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DIRE Cultura

Recuperati un Picasso, una tela di Carlevarijs e una statua romana del dio Mitra

picassoUn Picasso dal valore stimato di 15 milioni di euro, una tela di Carlevarijs del 1700 che raffigura piazza San Marco a Venezia, e una statua del dio Mitra che uccide un toro, del II secolo dopo Cristo, del valore di circa 10 milioni di euro. Sono queste le tre opere principali esposte per la prima volta dal ministro della Cultura, Dario Franceschini, nel corso della presentazione dell’attività 2014 del comando Carabinieri Tutela patrimonio artistico.

Le due tele e la statua sono state sequestrate dai Carabinieri nel corso di elaborate indagini condotte l’anno scorso. “Questi ritrovamenti diventano una notizia- ha commentato Franceschini- insieme all’aumento generale dei sequestri. Numeri che dimostrano il lavoro straordinario dei nostri Carabinieri. Il destino del quadro di Picasso dipende ora dalle indagini della magistratura. La statua del dio Mitra ci è stata chiesta per un’esposizione temporanea ai musei Vaticani. L’Italia, ad ogni modo, non ha seguito la via scelta all’estero di un grande museo nazionale dove esporre tutte le opere. Credo sia invece giusto- ha concluso- che le opere tornino sui territori e vadano in musei più piccoli che così vengono valorizzati. Il dio Mitra tornerà quindi a Tarquinia”.

Particolare la storia del Picasso.  La casa d’aste Sotheby’s, in nome e per conto di un pensionato romano che dichiarava di esserne l’attuale proprietario, al fine di ottenere il rilascio dell’attestato di libera circolazione, presentava all’Ufficio Esportazioni di Venezia il dipinto olio su tela “Violin e boutille de bass”, di cm 54 x 45, datato 1912 ed attribuito al noto artista Pablo Picasso. In ragione dell’eccezionale rilevanza storico artistica del dipinto, il valore dichiarato pari a 1,4 milioni di euro appariva troppo basso per una opera del celebre maestro spagnolo, suscitando il sospetto di falsità della stessa ed il conseguente interesse degli investigatori. Le indagini intraprese dalla Sezione Falsificazione ed Arte Contemporanea del Reparto Operativo, infatti, consentivano di contestualizzare una storia, a tratti incredibile e tuttora in corso di approfondimento investigativo. Emergeva infatti, che  il quadro era entrato nella disponibilità del pensionato nel 1978, periodo in cui gestiva un’attività commerciale di corniciaio a Roma. In quel periodo si presentò, presso il suo laboratorio artigianale, un signore molto anziano, con un portafoto della moglie  scomparsa, a cui era profondamente legato ed  il cui vetrino era stato accidentalmente rotto dalla domestica.

Il corniciaio, vista la semplicità dell’intervento, eseguì la riparazione gratuitamente e l’anziano signore, rimasto anonimo, decise di pagare tale atto di generosità presentandosi due giorni dopo con la tela in dono. L’artigiano, ignorando completamente la vera natura del dipinto, lo conservava in modo approssimativo e senza particolari cautele per circa 36 anni, sino a quando non ne scopriva, casualmente, la possibile attribuzione. Gli accertamenti tecnici svolti dal C.N.R. hanno permesso di stabilire che l’opera è effettivamente attribuibile a Pablo Picasso e che la stessa è presente nel catalogo Zervos, edizione del 1961, priva di indicazioni sulla collocazione dell’epoca. Sono in corso ulteriori verifiche per stabilire con certezza la provenienza originaria dell’opera.

Carlevarijs

E’ stato poi reso noto che il Carlevarijs fu trafugato nel 1984 a Roma nell’abitazione di un collezionista privato mentre la statua del Dio Mitra è il risultato di una più complessa manovra investigativa intrapresa sul monitoraggio e la ricostruzione della catena criminale tuttora attiva nelle aree archeologiche di Roma e dell’Etruria meridionale.  La ricostruzione investigativa ha consentito di ricostruire come il “Mitra” fosse  in viaggio per la Svizzera: durante le perquisizioni, si rinvenivano mappe della Confederazione Elvetica, tracce di itinerari ed altre informazioni, tuttora al vaglio. Giunto in territorio elvetico, lo straordinario gruppo scultoreo sarebbe stato collocato sul mercato illecito internazionale.

Dio Mitra

27 marzo 2015

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