Ambiente, prevenzione dissesto prioritaria per la Regione - DIRE.it

Friuli Venezia Giulia

Ambiente, prevenzione dissesto prioritaria per la Regione

dissesto idrogeologicoTRIESTE – Il Friuli Venezia Giulia è una Regione attenta al territorio e che punta alla prevenzione. Per questo motivo, dal 2014 ad oggi, molte opere inserite nel piano contro il dissesto idrogeologico – il cui valore ammonta a 32 milioni di euro – sono state portate a termine nel corso dell’attuale gestione commissariale. Lo ha ricordato la presidente della Regione Debora Serracchiani intervenendo al convegno dal titolo “50 anni dall’alluvione del 1966: la situazione nei bacini idrografici del Friuli Venezia Giulia e la mitigazione del rischio idraulico” svoltosi all’invaso della diga di Ravedis a Montereale Valcellina.
L’evento fa parte del calendario delle iniziative inserite all’interno del settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione. All’appuntamento ha partecipato anche il presidente del Consiglio Regionale Franco Iacop, l’assessore alla Protezione Civile Paolo Panontin e alcuni consiglieri regionali.
Come ricordato nel corso dei lavori, in Friuli Venezia Giulia sono già state compiute importanti opere per evitare il ripetersi di rischi idrogeologici; ne sono un esempio quelli realizzati in Valcanale, che hanno consentito di scongiurare anche di recente quanto accadde nel 2003. Stesso dicasi a Latisana, dove sono stati compiuti lavori per 70 milioni per mettere in sicurezza l’abitato dai rischi di esondazione del Tagliamento. Inoltre la Regione, con la legge 11 del 2015 che regolamenta anche i ruoli nella gestione del territorio, ha rafforzato i buoni rapporti già esistenti con i Consorzi di bonifica presenti in Friuli Venezia Giulia; inoltre ha dato maggior peso alla programmazione con progetti che guardano al futuro, cercando di evitare interventi di ripristino con costi di molto superiori rispetto a quelli pianificati. Infine è stato ricordato come sia importante l’entrata in vigore della seconda parte del piano nazionale contro il dissesto idrogeologico “Italia Sicura” che, con i fondi ulteriori, dia rilevanza agli interventi delle Regioni più piccole, tenendo conto che il 64 per cento della popolazione più a rischio si trova nel Nord del Paese.
A ricordare la strategicità del sistema dei consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia è stato poi il vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello il quale ha sottolineato quanto sia rilevante la gestione dell’acqua sia sotto il profilo irriguo che di tutela del territorio. A tal proposito è stato evidenziato come nel Psr siano stati inseriti importanti fondi per la gestione della risorsa idrica, al fine di garantire una agricoltura di qualità. Per la sicurezza del territorio, si è poi ricordato quanto avvenne nel 2002 quando la città di Pordenone andò sott’acqua anche per l’assenza dell’operatività della diga di Ravedis. Infine il vicepresidente ha lanciato un appello all’unitarietà dei soci in vista delle prossime elezioni dei vertici del Consorzio al fine di consentire in futuro una gestione il più efficiente possibile di una struttura che ha una grande importanza per l’intera provincia.
Dal canto suo il commissario del consorzio Stefano Bongiovanni ha chiesto alle autorità presenti di sedersi intorno ad un tavolo per superare i problemi tecnici che si riscontrano attualmente nell’infrastruttura, al fine di utilizzare al meglio la diga. Ora la portata del bacino risulta essere ridotta e quindi la sua potenzialità, soprattutto per l’irrigazione in provincia di Pordenone, non è sfruttata nel migliore dei modi. Quindi si sono susseguiti una serie di interventi tecnici riguardanti il ruolo dei consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia nella la mitigazione del rischio idraulico e gestione della risorsa idrica. A prendere la parola sono stati Nino Apriliis (Cellina Meduna), Massimo Canali (Pianura friulana) e Daniele Luis (Pianura isontina). Infine il direttore generale dell’associazione nazionale consorzi gestione e tutela del territorio (Anbi) Massimo Gargano ha evidenziato il buon rapporto esistente in Friuli Venezia Giulia tra la Regione e i tre consorzi esistenti, esortando tutti ad utilizzare al meglio i 300 milioni di euro presenti a livello nazionale per ammodernare gli impianti.

27 aprile 2016
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