Genova, otto tubi dell’acqua saltati in dieci giorni

doria_genovaGENOVA – L’ultima, in ordine cronologico, è stata Borzoli, questa mattina. Ma le tubature dell’acqua saltate a Genova negli ultimi dieci giorni sono state ben otto.

Una situazione insostenibile che, mentre i sindacati puntano il dito contro la mancanza di manutenzione, viene spiegata da Iren- gestore dell’acqua pubblica a Genova attraverso la controllata Mediterranea delle Acque- con note tecniche che danno sostanzialmente la colpa al caldo di questi giorni.

Una spiegazione che non convince il Comune di Genova, tanto che il sindaco Marco Doria ha chiamato immediatamente a rapporto i vertici della multiultility partecipata anche da Palazzo Tursi.

“Strade che scoppiano all’improvviso, piazzali letteralmente allagati, interi quartieri in tilt, da Molassana a Bolzaneto, a Pontedecimo, fino ad arrivare ai casi più recenti (e più eclatanti) di Principe, Dinegro e Borzoli. Un vero e proprio bollettino di guerra che ha messo a nudo tutta la fragilità del territorio cittadino e riproposto con forza il fallimento della gestione privata delle risorse idriche, a Genova e non solo”. A sintetizzare la situazione che sta vivendo in queste ore il capoluogo ligure sono i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Alice Salvatore e Marco De Ferrari. Oltre al danno, la beffa. Mercoledì, infatti, in Consiglio metropolitano dovrebbe essere approvata la delibera che aumenta le tariffe dell’acqua pubblica del 5%.

“Lo scoppio quasi in contemporanea di Principe e Dinegro- osservano i pentastellati- è la metafora del fallimento delle scellerate politiche di privatizzazione dell’acqua, che, ovunque sono state applicate, hanno provocato incidenti, rotture, disservizi di ogni tipo, a fronte delle bollette più care d’Italia: Federconsumatori parla addirittura di oltre 350 euro a famiglia a Genova, quasi 100 euro in più rispetto alla media nazionale. Il tutto in barba al volere di 26 milioni di italiani che nel 2011 hanno sancito con un referendum che l’acqua deve rimanere in mani pubbliche”. De Ferrari traccia anche un parallelo tra la voragine di Firenze di fine maggio e quella di sabato in piazza Acquaverde, di fronte alla Stazione Principe.

“Esattamente un mese fa, si è aperto un enorme cratere sul Lungarno. Il gestore? Publiacqua Spa, specchietto del potere renziano- accusa il consigliere- ora è toccato a Genova, solo per un colpo di fortuna senza conseguenze peggiori. Guarda caso, anche qui a gestire le reti idriche c’è una società privata, Mediterranea delle Acque, che fa parte del gruppo Iren. Mentre il Partito democratico (e Doria) continuano a sostenere le privatizzazioni a tutti i livelli, Genova sprofonda nei buchi di bilancio e nelle voragini in strada“. E, se non si troveranno spiegazioni convincenti per quanto sta accadendo nel sottosuolo genovese in queste ore, Iren potrebbe avere qualche ostacolo in più nel cammino che dovrebbe portarla già dalle prossime settimane a entrare nel capitale sociale di Amiu.

27 Giu 2016
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