Lavoro, Vises: “Per gestire sfide e criticità bisogna puntare sulle competenze”

ROMA – Competenze e formazione. È su questo che bisogna investire per gestire le complessità. Affidarsi quindi a un sistema di skills, investendo sull’aumento del livello di educazione e cultura di tutti i segmenti sociali significa attivare quella relazione virtuosa della sostenibilità e dell’innovazione sociale per la creazione di valore collettivo. Questo è il messaggio emerso in occasione della quinta edizione degli incontri sui temi dell’Innovazione Sociale e dello Sviluppo Economico, organizzata da Vises, Onlus di riferimento di Federmanager presso la Luiss Guido Carli. Il dibattito di quest’anno, incentrato sul tema “Ritorno alle competenze per gestire la complessità. Il valore etico-sociale di un fattore decisivo per lo sviluppo e l’equità”, ha fatto emergere l’importanza delle competenze, intese quali risorse fondamentali per affrontare sfide e criticità di un mondo del lavoro sempre più competitivo, in un’ottica di formazione, etica ed interdisciplinarità. La crisi che ha investito negli ultimi anni il nostro Paese ha coinvolto generazioni di età diverse: da una parte i Millennials – che posseggono quella dimestichezza e quel mindset digitale diventate cruciali nelle aziende che guardano al futuro; dall’altra la Generazione X, i lavoratori over 50 che, grazie alla loro esperienza, hanno sviluppato un know-how imprescindibile, ma che rischiano di restare ai margini del cambiamento generato dalla rivoluzione tech. L’Italia risulta “intrappolata in un equilibrio di basse competenze” – come risulta dal Rapporto Ocse Strategia per le competenze – e “presenta un ritardo storico nell’istruzione rispetto ai paesi più avanzati”. Il mercato del lavoro sta vivendo una profonda evoluzione ed occorre rivedere la concezione tradizionale dell’impresa come strumento per produrre solo profitto. “La sfida per le aziende si chiama sostenibilità. Sia in termini di produzione sia per l’impatto positivo che genera verso le persone”, ha dichiarato Stefano Cuzzilla, Presidente Federmanager. “Il management italiano ha la grande responsabilità di portare avanti questo cambiamento all’interno delle aziende: dobbiamo considerare il contesto sociale in cui si inserisce un’organizzazione aziendale, aprirci alla società, puntare alla crescita collettiva”.

Il progetto  Silver Workers

Attraverso l’azione di Vises, “i manager testimoniano il loro impegno anche all’esterno dell’azienda mettendo a disposizione conoscenze ed esperienze a favore dei giovani e di tutta la comunità. Con il progetto Silver Workers, destinato a 30 ultracinquantenni fuoriusciti dal mercato del lavoro, Vises intende valorizzare le competenze e attitudini dei Silver Workes trasformandole in nuove idee di business”, ha affermato Rita Santarelli, Presidente Vises. “Con Vises, i manager sono al fianco dei docenti e degli studenti per offrire ai giovani percorsi di alternanza scuola – lavoro che permettano loro di sviluppare quelle soft skills ritenute indispensabili per entrare nel mondo del lavoro”.ù Alla giornata di lavori, coordinati da Nadio Delai – Presidente di Ermeneia – hanno partecipato studiosi ed esperti di diverse discipline. Hanno aperto il dibattito: Giovanni Lo Storto, Direttore Generale Luiss, Rita Santarelli, Presidente Vises e Stefano Cuzzilla, Presidente Federmanager. A seguire, sono intervenuti Sabino Cassese, Professore School of Government Luiss, Stefano Manzocchi, Direttore Dipartimento di Economia e Finanza e Professore di Economia Internazionale Luiss, Enzo Moavero Milanesi, Direttore School of Law e Professore di Diritto dell’Unione europea LUISS. Al successivo panel di approfondimento hanno preso parte Patrizia Asproni, Presidente Confcultura e Fondazione Industria e Cultura, Antonio Calabrò, Giornalista, Direttore e Consigliere Delegato Fondazione Pirelli, Gianluca Comin, Docente Strategie di Comunicazione Luiss e Presidente Fondazione Lavoroperlapersona, Enrico Loccioni, Imprenditore Gruppo Loccioni, Roberto Maran, Fondatore Managing Partner Nextstrategy, Paola Nicoletti, Ricercatrice Inapp.

Cuzzilla: “Importante investire nelle competenze digitali”

“È importante investire nelle competenze digitali– ha detto ancora Cuzzilla- Siamo al 29%, contro un 39% della Germania, 50% della Gran Bretagna. Le aziende, i lavoratori, devono reinvestire in formazione, nelle competenze trasversali e digitali. Questo ci può salvare dalla crisi del mercato del lavoro. Le aziende devono capire che è importante avere dentro un manager. Abbiamo ora 4 figure manageriali, parliamo di nuove figure che aiutano aziende a uscire dalla crisi. Essere competenti è importante per il sistema paese. Abbiamo tanta gente in gamba che deve rimanere in questo paese, devono rimanere i giovani e continuare a far lavorare chi già lavora. Fondamentale investire in competenze e formazione. Serve una formazione continua in azienda”.
27 Marzo 2018
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