Centro Padri Trinitari a Venosa, terapie d’eccellenza per disabilità

ROMA – “Apri le braccia, sei libero”. Gli occhi di Alfredo (il nome è di fantasia, ndr) sembrano distendersi a cercare la libertà ad ogni cerchio percorso dalle sue braccia guidate dai gesti sicuri di Angela (il nome è di fantasia, ndr), la sua fisioterapista, che lo circonda in un abbraccio. Un’esperienza di contatto umano, fisico e mentale, che cura, attraverso il corpo, la mente di Alfredo, affetto da gravi disturbi dello spettro autistico, tra le persone con disabilità che vivono stabilmente nel Centro di riabilitazione e formazione professionale Padri Trinitari di Venosa, attivo nel borgo in provincia di Potenza dal 1968, e dal 2014 a Bernalda, nel materano, con la Terapia fisica e rieducazione funzionale, la lungodegenza per anziani e il nucleo Alzheimer. Sono un centinaio in tutto gli ospiti che hanno un rapporto residenziale con l’istituto, uomini tra i 18 e i 40-50 anni affetti da patologie a carattere involutivo come la sclerosi multipla, o pazienti con gravi danni cerebrali, disturbi psichici o pluriminorazioni anche sensoriali. Tutti provenienti da un bacino molto più ampio delle mura di Venosa: Campania, Calabria, Puglia, qualcuno pure dal Molise, oltre che dalla Basilicata.

Trenta, invece, invece le donne e gli uomini che non abitano il centro in modo permanente, ma partecipano alle sue attività laboratoriali e riabilitativo-professionalizzanti. Come i laboratori di falegnameria e meccanica, di ceramica, mosaico e pelletteria, o l’orto dell’istituto, dove operatori qualificati insegnano agli ospiti come si coltiva il cardoncello – il fungo, antico vanto della tradizione agroalimentare delle Murge- o come far crescere in serra fiori, frutti fuori stagione e primizie, senza trascurare le colture tradizionali della terra di Orazio: gli ulivi, gli ortaggi e la vigna – da cui si ricava un vino di qualità conservato nelle botti della cantina dell’istituto. Una terapia sperimentata dai Padri Trinitari già da diversi anni, come spiega all’agenzia di stampa Dire una delle fisioterapiste dell’istituto, Mariella Leggeri: “Siccome abbiamo ragazzi adulti abbiamo sperimentato questa nuova terapia e abbiamo notato grandissimi miglioramenti rispetto alla relazione e alle abilità logico-matematiche e anche per quanto riguarda lo spazio ed il tempo, soprattutto lo scorrere delle stagioni e la crescita delle piante”.

E proprio sulla relazione si basa anche l’ippoterapia, altro trattamento d’eccellenza sperimentato da anni a Venosa: “La riabilitazione equestre è un metodo di riabilitazione globale perché interviene su più livelli: cognitivo, affettivo-relazionale e neuromotorio”, chiarisce alla Dire Barbara Busto, fisioterapista del Centro riabilitazione Padre Trinitari Venosa specializzata nell’ippoterapia, che segue diverse fasi. La prima fase di avvicinamento all’animale, in cui spesso gli operatori incontrano difficoltà perché “per i nostri ragazzi non è facile l’accettazione dell’animale“; la seconda, di accettazione dell’ambiente, che agisce anche sulle coordinate spazio-temporali; e la terza ed ultima, di presa di coscienza del proprio corpo sul cavallo e su se stessi, con l’aiuto di un grande specchio posizionato nel maneggio terapeutico. I ragazzi imparano quindi a galoppare o anche solo a far camminare il loro cavallo, in un rapporto di cura che è fatto di tocchi, carezze, calore.

Il maneggio viene utilizzato anche per le attività sportive dei ragazzi, che dividono le loro giornate tra aule di formazione, laboratori e terapie specifiche, durante la mattinata, e gli sport e le attività ludiche, nel pomeriggio. “Il laboratorio di ceramica aiuta i ragazzi nella manualità, nella gestione dell’argilla, nella decorazione e colorazione degli oggetti realizzati, come i piatti- racconta alla Dire Rosa Solimano, assistente del laboratorio di ceramica del Centro- Riusciamo ad insegnare queste attività con tanta pazienza e tanto amore. Solo con la pazienza e l’amore- conclude- ci si può dedicare veramente ad insegnare qualcosa a questi ragazzi”.

 

Uguaglianza nella diversita’, Padri Trinitari di Venosa premiano le scuole

Uguaglianza nella diversità“. Si terrà il prossimo 4 maggio a Venosa, in provincia di Potenza, l’evento di premiazione del concorso nazionale così intitolato, dedicato alle scuole di ogni ordine e grado di tutta Italia con l’obiettivo di diffondere tra gli studenti una sempre maggiore sensibilità nei confronti della disabilità attraverso comportamenti positivi e significativi assunti nella quotidianità. Promosso dal Centro di riabilitazione e formazione professionale Padri Trinitari di Venosa e Bernalda, in Basilicata, dalla famiglia Viglione e dell’Associazione dei genitori degli ospiti dell’istituto e della Domus, il Premio è giunto alla sua undicesima edizione. La cerimonia, che si terrà nell’auditorium ‘Tomaso Viglione’ dell’Istituto medico psico-socio-pedagogico dei Padri Trinitari di Venosa, sarà aperta dalla ‘Banda senza problemi’ del centro diretta dal maestro Donato Elefante, e proseguirà con la presentazione dei lavori degli studenti, tra cui verranno proclamati i vincitori. A seguire, una tavola rotonda in cui interverranno la senatrice Paola Binetti, il sindaco di Venosa Tommaso Gammone, il ministro generale dell’Ordine Ss. Trinità padre Jose Narlaly, il ministro provinciale Padri Trinitari Italia padre Gino Buccarello e il cardiologo, coordinatore regionale malattie rare, Giuseppe Limongelli. A moderare il tavolo il direttore dell’agenzia di stampa Dire Nico Perrone.

“Quest’anno il Premio mette insieme, per la seconda volta consecutiva, esperienze straordinarie che ci danno il riscontro di una scuola viva, partecipe e sensibile nei confronti delle persone con disabilità da tutta Italia- spiega all’agenzia di stampa Dire il responsabile del progetto ‘Uguaglianza nella diversità’ dell’istituto dei Padri Trinitari Claudio Ciavatta– Siamo partiti undici anni fa da una dimensione locale, con il coinvolgimento delle scuole di Venosa, man mano siamo stati sollecitati dal territorio e questo Premio- sottolinea- è diventato da due anni un concorso nazionale”.

Ispirato alla figura Tomaso Viglione, psicologo e psicoterapeuta attivo per quarant’anni nell’istituto dei Trinitari, il Premio nasce nel 2007 per stimolare, partendo dalla scuola, una maggiore sensibilità e responsabilità verso la disabilità, soprattutto intellettiva, per riconoscere alle persone con disabilità diritti spesso negati. Saranno premiati gli studenti o le classi che attraverso temi, poesie, disegni, spot, brani musicali, video o foto saranno riusciti a meglio rappresentare la ricchezza della diversità. Al primo classificato sarà assegnato un premio in denaro di 1.000 euro, al secondo di 500 euro, al terzo di 250. Al miglior lavoro di ciascun ordine scolastico verrà assegnata una menzione e tutte le 85 scuole partecipanti riceveranno una targa e un attestato di partecipazione.

Centro Trinitari Venosa, Padre Gino Buccarello: “Puntiamo su qualita’”

Qualità, accoglienza e servizio. Sono queste le tre parole chiave per il prossimo futuro del Centro di riabilitazione e formazione professionale Padri Trinitari di Venosa e Bernalda, in Basilicata, secondo il suo attuale rettore, nonché ministro provinciale Padri Trinitari Italia, Padre Gino Buccarello. L’istituto di Venosa si occupa di accoglienza e riabilitazione delle persone con disabilità dal 1968.

“Stiamo svolgendo un grande lavoro di continuità dell’opera che questo istituto svolge ormai da cinquant’anni- spiega all’agenzia di stampa Dire Padre Gino- Nella continuità vogliamo andare avanti e guardare al futuro cercando di rendere questa struttura un luogo accogliente per i ragazzi ospitati e offrire loro il meglio delle cure e della riabilitazione. Lo stiamo facendo- aggiunge il ministro provinciale dei Trinitari- attraverso gli strumenti che normalmente ci vengono offerti anche dalle competenze specifiche di medici, psicologi, educatori e di tutto il personale che ci sta aiutando a svolgere questo servizio così delicato, ma anche così importante”.

Un centro che, guardando al futuro, ha cercato di riorganizzarsi nominando, come primo passo, “una commissione di alto valore scientifico, che ci possa dare il quadro reale della situazione dell’istituto per poter ripartire e migliorare i nostri servizi”. “Puntiamo sempre sulla qualità del personale che è al fianco degli ospiti di questa struttura, ma stiamo cercando anche di curare il rapporto con il territorio e con le famiglie, che sono una presenza importantissima e determinante in questo nostro servizio”. Una struttura definita da Padre Gino Buccarello “d’eccellenza”, che tale “deve continuare ad essere per l’intero Sud Italia”. “Molti ospiti di questa struttura hanno come unica famiglia i nostri operatori e collaboratori- conclude Padre Gino- per questo è importante che questo servizio continui, proprio per garantire ai nostri ragazzi quei punti di riferimento essenziali per la loro vita che non hanno né nella famiglia né nella società”.

Gammone (sindaco di Venosa): “Il centro dei padri trinitari è un punto di riferimento”

“L’istituto dei Padri Trinitari rappresenta un punto di riferimento per l’accoglienza della disabilità nella città di Venosa, nel nostro territorio, ma anche in tutte le regioni del Sud. Lo è da moltissimi anni e nessuno vorrebbe perderlo per tante ragioni. Per ragioni legate all’economia della nostra città, ma anche per ragioni legate alle tante famiglie che riescono a trovare un punto di approdo per queste persone che altrimenti non sarebbero ben collocate in altri posti”. Lo ha detto all’agenzia di stampa Dire il sindaco di Venosa, in provincia di Potenza, Tommaso Gammone a proposito del Centro di riabilitazione e formazione professionale Padri Trinitari di Venosa e Bernalda.

“Noi saremo sempre al fianco dell’istituto dei Padri Trinitari- aggiunge il primo cittadino- e così come in passato ha rappresentato per la città di Venosa un fiore all’occhiello in termini di accoglienza e solidarietà rispetto alle persone svantaggiate, anche oggi, dopo i fatti accaduti, che ritengo essere casi isolati, rappresenta il fiore all’occhiello della nostra città“. Un centro che ospita circa un centinaio di uomini tra i 18 e i 40 anni provenienti da varie del Sud, con disabilità anche gravi, che vivono nell’istituto in un rapporto residenziale; e una trentina, tra uomini e donne, che partecipano alle attività laboratoriali e riabilitativo-professionalizzanti della casa dei Trinitari, senza risiedere in modo permanente nella struttura”. “Come comune di Venosa già sosteniamo una parte dei ragazzi dell’istituto- aggiunge Gammone- Siamo al fianco dei Trinitari e li aiutiamo nelle loro scelte, e saremo vicino al loro istituto in questo momento difficile che, sono sicuro- conclude- loro saranno in grado di superare brillantemente”

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27 aprile 2018
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