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Messico, candidato Obrador accusa Amazon: “Serie tv per colpirmi”

ROMA – Andrès Manuel ‘Amlo’ Lopez Obrador, il candidato di sinistra alle elezioni in Messico in programma domenica, ha accusato Amazon di partecipare, con la pubblicazione di una serie televisiva, a una “guerra sporca” per condizionare il voto. Nel mirino del candidato socialista, favorito dai sondaggi, c’è la serie ‘Populism in America’. Amazon, secondo la denuncia pubblicata da Obrador su Twitter, avrebbe sborsato per la serie 100 milioni di pesos, circa 4,3 milioni di euro, dandone altri 100 per diffonderla. “Qui le televisioni non si sono prestate alla guerra sporca” scrive ancora Obrador, convinto che l’autore del lavoro, Alejandro Quintero, sia un “impiegato di Carlos Salinas (ex presidente del Messico, noto per aver siglato l’accordo di libero scambio con gli Usa, ndr) e di Enrique Pena Nieto”.

Anche l’Istituto nazionale elettorale si è mobilitato contro presunte pressioni volte a screditare il candidato socialista. Nelle ultime ore, l’Istituto ha diffuso una circolare in cui invita cinque imprese private a interrompere subito le telefonate private “sotto forma di inchiesta”. Inteliphone, Tkm Customer Solutions e Focus Investigación, insieme a Inteliphone e Next Contact, sono accusate infatti di “diffondere propaganda elettorale contro il candidato Andrés Manuel Lopez Obrador” e di “ridurre il numero di voti degli altri partiti o candidati politici che intervengono nella contesa elettorale”. Le prime tre imprese citate avrebbero inoltre svolto i sondaggi oltre la scadenza precedentemente fissata ai primi di giugno. Domenica, circa 88 milioni di messicani sono chiamati a scegliere il nuovo presidente. Secondo le stime del quotidiano ‘El Financero’, Lopez Obrador potrebbe ottenere 32 punti percentuali, seguito dal candidato del partito al governo, Antonio Meade, accreditato del 22 per cento delle intenzioni di voto.

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27 giugno 2018
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