Welfare

Femminicidio, Boldrini diventa ambasciatrice di ‘Telefono Rosa’


ROMA – “Sono felice di diventare ambasciatrice di Telefono Rosa, che con le sue volontarie fa un lavoro di straordinaria utilità contro la violenza sulle donne”. Lo dice la presidente della Camera Laura Boldrini, intervenendo alla Cerimonia di conferimento del riconoscimento di Ambasciatrice del Telefono Rosa all’Hotel Bernini Bristol.

Il conferimento del titolo di Ambasciatrice di Telefono Rosa a Laura Boldrini, ha spiegato una rappresentante dell’associazione durante la Cerimonia,  riconosce alla terza carica dello Stato il “coraggio di agire quotidianamente il prestigioso incarico di presidente della Camera dei deputati segnando la strada tutti i giorni dei diritti delle donne su molteplici fronti. Sempre in prima linea contro la violenza di genere, il bullismo, l’utilizzo violento del web“.

È un riconoscimento anche per “la battaglia per l’uso delle declinazioni femminili nel linguaggio e la memoria delle grandi figure femminili nella storia”. Boldrini, ha concluso l’Associazione,  “ha inoltre sempre manifestato grande vicinanza e attenzione alle problematiche delle associazioni e dei centri antiviolenza alle quali non ha mai voluto negare il suo affetto e la sua stima”.

La nostra società ha uno zoccolo duro di misoginia che è ancora tutto lì”. Lo sottolinea la presidente della Camera Laura Boldrini partecipando alla cerimonia di conferimento del riconoscimento di Ambasciatrice del Telefono Rosa .

Durante la cerimonia per il conferimento del titolo di Ambasciatrice di Telefono Rosa, Laura Boldrini ricorda di essere arrivata alla presidenza della Camera ”con il bagaglio di chi ha lavorato per tanti anni in aree difficili e con i soggetti più vulnerabili. Le donne- sottolinea- in Italia e non solo, sono quelle che pagano sempre il prezzo più alto. La battaglia deve andare avanti nel nostro Paese ma senza dimenticare i tre quarti della popolazione femminile” nel mondo.

La battaglia, continua Boldrini, ”è cominciata da qualche decennio ma per qualche decennio dovrà continuare. Nel nostro Paese è calata una cappa, si parla di questioni superate,  roba da vetero-femministe. Ma non sono questioni superate, sono ancora sottotraccia e chi alza la testa solleva un vespaio di polemiche e insulti”.

La battaglia per le donne, sottolinea la terza carica dello Stato,  ”è anche una battaglia per il lavoro perché il lavoro riscatta la donna anche dalla violenza”. Quindi ricorda i provvedimenti di legge presi in questa legislatura come la Convenzione di Instanbul, che dice che ”violenza sulla donna non è una questione privata ma violazione dei diritti umani”, e il decreto femminicidio. E poi le iniziative prese da lei in persona come il drappo rosso sulla facciata di Montecitorio, la Sala delle donne e la circolare ai deputati sul linguaggio di genere.  Boldrini conclude: ”Non arrendiamoci, non abituiamoci a questo e non deleghiamo a nessuno questa battaglia’

27 maggio 2017
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