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Legge elettorale, iniziata la discussione finale alla Camera

cameraL’aula della Camera ha avviato l’esame del ddl di riforma della legge elettorale, il cosiddetto Italicum, con l’intervento dei relatori. Subito dopo si aprirà la discussione generale.

La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha spiegato che sono state presentate tre pregiudiziali di costituzionalità da Sel, Lega Nord e M5s. E anche due pregiudiziali di merito a firma Sel e M5s. “Non essendo state prennunciate in conferenza dei capigruppo- ha aggiunto- saranno esaminate e poste in votazione prima di passare all’esame degli articoli”.

Le pregiudiziali ai provvedimenti di legge possono essere presentate in qualsiasi momento nel corso della discussione generale in aula. Quindi altri documenti potrebbero essere presentati oltre ai cinque già depositati da M5s, Sel e Lega. Fi la scorsa settimana aveva preannunciato l’intenzione di porre questioni pregiudiziali. Il voto finale è atteso a breve, forse entro un paio di giorni.

“Se le forzature del Governo diventano estreme e il parlamento viene esautorato, a quel punto potremmo decidere di abbandonare i lavori dell’aula perchè la nostra presenza non avrebbe piu’ senso” ha fatto sapere all’Agenzia’Dire’, Danilo Toninelli, del M5S, a proposito delle ipotesi di fiducia da parte del Governo sulla legge elettorale in aula alla Camera.

“Noi per ora intendiamo restare per capire se con il voto sugli emendamenti è possibile migliorare il testo- spiega il deputato M5s- sperando che con il voto segreto questo sia più facile. Se la fiducia coinciderà con il voto finale sul testo della legge elettorale- continua Toninelli- vuol dire che il parlamento è preso a calci, che Renzi mette il bavaglio al suo partito. La presenza delle opposizioni in aula a quel punto non potrà cambiare le cose e decideremo azioni extra-parlamentari, magari confrontandoci anche con le altre opposizioni, per rendere consapevoli i cittadini”.

“La legge elettorale che domani va in Aula alla Camera diventa decisiva- ha fatto invece sapere il premier Matteo Renzi– Non solo perché è una legge seria, in linea con le precedenti proposte del nostro partito. Ma anche perché non approvare la legge elettorale adesso significherebbe bloccare il cammino di riforme di questa legislatura. E significherebbe dire che il Pd non è la forza che cambia il Paese, ma il partito che blocca il cambiamento. Sarebbe il più grande regalo ai populisti”.

“Possiamo manifestare una disponibilità a modifiche nel merito nel passaggio al Senato” delle riforme costituzionali “ma è ovvio che non può essere un baratto a livello istituzionale” con l’Italicum, “non c’è una contrattazione legge elettorale e riforme” ha commentato il ministro alle Riforme, Maria Elena Boschi, nella sua replica in aula alla Camera alla Legge elettorale dopo che si è conclusa la discussione generale sul testo”.

“Nel momento in cui il Parlamento si accinge all’esame della legge elettorale, è doveroso ribadire alcune considerazioni, di merito e di metodo- ha infine detto Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale di Ncd- Numero uno: il fatto che l’Italicum introduca un sostanziale meccanismo di elezione diretta del vertice dell’esecutivo- prosegue- è un dato positivo ed è anche l’unico modo affinché, agendo sulla sola leva della legge elettorale, possa conoscersi la sera delle elezioni chi governa e chi ha il compito di fare opposizione. Numero due: affinché il sistema stia in equilibrio è necessario assumere impegni precisi per completare il quadro delle riforme, integrando quelle attualmente in itinere. Ribadiamo, comunque, quanto già più volte affermato: quando si decide su regole del gioco di portata sostanzialmente costituzionale, molto meglio che ciascuno si assuma le proprie responsabilità al riparo da ‘forzature’ regolamentari. Che, insomma non si ricorra né al voto di fiducia né al voto segreto”.

27 aprile 2015

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