Fondi Ue, consorziare eccellenze per favorire partecipare

FVGTRIESTE – Consorziare le eccellenze regionali e guardare con attenzione alla multidisciplinarità per avere maggiore successo di finanziamento dei progetti europei ma anche necessità di supporto per favorirne la partecipazione da parte di imprese ed enti di ricerca oltre che valutare, prima della presentazione, il concreto impatto del progetto e la misurabilità dello stesso. Elementi, questi ultimi, che costituiscono aspetti fondamentali nell’ambito del processo di valutazione da parte della Commissione europea.
Sono queste alcune delle considerazioni emerse nel corso della tavola rotonda sulla valorizzazione dell’esperienza per migliorare la partecipazione ai progetti europei, inserita all’interno del convegno che si è svolto oggi nell’auditorium della sede della Regione FVG a Udine, su “Horizon 2020: la nuova programmazione 2016-2017 strumenti e proposte per migliorare la performance regionale”, ovvero il programma europeo di finanziamento di ricerca scientifica e innovazione che prevede un budget di circa 80 miliardi di euro per il periodo 2014-2020.
La tavola rotonda ha visto il confronto di diversi soggetti fra i quali Ciro Franco per l’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale,  Fabio Feruglio per Friuli innovazione, Michele Pipan dell’Università degli studi di Trieste, Stefano Ruffo per la Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa), Fabio Tomasi di Area scienze park e Maria Cristina Nicoli dell’ateneo udinese.
Nel corso della mattinata è stato fatto il punto anche sul bilancio italiano dei primi due anni del programma, con Marco Falzetti, direttore dell’Agenzia per la  promozione della ricerca europea (Apre). Nella sua analisi ha sottolineato la novità introdotta da Horizon, ovvero l’integrazione fra ricerca e innovazione, le opportunità di finanziamento ma anche le necessità di performare meglio in termini di volume e di qualità di partecipazione. Ha enfatizzato, inoltre, la necessità di lavorare per realizzare sinergie fra fondi nazionali, regionali e europei.
Ha illustrato, invece, i nuovi strumenti innovativi in Horizon 2020 ovvero il Pre commercial procurement (Pcp) e il Public procurement for innovative solutions (Ppi)  Massimiliano Dragoni, senior program officer della Dg Connect della Commissione europea. Si tratta di strumenti, come è stato spiegato, che possono aiutare le imprese, soprattutto quelle medie-piccole, a fare innovazione compiuta per sviluppare nuovi prodotti.
Nel dettaglio, i Pcp sono appalti per la realizzazione di attività di ricerca e sviluppo finalizzate alla progettazione, produzione e sperimentazione di prototipi di prodotto o servizio non ancora idonei all’uso commerciale ma che potrebbero presto affacciarsi al mercato una volta perfezionati e industrializzati. Mentre i Ppi sono appalti in cui le autorità pubbliche contraenti agiscono come clienti pilota acquisendo soluzioni innovative nuove sul mercato che non sono ancora disponibili sul commercio su larga scala. Per quanto concerne i Pcp e i Ppi, secondo Dragoni, l’ubicazione strategica del Friuli Venezia Giulia costituisce un vantaggio competitivo per la vicinanza con i Paesi di più recente adesione all’Unione europea.
Intervento più tecnico quello di Monique Bossi, referente nazionale Apre, focalizzato sul tema dell’impatto e della multidisciplinarietà dei progetti partendo dalla valutazione dei risultati a due anni di avvio del programma e fornendo dei suggerimenti su come trattare questi aspetti nelle proposte. I risultati dei primi 2 anni di partecipazione vedono l’Italia al quarto posto per i contratti firmati all’interno dei 28 Stati membri dell’Ue (il tasso di successo italiano è dell’11 per cento), mentre per il contributo finanziario comunitario riferito ai contratti, l’Italia si attesta al 10 per cento contro il 13 per centro di altri Paesi. Nello specifico, per il Friuli Venezia Giulia, infrastrutture di ricerca e salute, nell’ambito del programma Horizon 202, sono alcuni dei temi più rilevanti dei progetti presentati.
 L’evento è stato organizzato all’interno delle iniziative del Comitato dell’Agenzia per la promozione della ricerca europea FVG con la Regione Friuli Venezia Giulia, il Cer – Coordinamento degli enti di ricerca del Friuli Venezia Giulia e Apre. Il Comitato è nato nel 2008 per rendere più efficaci le azioni dei singoli soci Apre presenti sul territorio regionale rispondendo in modo mirato alle esigenze di partecipazione ai programmi e alle iniziative nazionali ed europee del territorio nel campo della ricerca, dello sviluppo, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico.

27 Apr 2016
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