Arriva Zavicefta, una nuova frontiera contro la resistenza agli antibiotici

Sanità

Arriva Zavicefta, una nuova frontiera contro la resistenza agli antibiotici

ROMA – L’Agenzia europea del farmaco (EMA) nell’Annual Report 2016 ha definito Zavicefta (ceftazidima/avibactam) una ‘terapia innovativa’ perché rappresenta una nuova opportunità di trattamento e un progresso per la salute pubblica: adesso finalmente Pfizer ha reso noto l’arrivo di questo nuova terapia antibiotica anche in Italia, dove è disponibile dal 21 febbraio in regime di rimborsabilità. L’annuncio ufficiale arriva oggi, con una conferenza stampa organizzata a Milano.

Il fenomeno della resistenza agli antimicrobici (AMR-antimicrobial resistance), conosciuta anche come antibiotico-resistenza, è diventato un problema drammatico, anche perché sono pochissime le nuove molecole scoperte negli ultimi anni mentre l’utilizzo di antibiotici in tutti i paesi è in ascesa continua e spesso se ne fa un uso improprio. Basti dire che negli ospedali dell’Unione Europea oltre il 50% degli antibiotici viene usato senza che sia veramente necessario o in modo inappropriato; a ciò si aggiunge che in Europa il consumo di terapie specifiche per il trattamento delle infezioni multi-resistenti è raddoppiato tra il 2010 e il 2014.

“La nostra azienda conferma oggi sempre più il suo ruolo di partner di riferimento della comunità scientifica e degli operatori sanitari nella lotta alle infezioni batteriche e fungine- dice il direttore medico Pfizer Barbara Capaccetti- e ciò non solo in termini di nuove soluzioni terapeutiche ma anche di educazione, aggiornamento scientifico e innovazione di processi, strumenti e modelli organizzativi, al fianco di tutti gli attori coinvolti nella prevenzione e nella cura delle infezioni comunitarie e ospedaliere. In una situazione di emergenza per le infezioni multiresistenti, sia a livello globale che in Italia, Pfizer vuole sempre più sostenere e co-creare progresso a 360 gradi affinché si possano usare al meglio le risorse esistenti e svilupparne di nuove in modo condiviso e sostenibile”.

Il fenomeno dell’ antibiotico-resistenza in Italia

In Italia il problema delle resistenze agli antibiotici è particolarmente critico; la percentuale di Klebsielle resistenti ai carbapenemi, antibiotici di ultima scelta, è arrivata a superare il 30%. Le sole infezioni ospedaliere causano ogni anno nel nostro Paese tra i 4.000 e i 7.000 decessi. Tutto ciò ha portato a considerare i batteri Gram-negativi come i ‘nemici numero uno’ della sanità pubblica, in particolare dei pazienti ospedalizzati.

Zavicefta (ceftazidima/avibactam), una ‘terapia innovativa’

Ceftazidima/avibactam, la nuova arma sviluppata per il trattamento di gravi infezioni da batteri Gram-negativi resistenti clinicamente rilevanti, è una combinazione di ceftazidima, una cefalosporina di III generazione con profilo di efficacia e sicurezza ben consolidato, e avibactam, un nuovo inibitore della beta-lattamasi non beta-lattamico, che protegge la ceftazidima dall’inattivazione da parte della maggior parte delle beta-lattamasi. Ceftazidima e avibactam lavorano in sinergia: la reale innovazione terapeutica che caratterizza il nuovo antibiotico è proprio avibactam, capace di ripristinare e ampliare l’azione anti-infettiva di ceftazidima contro i patogeni Gram-negativi.

“Al momento i problemi maggiori sono quelli causati da patogeni Gram-negativi multiresistenti, appartenenti alla famiglia degli Enterobacteri e ai generi Acinetobacter e Pseudomonas, dunque la disponibilità di ceftazidima/avibactam riveste una fondamentale importanza” dichiara Claudio Viscoli, direttore della clinica Malattie Infettive Università di Genova e Policlinico San Martino e presidente della Società Italiana di Terapia Antinfettiva (SITA). Infatti stando a Viscoli si parla “di un nuovo antibiotico di cui avevamo estrema necessità, perché attivo sulla famigerata Klebsiella resistente ai carbapenemici; è una prima soluzione a un grande bisogno insoddisfatto di antibiotici e, insieme ad altri antibiotici già arrivati o in arrivo, dimostra che la ricerca in questo campo non è morta. Avere disponibile questa nuova opzione terapeutica per le infezioni da batteri Gram-negativi resistenti, tanto attesa dai clinici, può cambiare lo scenario”.

Insomma, Ceftazidima/avibactam è un fulgido esempio della visione di Pfizer, azienda impegnata attivamente nella ricerca e sviluppo di nuovi farmaci per le malattie infettive da oltre 75 anni, quando iniziò la prima produzione su larga scala della penicillina nel 1943. È attraverso un processo di stewardship attiva e un piano di leadership globale, con l’accesso a strumenti di sorveglianza innovativi e con un portfolio diversificato di farmaci per il trattamento di pazienti con infezioni gravi, che Pfizer si impegna quotidianamente a combattere la resistenza agli antibiotici e a soddisfare i bisogni di medici e pazienti.

27 marzo 2018
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