Da Lecce a Palermo il workshop di Anorc Professioni su digitalizzazione e privacy

 

ROMA – “Dobbiamo continuare sulla strada della digitalizzazione e ripensarla come uno strumento per dimostrare la nostra compliance. E’ la nostra opportunita’ in questo momento”. Lo ha dichiarato Andrea Piccoli, rappresentante dell’Elenco Professionisti della Digitalizzazione, nel corso del ‘Primo workshop nazionale di Anorc Professioni: ‘Digitalizzazione e Privacy’ organizzato a Lecce. “Siamo in un periodo in cui le aziende devono dimostrare di essere compliant- ha spiegato l’esperto, manager BU Gestione Documentale Direzione Tecnica di Dgroove- ad esempio rispetto alla gestione e la protezione dei dati personali, oppure rispetto alla condizione di sicurezza del proprio sistema informativo. Per raggiungere il livello di compliance richiesto dal nuovo regolamento- ha continuato Piccoli- le aziende pubbliche e private devono intraprendere un percorso di digitalizzazione dei propri fascicoli, perche’ in questo modo tracciano l’azione amministrativa, fotografando la situazione. I fascicoli amministrativi digitali tracciano che cosa si sta facendo, anche per evolvere i sistemi e quindi per essere maggiormente compliant”. “La gestione documentale- ha ricordato infine Piccoli- non e’ nuova e anche le norme sulle condizioni dei sistemi informativi non sono nuove, come i temi di accountability. Oggi pero’ si tratta di ripensare e riapplicare questa opportunita’ come uno step successivo verso la digitalizzazione dei procedimenti. “Rispetto ad esempio alla fatturazione elettronica- ha concluso- bisogna pensare a digitalizzare il fascicolo di un processo di acquisto e non la semplice fattura”. Il tema della compliance e gli altri argomenti legati a processi di digitalizzazione e nuovo Codice Privacy, sono trattati anche nell’appuntamento di oggi con l’aggiornamento professionale targato Anorc Professioni, in corso a Palermo, nella sede di ConfCommercio Imprese per l’Italia Palermo.

 

PIRLO (UNIVERSITÀ BARI): PER SMART CITY NECESSARIA INNOVAZIONE SOCIALE

“Per fare le Smart City sono necessari modelli nuovi di formazione e di innovazione sociale, in grado di promuovere il coinvolgimento anche degli studenti universitari che possono, ovviamente in maniera graduale, prendere contatto direttamente con le aziende e veicolarne l’innovazione, lavorando anche con le persone più anziane sull’esempio di progetti come quello che l’Università di Bari ha promosso assieme ad alcuni partner, per educare all’uso dei portali degli enti istituzionali”. Lo ha spiegato nel corso del primo Workshop nazionale di Anorc Professioni, tenutosi a Lecce, il professor Giuseppe Pirlo, referente dell’Università di Bari per le Smart City. “La Smart city è una città in cui si utilizza la tecnologia per vivere meglio- ha continuato Pirlo- per poter fare questo abbiamo da un lato l’esigenza di creare le infrastrutture tecnologiche e dall’altra parte l’esigenza di formare la cittadinanza affinché sia pronta a recepire l’innovazione, quindi in grado di utilizzare in maniera propria i nuovi sistemi. Questo spesso manca. Ad esempio la Puglia è regione molto infrastrutturata, con diverse potenzialità, ma la popolazione che non è del tutto pronta ad utilizzare i nuovi sistemi”. “I fondi per lo sviluppo ci sono- ha garantito Pirlo- e molto spesso i comuni non lo sanno. C’è bisogno di progettazione e di un coordinamento regionale e su questo l’Università può dare il suo contributo”. I temi legati a processi di digitalizzazione e nuovo Codice Privacy sono trattati anche nell’appuntamento di oggi con l’aggiornamento professionale targato Anorc Professioni, in corso a Palermo, nella sede di ConfCommercio Imprese per l’Italia Palermo.

27 Settembre 2018
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