Lombardia

Caso Uva, la sorella Lucia denuncia: “Muri di omertà al processo, e con il Pm sarà battaglia”

giuseppe uvaROMA – Lucia Uva, sorella di Giuseppe (43enne morto a Varese nel 2008 dopo aver trascorso parte della notte nella caserma dei Carabinieri), e’ intervenuta ai microfoni della trasmissione ‘Buio in sala’, condotta da Piercarlo Fabi, su Radio Cusano Campus, emittente dell’universita’ Niccolo’ Cusano (www.unicusano.it).

Sono venuti fuori tanti sviluppi in aula– ha dichiarato Lucia Uva- Pero’ molti vogliono raccontare solo cio’ che fa comodo a loro. Si e’ venuto a sapere che Giuseppe e’ stato ammanettato nella caserma, in una stanza piena di poliziotti intorno a lui. Mio fratello era legato a una sedia. Pero’ nessuno l’ha scritto sui giornali di Varese, perche’ ci sono quei muri di omerta’ sulla vicenda processuale. Io pero’ riusciro’ ad abbatterli questi muri. A loro interessa solo dire che Uva era aggressivo, era violento. Nessuno ha detto che Giuseppe quella notte era stato legato a una sedia e ammanettato, quindi come faceva a fare gesti autolesionisti?”.

Sul pubblico ministero Agostino Abate. “Dai pm non mi aspetto niente, ma ho fiducia nei giudici– ha spiegato Lucia Uva- Il pm Abate mandera’ in prescrizione tutti i reati, ma una cosa e’ certa: finita la battaglia per Giuseppe, io iniziero’ la mia battaglia contro Abate. Mi ha rinviato a giudizio per diffamazioni per due mie interviste. Non e’ possibile che noi vittime veniamo condannate e gli imputati diventano vittime”.

Sui sindacati di Polizia. “Una cosa che mi ha mandato in bestia- ha dichiarato in lacrime Lucia Uva- e’ Gianni Tonelli del Sap (Sindacato autonomo polizia) si e’ permesso di dire che mio fratello e’ morto perche’ era stato abbandonato dalla famiglia.
Io lo querelero’ perche’ non e’ vero, io non ho mai abbandonato Giuseppe. Non permetto a Tonelli di parlar male di mio fratello. Si metta in testa che continuero’ fino all’ultimo respiro a voler sapere cosa e’ successo in quella caserma. Devono avere il rimorso di coscienza, come ce l’ho io perche’ quel maledetto giorno sono partita. Se io fossi stata a casa avrei potuto vivere l’ultimo respiro di Giuseppe”.

27 ottobre 2015
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