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Magistratura democratica a Reggio: scelta simbolica per i giudici della Calabria

magistratura“La scelta di Reggio Calabria non è stata certo casuale”. Il ventesimo congresso di Magistratura democratica, da oggi a domenica, si tiene in Calabria per una precisa ragione simbolica, per dare un segnale. Lo dice chiaramente nella relazione d’apertura il segretario generale Anna Canepa: “Vi sono luoghi che hanno una forte valenza simbolica, abbiamo ritenuto, prima di tutto, che fosse importante testimoniare una vicinanza non rituale a colleghe e colleghi impegnati a rendere giustizia tra gravi difficoltà e, non di rado, autentici pericoli. Ma anche una testimonianza per tutta la società civile, la comunità politica, le forze dell’ordine, che quotidianamente qui lavorano e si impegnano strenuamente per la tutela della legalità”.

“Non sfugge poi che qui in Calabria, come in altre regioni del Sud- continua- la giurisdizione è esercitata, per effetto del convergere di ragioni, e di scelte del nostro stesso autogoverno, da magistrati giovani e giovanissimi, moltissimi di prima nomina, carichi di entusiasmo, di vitalità, di senso del dovere ma non di rado affidati a se stessi, chiamati a compiti di straordinaria difficoltà sotto il profilo umano e professionale, molto spesso non adeguatamente aiutati, da chi ha responsabilità di guida ed organizzazione degli uffici.

“C’è stato- spiega Canepa- un tempo in cui era più facile capire da che parte stare, definire i contorni delle vicende, comprendere le posizioni personali di ciascuno degli attori sul palcoscenico. Da un po’ di tempo non è più così. Siamo stati spettatori di vicende confuse, di gestioni personalistiche di indagini, di carriere costruite su queste dentro la magistratura ed a partire da questa nella politica. E fa un gran bene ad Md iniziare questo percorso da Reggio Calabria; in questa terra in cui le promiscuità ed equivocità relazionali, insieme all’infiltrazione pervasiva della ‘ndrangheta, rendono difficile comprendere bene chi sia davvero l’interlocutore con cui ci si confronta e ci si relaziona. Non vogliamo nasconderci che abbiamo avuto un nostro dirigente coinvolto in gravi vicende di criminalità organizzata”.

“Questa vicenda che ci ha profondamente ferito- conclude Canepa- ci ricorda la necessità di approcciare al tema con umiltà, ma anche con il coraggio e la fiducia con cui la sezione reggina di Md ha continuato a operare collettivamente”.

27 marzo 2015

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