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Scontri di piazza in Venezuela: morto un 17enne, feriti e arresti

ROMA – La crisi politico-istituzionale in Venezuela ha fatto una nuova giovane vittima: Jofre Rodriguez aveva 17 anni e aveva aderito ieri alla 87esima giornata di protesta, intitolata dagli organizzatori ‘Onda d’urto studentesca‘. A sparare alla schiena all’adolescente, secondo testimoni oculari, un uomo impiegato nell‘impresa di Stato AgroPatria. La vicenda è avvenuta nella città di Turmero, nello Stato settentrionale di Aragua. L’omicida, appartenente ai movimenti sindacali, sarebbe già stato arrestato. Intanto la governatrice di Aragua, Caryl Bertho, secondo la stampa locale ha puntato il dito contro i due principali partiti di opposizione, Primera Justicia (Pj) e Voluntad Popular (Vp), accusati di aver pianificato disordini pagando giovani affinché commettessero atti vandalici in tutto lo Stato. “Abbiamo le prove”, ha aggiunto Bertho, spiegando che gli atti consistono nel saccheggio di 68 attività commerciali, tra cui farmacie, supermercati, negozi di liquori, macellerie, gelaterie e pasticcerie. Attaccata anche la locale società del trasporto pubblico, in cui una donna è rimasta ferita a una gamba. 

A CARACAS UNA FOTOGRAFA FERITA A UN OCCHIO

Oltre 200 persone sarebbero state arrestate in seguito a questi incidenti. Ma non è tutto: violenze si sono registrate anche in altre località del Paese. A Caracas, altri scontri tra manifestanti e agenti di polizia, dove una fotografa è rimasta ferita a un occhio da un proiettile di gomma. Altri due feriti si sono registrati ad Altamira. A Los Naranjos, fuori Caracas, un manifestante è stato investito da una Toyota.

DAL GOVERNO PRESSIONI SULLA STAMPA PER NON TRASMETTERE IMMAGINI SCONTRI

Scontri anche a Miranda, dove un uomo – per impedire l’arresto di alcuni giovani – ha sparato contro i poliziotti, ferendone tre. Alle cinque del pomeriggio di ieri secondo le autorità erano già state ammanettate 26 persone nello Stato di Anzoategui, e nelle città di Caracas e Merida. Dei 17 fermati ad Anzoategui, 12 sono stati rilasciati. A causa dell’ondata di proteste, il governo sembra stia cercando di correre ai ripari riducendo la copertura mediatica di questi eventi. Alcuni impiegati dell’emittente all news ‘Globovision’ hanno raccontato alla stampa americana di ricevere quotidianamente pressioni da parte dei funzionari di Conatel – l’autorità di Stato per le telecomunicazioni – che chiedono di non trasmettere le immagini degli scontri tra manifestanti e agenti delle forze dell’ordine. “E’ la Conatel a decidere cosa può essere trasmesso”, ha lamentato l’impiegato, che ha chiesto di mantenere l’anonimato.

di Alessandra Fabbretti, giornalista

27 giugno 2017

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