una rete che dal 2009 a Roma ha dato vita ad un sistema che già aveva nella terra d’origine“. L’attività criminale prevalente riscontrata è quella dell’usura, che dal 2009 al 2013 ha visto un giro di circa 600mila euro, con i proventi reinvestiti nel campo immobiliare e commerciale in bar, ristoranti, pescherie, attività di commercio di orologi, in particolare nella zona di Piazza Bologna a Roma.

Tra i sequestri, 8 società a Roma e Bergamo, 3 immobili a Miami e 3 società con sede a Chiasso. Tra questi, le quote di alcune attività commerciali, come per esempio il noto ‘M’addubbai’ di Via Livorno. Inoltre, durante la perquisizione della casa di Ferruccio Bevilacqua sono stati sequestrati 5 kg d’oro, pari a circa 170.000 euro di valore, 650 mila euro di effetti cambiali e 55mila euro contanti. Le indagini che hanno portato alla luce il giro di attività criminali legato alla figura centrale di Bevilacqua, hanno seguito due filoni diversi, riuniti grazie al coordinamento della Direzione distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica. Secondo le ricostruzioni fatte stamattina dalle fiamme gialle, si è partiti dal nome di Vincenzo Maruccio, oggi indagato per riciclaggio. Durante le indagini che portarono al suo arresto nel 2012, per vicende che non risultano legate all’attuale vicenda giudiziaria, sono emerse tracce di transazioni finanziarie con Ferruccio Bevilacqua. Fatto scatenante: nel 2010 Maruccio si fece tramite di uno spostamento di denaro per 12 mila euro tra Bevilacqua e un terzo soggetto, passaggio dal quale Maruccio trattenne circa 1.500 euro, racconta la Guardia di Finanza. Rapporto già noto, quello tra i due, anche grazie a diverse testimonianze di collaboratori di giustizia.

Altro filone è legato proprio al nome di Ferruccio Bevilacqua, arrivato a Roma nel 2009 a seguito di una misura di obbligo di dimora perché considerato vicino al clan dei Mancuso di Limbadi, Vibo Valentia. La Guardia di Finanza spiega come, in pochi anni, Bevilacqua abbia messo in piedi una serie di attività immobiliari e commerciali nella capitale, soprattutto nella zona di Piazza Bologna, patrimonio alimentato da attività illecite di usura, portata avanti con tassi elevatissimi che hanno raggiunto in alcuni casi il 600%. Bevilacqua dirigeva tutte le attività illecite, avvalendosi dei figli e di fidati collaboratori e soggetti compiacenti, tra i quali appunto emerge il nome di Maruccio. Le attività imprenditoriali di Bevilacqua erano gestite attraverso una fitta rete di prestanome.

27 ottobre 2015
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