Sanità, Omceo Roma: "Per abbattere le liste di attesa potenziare gli ambulatori sul territorio"

Lazio

Sanità, Omceo Roma: “Per abbattere le liste di attesa potenziare gli ambulatori sul territorio”

ROMA – “Se si possono abbattere le liste d’attesa nel Lazio? Assolutamente sì, non è un’utopia, basta potenziare la specialistica poliambulatoriale”. Risponde così il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, interpellato dall’agenzia Dire sul tema. “La giunta Zingaretti in cinque anni ha stanziato ben 14 milioni di euro in progetti a breve termine per abbattere le liste d’attesa- prosegue Magi- e se da un lato è vero che c’è stata una riduzione delle liste, il problema non è stato completamente risolto”. 

Lei cosa suggerirebbe di fare? 

“Se avessero messo a disposizione quei soldi per la specialistica poliambulatoriale- risponde il presidente dell’Omceo Roma- sarebbero state messe a disposizione 400mila ore di specialistica sul territorio che avrebbero sicuramente abbattuto le liste d’attesa in maniera strutturale, cioè per sempre. Ma purtroppo è stata fatta un’altra scelta”.

Il Lazio, dopo 10 anni ‘di lacrime e sangue’, il 31 dicembre 2018 uscirà dal commissariamento. Senz’altro un passo in avanti, grazie allo sblocco del turnover, con 3.500 nuove assunzioni, e nuovi stanziamenti (700 milioni) destinati all’edilizia sanitaria. Su cosa dovrà concentrarsi la nuova giunta regionale? 

“Dovrà concentrarsi di più sullo sblocco del turnover- risponde ancora Magi all’agenzia Dire- voglio infatti far notare che questi nuovi 3.500 assunti in realtà lavoravano da anni come precari, quindi è vero che gli è stata data certezza del lavoro ma nello stesso momento non è stata aumentata l’offerta sanitaria. Va quindi ricalcolato il fabbisogno reale del servizio sanitario regionale, sia per quanto riguarda i medici sia gli operatori, infermieri e tecnici, e su questa base bisogna ripartire per fare le assunzioni che si ritengono necessarie”.

27 febbraio 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»