Report della commissione Affari interni del 26 settembre

SAN MARINO – Il progetto di legge di iniziativa popolare sulle unioni civili è al centro dei lavori odierni della Commissione. La seduta si apre al comma Comunicazioni con le parole di cordoglio espresse in primis dal Presidente Mimma Zavoli per la scomparsa del Prof. Ferroni, Magistrato Dirigente del Tribunale Unico, cui segue un minuto di silenzio della Commissione.

Si apre poi il dibattito sul provvedimento sulle unioni civili che, come spiega la relazione del Comitato presentatore, “intende introdurre nell’ordinamento sammarinese norme che riconoscano le unioni civili, sia eterosessuali che omosessuali, come forma di consolidamento sociale e di istituzione di reciproci diritti e doveri”. E’ bipartisan il sostegno al riconoscimento delle unioni civili e alla proposta dei cittadini, anche se restano forti le perplessità del Pdcs che annuncia emendamenti per “calibrare un atto normativo nel rispetto di tutte le sensibilità”.

“Quello che facciamo oggi è sicuramente aprire una porta- spiega Marica Montemaggi, C10- poter dare dignità a tutte le persone che hanno dovuto aggirare delle norme e che non hanno visto riconosciuti una serie di diritti fondamentali. Il passo che ci accingiamo a fare può davvero rappresentare un punto di partenza importante”. “Oggi regolamentiamo un’area oscura e le dedichiamo uno spazio tutto suo senza analogie ed intepretazioni estensive- annuncia Margherita Amici, Rf- è uno spazio dedicato all’interno del nostro ordinamento e di tutto rispetto. Dà la possibilità di smettere di celare, quindi di dichiarare una unione tra persone dello stesso sesso e anche tra persone del medesimo sesso”. Denise Bronzetti, Ps, sottolinea come con il Pdl, “in realtà non sono i cittadini che si avvicinano alle istituzioni, sono i cittadini che superano in questo caso -aihmè- ancora una volta la politica”. Marianna Bucci, Rete, esprime la sua soddisfazione per un Pdl che attende “da 15 anni” e la cui approvazione rappresenterà un “momento storico”. Ma sottolinea come il percorso sia solo all’inizio: “Ora manca un tassello importante- manda a dire- che ci porterà a riconoscere anche le persone delle stesso sesso come titolari di diritti e doveri e il matrimonio aperto a tutti, senza discriminazioni”. Vanessa D’ambrosio, Ssd, risponde all’osservazione: “Ci sono parti che possono essere migliorate? Bene, ma ora che siamo al punto zero, è comunque un passo in avanti”. Critica invece Mariella Mularoni, Pdcs: “Lo Stato deve garantire i diritti ma non deve assimilare le unioni civili a matrimonio e famiglia, questa legge dà via a una sorta di matrimonio parallelo”. Gian Carlo Capicchioni, Psd, esprime dubbi in particolare sull’emendamento della maggioranza che cambia la definizione di unione civile in ‘unione registrata’: “Qui abbiamo parlato tutti quanti di unioni civili- osserva- non di unioni registrate di cui non capisco il senso, ce lo spiegherete questo termine”. Infine, interviene anche il Segretario di Stato Guerrino Zanotti, a nome del governo, anche se non ne è promotore diretto: “Questo per noi è un momento importante- commenta- Il Pdl non toglie niente a nessuno, fa in modo che tutti ci sentiamo parte della stessa comunità con più diritti”.

I lavori si interrompono all’esame dell’articolo 2 e riprenderanno in seduta notturna.

Di seguito un estratto dei lavori della seduta pomeridiana.

Comma 1. Comunicazioni

Mimma Zavoli, Presidente, C10

Esprimo cordoglio per la perdita del prof. Ferroni, avvenuta in maniera inaspettata nella giornata di ieri. Il Professore è stato un leale servitore dello Stato, sempre presente, da poco aveva assunto l’incarico di Magistrato dirigente in Tribunale. E’ una perdita estremamente grande per tutti noi, da parte mia e a nome di tutti i commissari formuliamo le più sentite condoglianze alla famiglia e siamo vicini in questo momento anche al Tribunale e a tutti coloro che partecipano e sono presenti in questa istituzione. Proporrei di osservare un minuto di silenzio. Chiedo ai colleghi se è possibile interrompere un po’ prima i lavori, alle 19.45 e riprenderli alle 21.15 per consentire la partecipazione alla veglia a Valdragone.

Margherita Amici, Rf

Vorrei esprimere un messaggio di cordoglio a nome di tutta la maggioranza per la scomparsa del Prof. Ferroni.Non dimenticherò mai la prima sua lezione a cui ho assistito, il fervore che lo animava quando spiegava a noi studenti di avere una tradizione giuridica di cui andare fieri e rispetto la quale avevamo il compito di far sopravvivere. Era prima di tutto un maestro perchè credeva nei giovani, nelle generazioni future, nella professione dell’insegnamento. Il prof. Ferroni ha affrontato con grande dignità i suoi ultimi mesi segnati da un male che ha combattuto con coraggio. Lanfranco Ferroni che tutti ricordiamo come un uomo grande, imponente, ha saputo essere un uomo grande anche moralmente, vorrei ricordarlo con queste parole che riflettono la traccia lasciata ad ogni suo studente.

Teodoro Lonfernini, Pdcs

Credo il Presidente abbia fatto benissimo a ricordare la figura del Magistrato dirigente, un uomo come il Prof. Ferroni.
Avrei piacere, Presidente e Colleghi della Commissione, di porre l’accento di questa seduta sulla visita che ho potuto svolgere all’interno della struttura carceraria la scorsa settimana, come avevo annunciato. Quello che ho trovato, è qualcosa che in queste ore è oggetto di una mia relazione che depositerò agli atti delle Segreterie competenti, ma anche presso l’Ufficio di Segreteria Istituzionale a disposizione di tutti i consiglieri. In quella relazione posso anticiparvi che scriverò non solo ciò che ho visto- che non è positivo- ma anche le sensazioni che mi ha trasmesso il sopralluogo: sensazione di insicurezza, perché la struttura è un ex convento e come tale è rimasto, è come se andassimo a visitare la prima Torre da un punto di vista turistico. È molto, molto assimilabile alle carceri rimaste all’interno della nostra prima Torre e desta preoccupazione, perplessità, imbarazzo e senso di insicurezza. Nonostante il grandissimo sforzo delle forze dell’ordine e la loro dedizione per il controllo, da quella struttura si può uscire se ci si impegna. E se la guardiamo come accoglienza delle persone- anche se sono in regime carcerario, sono comunque esseri umani e hanno dei diritti- e quel luogo non è in grado di poter rispettare e tutelare i loro diritti. Non siamo nelle condizioni di continuare a tenere una struttura che di carcerario non ha nulla. Se guardiamo l’aspetto poi di situazione igienica, non sono del tutto tollerabili, anche per chi ci lavora. Quella struttura non è un carcere, ma un convento medioevale adattato nel tempo.

Roberto Joseph Carlini, Ssd

Per rassicurare il consigliere Lonfernini: la struttura ha grosse lacune, una delegazione di Ssd più di un anno fa si era recata in carcere, per la modifica della legge che integravail lavoro intramurario dei carcerati. Purtroppo il carcere di San Marino è un carcere rimediato, non ci sono altri aggettivi per definirlo, e sono necessari tutti gl interventi affichè la detenzione abbia la sua duplice valenza- recupero sociale e tutela della società esterna. É aperta una riflessione in maggioranza su questo. Ci si sta interrogando, la soluzione principe è quella di costruire nuova struttura nei prossimi anni.

Comma 2. Esame del Pdl di iniziativa poplare “Regolamentazione delle Unioni civili”

Fabrizio Perotto, Rf dà lettura della relazione illustrativa del Pdl del comitato promotore
“La Repubblica di San Marino, come tutti i paesi occidentali, sta vivendo una profonda trasformazione sociale. Una trasformazione che mette al centro dei legami interpersonali gli affetti in tutte le loro sfumature e specificità. Gli affetti rappresentano, infatti, la forza gravitazionale che spinge le persone a creare fanne di convivenza anche quando ciò non sia espressamente riconosciuto dalla legge. Sono state le coppie omosessuali a mostrare nel modo più eclatante questa esigenza, ma anche le coppie eterosessuali sempre più spesso vivono i propri legami in un modo non previsto dalla legge, e quindi, di fatto, in assenza di qualsiasi tutela. In tutti i grandi paesi in cui la libertà e la cultura sociale sono dei valori fondamentali sono state istituite forme di riconoscimento di queste unioni, per dare a ogni cittadino e cittadina tutele e stabilità, diritti e doveri.

La presente proposta di legge di iniziativa popolare intende introdurre nell’ordinamento sammarinese norme che riconoscano le unioni civili, sia eterosessuali che omosessuali, come forma di consolidamento sociale e di istituzione di reciproci diritti e doveri. Queste norme sono intese come uno strumento di gestione della vita in comune, che vada a regolamentare i rapporti tra i conviventi stessi e tra di essi e lo Stato. Tradizione libertaria e necessità di integrazioni: In forza del portato di libertà della nostra storia millenaria molti cittadini e cittadine, sulla base dei legami e degli affetti, creano dei nuclei sociali fondati sulla convivenza, nuclei vissuti come “familiari”. Questa situazione è già in parte accettata dall’attuale legislazione che, trascorsi quindici anni, equipara la libera convivenza eterosessuale al matrimonio, anche se solo per alcuni aspetti. La legge esistente perciò attribuisce valore alla convivenza e ne incentiva la stabilità, riconoscendola sostanzialmente come matrimonio “in potenza” che si realizza nel tempo. In questo senso la Repubblica si è dotata di aspetti nonnativi originali e avanzati nel panorama mondiale. Questa modalità di riconoscimento, tuttavia, mostra delle carenze in quanto – fintantoché i diritti matrimoniali non vengono maturati – la coppia coinvolta gode di una tutela limitata da parte dello Stato, e questo è in contrasto col valore attribuito alla stabilità della convivenza e ai doveri di uno Stato che sostenga i propri cittadini. La realtà delle coppie non coniugate che convivono stabilmente, con o senza prole, si sta affermando in misura sempre crescente anche a San Marino, ma rimane ancora priva di una disciplina organica; anzi, come notano anche recenti studi, nell’ordinamento sammarinese si è accumulato un complesso di norme che risultano eterogenee e disorganiche. Obblighi e tutele reciproci sono ancora più importanti nei momenti di difficoltà: qualora uno dei due componenti della coppia dovesse venire a mancare o fosse impossibilitato a prendere decisioni per sé, l’altra parte della coppia dovrebbe avere il dovere e il diritto di prendersene cura e di mantenere la continuità parentale. Si tratta di quegli elementari presìdi legali che uno Stato deve porre in atto per sostenere i propri cittadini e cittadine che si vengano a trovare in situazioni di fragilità imprevista.
Le coppie omosessuall e la situazione internazionale: Da decenni ormai si sta affermando in tutti gli Stati occidentali un’altra importante evoluzione sociale, quella del riconoscimento legale delle coppie omosessuali attraverso lo strumento delle “unioni civili”. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità sarebbe omosessuale dal 5 a110% della popolazione mondiale; a San Marino, quindi, le persone potenzialmente interessate sono dalle 1.700 alle 3.300. La prima forma di riconoscimento legale delle coppie omosessuali venne istituita in Danimarca nel 1989 (la “registreret partnerskab”) e, da allora, decine di Stati hanno seguito la stessa strada. In molti Paesiè in vigore il matrimonio egualitario, ma noi siamo convinti che sia prioritario dare tutele anche alle coppie eterosessuali che per le più diverse ragioni non ritengano di volersi ancora sposare. In un contesto internazionale globalizzato, di grande mobilità, è necessario pensare anche ai numerosissimi cittadini sammarinesi residenti all’estero. Nel caso volessero tornare a risiedere in Repubblica, costoro vorrebbero trovare nella propria terra gli stessi diritti di cui godono nel luogo in cui vivono, ma l’attuale lacuna legislativa potrebbe in molti casi rendere difficile anche solo pensare a un ritorno in patria

Conclusione: L’esperienza pluriennale di decine di Paesi nel mondo è che le unjoni civili hanno prodotto miglioramenti generalizzati alla società, senza comprometterne gli aspetti storici e tradizionali, anzi, per certi versi, valorizzandoli. Il Comitato promotore ritiene, pertanto, che una legge sulle Unioni Civili rappresenti un passo importante per San Marino, che potrebbe contribuire al benessere e alla sicurezza dei suoi cittadini ovunque essi vivano, e che permetterebbe alla Repubblica di inserirsi a pieno titolo, e anzi in una posizione avanzata, nel contesto internazionale dei paesi che tutelano e promuovono i diritti civili”.

Marica Montemaggi, C10

Su questa legge abbiamo discusso in diverse occasioni ed era partita la condivisione con varie forze politiche, per ragionare sull’argomento. Il fatto che sia arrivata la legge di iniziativa popolare rappresenta un valore aggiunto, perché parte da chi sente di più le esigenze e le mancanze, perchè è evidente che in tutti questi anni ci sono state lacune, volontariamente non prese in considerazione, portando a situazioni vissute nell’ombra creando anche escamotage ancora più penalizzanti e peggiorativi rispetto una non -legge. Quello che facciamo oggi è sicuramente aprire una porta, poter dare dignità a tutte le persone che hanno dovuto aggirare delle norme e che non hanno visto riconosciute una serie di diritti fondamentali. Il passo che ci accingiamo a fare -e mi auguro ci sia un confronto costruttivo- può davvero rappresentare un punto di partenza importante.

Margherita Amici, Rf

E’ un onore quando le istituzioni sono coinvolte direttamente dalla cittadinanza che facendosi sostenitrice di determinate istanze le va a far confluire in strumenti seri e propositivi come il Pdl di iniziativa popolare di cui stiamo discutendo. Vorrei ringraziare il Comitato promotore che ha speso tante energie e tanta fatica. Sono felice questa legge non sia stata un mero copia&incolla di leggi di altri ordinamenti, ma frutto di lavoro genuino, che è consistito nella fatica di andare a calibrare esattamente il testo di legge su intendimenti, obiettivi e risultati che si intendevano perseguire.
E’ assurdo che fino al 2004 nel nostro Paese una persona potesse essere perseguita per atti considerati di libidine con persone dello stesso sesso: oggi si abbandona del tutto l’impostazione del nostro ordinamento e si prendono distanze abissali. Desidero che possa seguire all’approvazione di questo Pdl un mutamento mentalità di un substrato culturale. Oggi regolamentiamo un’area oscura e le dedichiamo uno spazio tutto suo senza analogie ed intepretazioni estensive, è uno spazio dedicato all’interno del nostro ordinamento e di tutto rispetto. Dà la possibilità di smettere di celare, quindi di dichiarare- tramite atto che comporta diritti e doveri- una unione tra persone dello stesso sesso e anche tra persone del medesimo sesso.

Mimma Zavoli, C10, Presidente

Faremo entrare in Aula, in qualità di Rappresentante della Commissione Pari Opportunità -e non come comitato promotore- l’Avv. Conti. La Commissione partecipa a titolo consultivo su provvediemnti su temi attinenti.

Denise Bronzetti, Ps

Come non unirsi al coro di ringraziamenti del Comitato Promotore che ha posto attenzione, prima in Aula consiliare e oggi in Commissione, su questo Pdl, ma mi si consenta di dissentire un po’ da chi mi ha preceduto. In realtà non siamo nel caso in cui sono i cittadini che si avvicinano alle istituzioni, sono i cittadini che superano in questo caso -aihmè- ancora una volta la politica. Il tema dei diritti civili è certamente divisivo, perchè fa i conti con le singole coscienze, con il background culturale di ciascunno di noi e con il contesto di un Paese. Inutile ricordare quali sono le nostre origini e come sia fortemente presente in Repubblica una connotazione religiosa che nel tempo ha rallentato l’approfondimento sui temi dei diritti civili.

L’Unione civile è diversa dal matrimonio, è una possibilità in più per chi non vuole contrarre il matrimonio, non capisco allora il senso di certi emendamenti che tentano di trattare l’unione civile alla stregua del matrimonio, come la richiesta delle pubblicazioni, o è una o è l’altra cosa.
Invito questa commissione a fare un passo in avanti sulla strada dei diritti, non dimenticandoci che questo è un servizio e un’opera di grande levatura che possiamo rendere a questo Paese.

Fabrizio Perotto, Rf

Nel nostro contesto vivono famiglie formate da persone divorziate che convivono con altre persone divorziate, con altri figli, famiglie conviventi, famiglie che per scelte personali e occupazionali decidono di vivere da soli… cose impensabili 30 anni fa. Lo Stato deve riconoscere senza discriminazioni queste tipologie di unioni. Questo testo è innovativo perché non è una brutta copia delle leggi dei Paesi vicini a noi, anche se ho apprezzato lo sforzo fatto dalla Republica italiana dal governo precedente con la legge Cirinnà. Non bisogna sottovalutare nasciture unioni che la società richiede di definire, ma se considerassimo questo Pdl come riconoscimento unicamente delle coppie omosessali, limiteremmo la sua portata innovativa. Nessun governo, né nessuna maggioranza precedente ha preso in considerazione questa normativa. Oggi le coppie possono convivere in Repubblica, ma sono limitate se uno è cittadino sammarinese e uno di cittadinanza italiana. Per questo riguardo le coppie eterosessuali finora la via più semplice era il matrimonio civile perché superava problemi legati a residenza e assistenza sanitaria. Oggi questo vuole essere un passo importante per il cittadino che non si riconosce negli istituti tradizionali, ogni cittadino sammarinese potrà vivere liberamente nel suo paese senza considerarsi uno straniero in patria.

Teodoro Lonfernini, Pdcs

Senza ombra di dubbio il Paese deve correre verso i tempi che vive, nel rispetto però di opinioni e tradizioni diverse. Si tratta di andare a calibrare un atto normativo nel rispetto di tutte le necessità, il sottoscritto rappresenta un gruppo che ha lavorato su emendamenti che si pongono per certi aspetti in contrasto al Pdl su circostanze di carattere oggettivo. Ne parleremo al momento della loro presentazione.

Marianna Bucci, Rete

Sono 15 anni che aspetto questo Pdl che tocca un tema molto caro. L’approvazione di questa legge sarà un momento storico. Il Progetto di legge di iniziativa popolare ha raccolto 1300 firme, sarebbe riduttivo considerarlo solo un esercizio di democrazia diretta, è espressione di una coscienza civica. Occorre prendere atto che la nostra popolazione ha compiuto il percorso verso una maggiore consapevolezza sui diritti civili e lo ha fatto in modo autonomo. Il fatto che non ci sia un percorso comune tra cittadini e suoi rappresentanti mi rammarica. Ora manca un tassello importante che ci porterà a riconoscere anche le persone delle stesso sesso come titolari di diritti e doveri e il matrimonio aperto a tutti, senza discriminazioni. Questo Pdl è un passo in avanti in quella direzione. Per far capire che l’unione di persone dello stesso sesso sarà non un danno per qualcuno ma l’aumento della qualità di vita dei cittadini e della loro felicità. Non possiamo non rilevare che la discriminazione di base del diritto di famiglia permane, quindi, che l’accesso al matrimonio è vitato a persone dello stesso sesso e qui non dovremo perdere il treno con una legge che superi quella dell’86.

Marina Lazzarini, Ssd

In questo percorso che la maggioranza ha fatto, abbiamo utilizzato il confronto e il dialogo ma su questo tema specifico eravamo tutti abbastanza allineati. Questo Pdl arriva in Commissione con emendamenti che non stravolgono il senso della proposta. Ci fa sperare che nel dibattimento si arrivi all’approvazinone di questo Pdl importantissimo per tutti quanti. Quando si parla di popolazione dovremo considerare sempre il quoziente di felicità dei cittadini. Questo Pld non toglie niente a nessuno, ma riconosce diritti e doveri di tutti.

Mariella Mularoni, Pdcs

Aprendo il dibattito, il comitato promotore ha sostituito la politica, il governo avrebbe avuto il compito di portare questa legge. In passato il tema è stato affrontato in maniera idelogica, ma ci sono punti fermi da cui partire per dare ordine senza contrapposizione all’istituto del matrimonio. Lo Stato deve garantire i diritti ma non deve assimilare le unioni civili a matrimonio e famiglia, questa legge dà via a una sorta di matrimonio parallelo. Pur condividendo la necessità di fare un passo in avanti, non siamo pienamente soddisfatti e abbiamo molte perplessità, ci sono diritti leciti che potevano essere riconosciuti senza l’omologazione alla famiglia.

Gian Carlo Capicchioni, Psd

Anche io voglio ringraziare il Comitato Promotore che ha stuzzicato e iniziato l’iter di un Pdl che altrimenti la politica, o questo governo e maggioranza, non avrebbero portato avanti. Anche il confronto che c’è stato, credo abbia creato in maggioranza un dibattito e confronto che poi è scaturito in diversi emendamenti dei quali io faccio fatica a capirne il senso. Qui abbiamo parlato tutti quanti di unioni civili, non di unioni registrate di cui non capisco il senso, ce lo spiegherete questo termine.

Vanessa d’Ambrosio, Ssd

Se a San Marino non abbiamo ancora le unione civili, il partito di Mularoni una responsabilità ce l’ha nelle resistenze passate. Questa maggioranza è riuscita- con un Pdl di iniziativa popolare- a fare proposte di emendamento migliorative ad un testo che già di partenza riconosciamo come valido. Sono ben contenta che in questo momento possiamo affrontare questo Pdl in questo modo. Ringrazio il Comitato promotore e la Commissione pari opportunità per aver promossso i momenti di confronto. L’istituto di unione civile- a riprova del fatto che va a ristabilire dignità a tutta la popolazione- è aperto alle coppie omosessuali ed eterosessuali. Ci sono altri parti che possono essere migliorate? Bene, ma ora che siamo al punto zero, è comunque un passo in avanti.

Guerrino Zanotti, Sds Affari Interni

La mia presenza qui, anche se il governo non ha responsabilità dirette per pdl o emendamenti, è perché tengo sinceramente ad esprimere soddisfazione del governo e pieno riconoscimeno al Comitato che ha presentato questo Pdl, che per noi rappresenta davvero un passo in avanti verso il riconoscimento di diritti civili, un percorso che il nostro paese ha difficoltà a intraprendere e a percorrere al passo con i tempi. Siamo un paese conservatore, credo ci sia molto da fare affinché si possa introdurre anche nella cultura del nostro Paese le necessità del vivere quotidiano e di una naturale evoluzione della società. Ringrazio il Comitato e chi ha sostenuto il percorso del Pdl, ovvero la Commissione Pari Opportunità. Credo che gli emendamenti della maggioranza abbiano volontà di apportare modifiche che non vanno a snaturare l’obiettivo del comitato e che in qualche caso lo vadano ad integrare. Non si alzano muri, non è quello lo spirito. Ma in un momento come questo in cui dovremmo essere consapevoli del grosso passi in avanti per il Paese, siamo ancora qua ad alimentare polemiche che vanno a sminuire la portata del passaggio epocale, e le polemiche per cui si dice che il primo passo doveva farlo il governo…poi leggo gli emendamenti del Pdcs e si tende ancora una volta a ridurre il Pdl al solito con ‘mutua assistenza, solidarietà’…i leit motiv della scorsa legislatura. Governo e maggioranza sono riusciti a giungere a una sintesi e ad appoggiare il percorso: ci tengo a dirlo, non per mettere la bandierina, il merito va al Comitato presentatore. Il percorso che ha portato agli emendamenti è stato frutto di incontri e approfondimenti insieme ai promotori. E’ un esempio di come si dovrebbe intendere il confronto politico. Questo per noi è un momento importante. Il Pdl non toglie niente a nessuno, fa in modo che tutti ci sentiamo parte della stessa comunità con più diritti.

Esame dell’articolato

Articolo 1. Emendamento della maggioranza ‘Definizione di unione registrata (cambia ‘unione civile’)

Marica Montemaggi, C10: Volevamo guardare anche alla regolamentazione europea che le chiama non unioni civili ma unioni registrate. Volevamo allargare lo spettro di definizione e guardare con ottica europea. Lungi da noi a consideralro una ‘mascherata’, massima disponibilità a ritirare l’emendamento e lasciare unione civile.

Si dà lettura del parere del Comitato presentatore del Pdl che è contrario alla modifica in unione registrata: la maggioranza ritira l’emendamento.

Viene respinto emendamento Pdcs su cui il parere del comitato è contrario.

27 settembre 2018
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