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Roccadarce, festa di fine estate. I giovani salvano le antiche tradizioni ciociare

roccadarce1Alla riscoperta del proprio passato. Forse sono i più giovani ad essere coscienti del fatto che “senza passato non c’è futuro”, sono sicuramente i più giovani – forse a sorpresa, forse no – a garantire quell’impegno e quella continuità fondamentali per tenere in vita quelle tradizioni che ancora oggi regalano emozioni a chi magari le incontra per la prima volta.

È il caso di Roccadarce, comune in provincia di Frosinone, che ormai da 13 anni apre le “porte di casa sua” raccontandosi, mostrandosi. Accogliendo chiunque abbia voglia di capire e di sapere come tanti anni fa i nonni, ma anche i bisnonni, portavano avanti la vita propria e quella del paese attraverso gli antichi mestieri e le antiche abitudini di vita.

Sono quindi ormai 13 anni che le vie del paese diventano punto roccadarce7di incontro di tantissima gente che accorre per visitare le cantine, per assaggiare i sapori di una volta, dopo aver magari visitato case, stradine caratteristiche, fotografato strumenti di lavoro di una volta. Anche quest’anno i proprietari delle cantine, veri e propri scrigni che nascondono la vita di una volta, hanno aperto e accolto cittadini del posto, dei paesi limitrofi, di turisti in arrivo da località ancora più distanti, molto spesso di età decisamente giovane.

È vero, l’apertura delle cantine significa vino e piatti caratteristici: che sia dietro i fornelli, che sia dietro un bancone per servire il vino (ottimo) magari del posto, sono i giovani a farla decisamente da padrone. Un bel segnale. Soprattutto in un momento in cui si è costretti a raggiungere la grande città per trovare una stabilità lavorativa o magari anche solo per ‘conquistare’ quel famoso pezzo di carta, una sorta di lasciapassare verso quel sogno chiamato ‘posto fisso’.

Tredici anni di antiche tradizioni a Roccadarce: dagli arrosticini alle ‘pizzelle’, dalla polenta al farro, dal vitello all’agnello, per le vie del comune ciociaro è tutto un assaporare il gusto di una volta, che ancora oggi non si perde. Merito anche alle giovani ciociare vestite “come solo tanti anni fa”, dei giovani ciociari roccadarce6che, con tanto di cappello di paglia e con le caratteristiche ciocie ai piedi (loro, come le ragazze), aizzano i fuochi necessari a cuocere pietanze e a regalare vecchi ma sempre attuali sapori.

Il tutto aspettando l’arrivo della ‘signora’: gigantesco pupazzo di carta su struttura in metallo guidato da un uomo del posto (questa volta non un giovanissimo, data la pericolosità), che sta a rappresentare una donna ciociara, e a cui viene dato fuoco a simboleggiare la fine dell’estate. E sono lunghissimi gli attimi in cui si aspetta di vedere uscire la persona che guida la signora in fiamme, prima del grande applauso che rompe il silenzio e fa ripartire la festa.

Di Adriano Gasperetti – Giornalista Professionista

27 agosto 2015

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