Welfare

Dal 2008 poveri raddoppiati, ma dal 2014 un aiuto in più arriva dal bonus di 80 euro in busta paga. Ecco il Rapporto Svimez sull’economia nel Mezzogiorno

padre separatoROMA – Per effetto della crisi del 2008 la poverta’ assoluta in Italia negli ultimi anni e’ piu’ che raddoppiata, sia nel Mezzogiorno che nel Centro-Nord.  E’ quanto si legge nel rapporto ‘Rapporto Svimez 2015 sull’economia del Mezzogiorno‘ presentato alla Camera. Se dal 2005 al 2008 i poveri assoluti in Italia non raggiungevano i due milioni di persone, nel biennio 2013-2014 si sono superati i 4 milioni. In particolare la poverta’ assoluta sul totale della popolazione e’ passata dal 2008 al 2013 dal 2,7% al 5,6% nel Centro-Nord, e dal 5,2% al 10,6% al Sud.

Nel 2014 la poverta’ assoluta ha smesso di crescere nel Centro-Nord ed e’ leggermente diminuita nel Mezzogiorno. Il rallentamento e’ dovuto verosimilmente all’erogazione del bonus di 80 euro mensili ai lavoratori dipendenti nella seconda meta’ dell’anno, per la parte destinata alle famiglie povere. Nel 2013 inoltre se nel Centro-Nord si e’ trovato esposto al rischio di poverta’ 1 persona su 10, al Sud il dato invece e’ di 1 persona su 3. A livello regionale, al Sud, la forbice e’ compresa tra il 16,5% dell’Abruzzo e quasi il 42% della Sicilia. In Sicilia sono quindi a rischio poverta’ oltre 4 persone su 10.

Nelle altre regioni meridionali, sono a rischio oltre il 30% dei cittadini lucani, molisani e calabresi; anche il 37% dei campani si trova in questa situazione. Il rischio di poverta’ e’ significativamente piu’ alto al Sud soprattutto per le famiglie con minori, e per quelle giovani, con o senza figli. Piu’ esposte al rischio anche le famiglie con un solo percettore di reddito.

Tristemente, non basta avere un lavoro per uscire dal rischio poverta’. In questo senso interessanti indicazioni vengono fornite dalle diseguaglianze di reddito. Nel Centro-Nord oltre il 50% delle persone guadagna dall’80 al 100% del reddito medio regionale; al Sud  questo vale solo per una persona su cinque. Al contrario, il 61,7% delle persone guadagna al massimo il 40% del reddito medio, con punte del 66% in Campania, del 70% in Molise, e addirittura del 72% in Sicilia.

27 ottobre 2015
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