Brexit, non solo eredità della City: Milano vuole l'agenzia del farmaco - DIRE.it

Lombardia

Brexit, non solo eredità della City: Milano vuole l’agenzia del farmaco

MILANO – Milano punta a massimizzare gli effetti positivi dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. All’indomani della Brexit, tanto il neosindaco Beppe Sala (centrosinistra) che il presidente della Regione Roberto Maroni (Lega), guardano alle opportunità che arrivano da Londra.

maroni11“Come sapete ho fatto il tifo per un altro candidato” ma “spero in una leale collaborazione fra Comune e Regione, a partire dai temi più importanti come “le periferie, le case popolari, Aler”, ma non solo: anche “Sea e Atm-Trenord. Tutti discorsi iniziati con Pisapia, sui quali però lui non riusciva a decidere”, invece “mi auguro che Sala queste cose le decida e lo faccia concordando le scelte con noi”. Questo il commento del presidente lombardo Roberto Maroni in merito alle scelte di Giunta (qui tutti i  nomi) del neo sindaco meneghino Beppe Sala: “Mi astengo dall’emettere giudizi, anche se ci sono molti assessori che conosco, perché sono gli stessi della giunta Pisapia- aggiunge Maroni- ho sentito pareri diversi, alcuni negativi”, anche se “penso che gli amministratori debbano essere giudicati per quello che fanno”.

Maroni è intervenuto a margine dell’assemblea pubblica di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, a cui partecipa anche il sindaco di Milano. Primo cittadino che ribadisce ormai da settimane l’importanza dell’occasione che si presenta per Milano all’indomani del Brexit, occasione su cui anche il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli si mostra fiducioso: “la Milano che ha vinto la sfida di Expo può vincere anche la sfida del post Brexit”. Post Brexit che è un’opportunità anche secondo il presidente Maroni: “Ho lanciato l’idea di portare qui l’agenzia europea del farmaco, che adesso ha sede a Londra- rilancia il governatore- mi auguro che il Governo tenga conto di questa richiesta, facendo del nostro capoluogo il punto di riferimento europeo per le biotecnologie e per la salute”.

Maroni parla di costituire “un fondo da 50 milioni di euro” per aiutare “i giovani ricercatori che sono andati in Inghilterra a tornare da noi” e “per attrarre imprese e startup che oggi lavorano nel Regno Unito”. Il governatore così spiega il nome dato al fondo, che si chiamerà ‘come in’, ossia “venite da noi”. Per farlo, Maroni fa sapere dell’intenzione di aprire “un tavolo con le Università” per capire quali sia “il modo migliore per procedere”. Insomma, insiste, Brexit è “un’opportunità da sfruttare”.

27 giugno 2016
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