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Cuba, ‘Habano’ da record. Il sigaro conquista anche la Cina

ROMA – La Via della seta apre ai sigari, facendo segnare il record delle vendite dei leggendari cubani. Secondo Jose Maria Lopez, vice-presidente della società Habanos S.A., le esportazioni verso la Cina sono cresciute infatti nel 2017 di ben il 33 per cento. L’incremento ha determinato una crescita del fatturato di Habanos S.A. del 12 per cento, facendo salire Pechino al terzo posto nella graduatoria mondiale degli importatori dietro Francia e Spagna.

Lopez, ospite in questi giorni a L’Avana della XX edizione del Festival dei sigari cubani, ha detto che “c’è la possibilità che la Cina diventi il più grande mercato a livello globale”.

I sigari sono da sempre merce preziosa per l’economia cubana. Tutto sarebbe iniziato quando uno dei marinai di Cristoforo Colombo, Rodrigo de Jerez, sbarcato nel Nuovo mondo, osservò i nativi arrotolare foglie di palma o mais e riempirle poi di tabacco. Tornato in Europa fu incarcerato dall’Inquisizione con l’accusa di coltivare un’abitudinepeccaminosa e infernale”.

Il sigaro di Cuba, però, è diventato un simbolo dell’isola ed è considerato uno dei migliori al mondo. Il Festival del Habano che si tiene all’Avana richiama ogni anno appassionati e rivenditori di tabacco per una settimana di feste, con visite a piantagioni e fabbriche, seminari con lezioni pratiche e concorsi internazionali. La ventesima edizione della manifestazione terminerà il 2 marzo con un’asta di sigari tradizionali i cui proventi saranno destinati agli ospedali pubblici di Cuba.

27 febbraio 2018
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