Oggi il Governo decide sulla manovra, Di Maio vuole deficit oltre 2%

ROMA – Il Movimento 5 stelle non arretra e continua a chiedere al ministro dell’Economia Giovanni Tria di fissare nel Def il deficit oltre il 2%, secondo alcune fonti al 2,4%. A quanto apprende la Dire al momento la Lega appare più cauta nonostante fino a pochi giorni fa il leader Matteo Salvini avesse proposto di “sfiorare” il paletto del 3%. Il compito di mediatore, come faceva notare qualche giorno fa il ministro Paolo Savona, spetta al premier Giuseppe Conte che oggi deve trovare un’intesa tra M5s, Lega e la volontà di Tria che non vorrebbe scostarsi dall’1,6%.

Secondo una fonte parlamentare qualche decimale potrebbe essere acquisito con una robusta quota dedicata agli investimenti il che potrebbe portare il rapporto deficit/pil all’1,9%.

Lo stesso Conte, da New York, ieri non ha voluto anticipare le sue intenzioni, limitando a dire: “Non do numeri fino a quando non delibereremo. Lo saprete domani dopo il consiglio dei ministri”. E ha aggiunto: “Siamo in piena elaborazione della manovra economica. Stiamo lavorando molto seriamente sulle riforme strutturali. L’Italia ha bisogno di questo perchè ci sono tutte le potenzialità  per crescere”.

Il braccio di ferro di Di Maio per “eliminare la povertà”

“Sono felice perché questo governo sta per realizzare la Manovra del Popolo. Per la prima volta nella storia d’Italia elimineremo la povertà. Abbiamo messo al primo posto gli ultimi e sacrificato gli interessi dei potenti. Non ci fermeranno i tecnocrati né gli euroburocrati. Orgogliosamente dalla parte del popolo italiano”. Questo quanto scritto ieri su Instagram da Luigi Di Maio.

Ma l’annuncio corre anche su Facebook: ” Abbiamo detto basta, questa è la manovra del popolo, basta con i tagli perchè i soldi non ci sono e l’Europa dice di no. Da adesso si cambia e stiamo per approvare il reddito di cittadinanza. Noi facciamo le cose per eliminare la povertà e per la prima volta nella storia d’Italia elimineremo la povertà assoluta”, aggiunge.

Inevitabilmente questa frase memorabile ieri pomeriggio ha fatto immediatamente scattare l’ironia e su Twitter sono partiti gli sfottò con l’hashtag #DiMaioAbolisceCose schizzato tra i trend topic.

Lo scontro con Moscovici

Ancora una volta su Fb, poi, è arrivato anche uno sfogo contro i tecnici ‘burocrati’. Il dito è puntato contro Pierre Moscovici, commissario europeo per gli Affari Economici e Finanziari, che ieri ha ‘consigliato’ il non sforamento del deficit.

“Moscovici è il commissario europeo per gli Affari Economici e Finanziari, questo non gli dà assolutamente il diritto di dire all’Italia, Paese sovrano, cosa deve fare con i suoi soldi. L’unico obbligo che rispettiamo è quello del 3%, quello a cui dovrebbero sottostare tutti i Paesi Europei e che la Francia per anni non ha rispettato”, scriveva ieri Di Maio su Facebook ricordando quando Moscovici era ministro dell’Economia e “ha abbondantemente sforato il 3% violando proprio quelle stesse regole che oggi vorrebbe far rispettare. Non venga quindi Moscovici a fare la morale a noi. Noi andiamo avanti con la Manovra del Popolo e quello che sarà necessario fare, nel rispetto degli impegni, per mantenere le promesse che abbiamo fatto lo faremo. Stiamo lavorando per la crescita della ricchezza degli italiani e non sarà certo un euroburocrate a fermarci”.

La preoccupazione di Forza Italia

Sembra una trattativa da bancarella, più che la legge di Bilancio della terza economia dell’eurozona. Non vorremmo essere nei panni del Ministro Giovanni Tria, ma soprattutto pensiamo ai cittadini italiani, che rischiano di pagare un conto salatissimo per tanta improvvisazione” ha detto Mara Carfagna, vice presidente della Camera e deputata di Forza Italia.

Maria Stella Gelmini sottolinea la confusione nel Governo: “Pieno caos per il governo sulla manovra. Tanti annunci, tante promesse, ma ancora non si vede la via d’uscita. Di Maio da un lato minaccia Tria e dall’altro si spinge a promettere addirittura l’abolizione della povertà. Più che il governo del cambiamento sembra il governo del cambiamento in peggio”.

Parole dure anche da Renato Brunetta, per cui l’ipotesi di un deficit con quelle cifre significa “scherzare col fuoco”. Brunetta si affida a Tria e al “suo rigore economico. Altrimenti- prosegue- non ci rimane che attendere un immediato declassamento delle agenzie di rating. E per noi sarebbe la fine”. 

Punta l’allarme sui posti di lavoro Licia Ronzulli: “Il mago Di Maio promette di abolire la povertà ma, in realtà, con il decreto dignità (-80 mila lavoratori in 10 anni, secondo l’Inps) e con la chiusura obbligatoria domenicale degli esercizi commerciali (-150mila lavoratori, secondo Confimprese) ha già abolito migliaia di posti di lavoro. Più aumenta la povertà, più sarà allettante la propaganda sul reddito di cittadinanza. Ed è proprio per questo che i grillini vogliono più povertà per tutti, affinché i cittadini non siano più liberi ma sotto il ricatto del potere politico e dello Stato padrone”.

27 settembre 2018
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