Ue, Fortuna: “Valutazioni annunciate, ma l’Italia non è in recessione”

Il commento di Fabio Fortuna, economista e rettore dell’università Niccolò Cusano, sui contenuti del Country report della Commissione Ue
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ROMA – “I contenuti del Country Report erano annunciati. Sapevamo che la Commissione Ue avrebbe evidenziato squilibri economici eccessivi, alto debito. Le valutazioni sulla manovra sono significative, ma anch’esse annunciate perché la Commissione Ue ha più volte detto che la legge di Bilancio del 2019 mancava di elementi forti che potessero dare vita ad un incremento del potenziale di crescita”. Questo il commento di Fabio Fortuna, economista e rettore dell’università Niccolò Cusano, ai microfoni di Radio Cusano Campus, sui contenuti del Country report della Commissione Ue.

“La Commissione aggiunge- ha spiegato- che sono stati abbandonati alcuni elementi di importanti riforme fatte in precedenza, riferendosi alla legge Fornero, formula dei giudizi di perplessità per quanto riguarda quota 100 e il reddito di cittadinanza perché non è convinta che possano generare effetti particolarmente positivi in termini di crescita. Sono tutte affermazioni che delineano un quadro abbastanza preoccupante, come sottolinea Moscovici. L’Italia sarà oggetto di monitoraggio continuo e il giudizio definitivo arriverà dopo le elezioni europee. Certamente, queste valutazioni del Country report ribadiscono il fatto che l’Italia è in difficoltà perché tutti gli indicatori che abbiamo visto negli ultimi mesi evidenziano delle situazioni complicate”.

Sui dati Istat riguardo il calo del clima di fiducia di consumatori e imprese

“Come succede ormai da alcuni mesi- ha detto Fortuna- gli indici di fiducia evidenziano situazioni preoccupanti perché scendono entrambi, senza mostrare una capacità reattiva da parte di imprese e consumatori tendente ad attenuare questi elementi di difficoltà. Speriamo che in qualche modo la manovra del 2019, al di là delle considerazioni fatte dalla Commissione Ue, possa produrre risultati superiori alle aspettative maturate dall’Europa”.

Sull’asta Btp

“Il fatto che i titoli del debito pubblico in questo periodo abbiano successo in sede d’asta è positivo perché denota una reputazione dell’Italia non disastrosa, anzi direi che l’appetibilità del nostro debito pubblico e l’acquisto degli investitori testimoniano che non siamo in una recessione conclamata come qualcuno continua a dire. Questo ce lo conferma anche l’andamento dei mercati finanziari” ha concluso Fortuna.

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27 Febbraio 2019
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