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Forex, banchieri a congresso a Modena: “Ci odiano? Demonizzare non serve”

MODENA – Le banche e la finanza sono i responsabili della crisi? Anche la politica, con le sue commissioni d’inchiesta e le polemiche sulla pubblicazione dei grandi debitori insolventi, asseconda un sentimento diffuso antibanchieri? Sono ritornelli che circolano in un qualche modo oggi all’apertura della due giorni a Modena Fiere (domani è atteso il governatore Ignazio Visco) per il 23esimo congresso di Assiom Forex, l’associazione italiana degli operatori dei mercati finanziari, sponsorizzato da Bper (che quest’anno compie 150 anni). A offrire qualche osservazione, a cavallo del convegno pomeridiano che apre i lavori in Fiera, pensa ad esempio Alessandro Vandelli, amministratore delegato della stessa Banca popolare dell’Emilia-Romagna che si sta preparando ad acquisire proprio una delle quattro banche ‘in risoluzione’, la Carife: “Dal nostro osservatorio- spiega Vandelli- possiamo dire di credere che il rapporto che abbiamo con la nostra base di clientela, sia retail sia di piccole-medie imprese e corporate, funziona bene e sta andando avanti positivamente. Francamente, sensibilità particolari in questo momento non ne avverto. Certamente- conviene l’ad Bper- tengono banco un po’ di preoccupazione e di apprensione, e alle volte pesa un’evoluzione normativa che rende difficile la percezione delle differenze che esistono tra banca e banca. Da questo punto di vista credo ci sia un investimento di informazione da mettere in campo, e noi lo facciamo costantemente, ma vedo elementi più di attenzione che di particolare preoccupazione”.

Restando in casa Bper, il vicepresidente di Assiom Forex Marco Messori aggiunge cauto: “Le critiche? Come associazione non entriamo nei dettagli di questa materia, diciamo che bisogna essere correttamente informati. L’informazione rigorosa, quando riesci a ottenerla, è quella che ti permette di avere un giudizio critico e consapevole“, continua Messori, lasciando trasparire dunque una certa apprensione per come le notizie economiche vengono trattate oggi dalla stampa specializzata e non. Aggiunge in questo quadro, Giuseppe Lusignani dell’Università di Bologna, altro relatore al convegno pomeridiano: “Il sistema bancario- scruta Lusignani- è un settore delicato, che va trattato con trasparenza, rigore e serietà. Ma non bisogna demonizzare: in ballo ci sono i risparmi e la fiducia degli italiani. Abbiamo a che fare quindi con un argomento che va considerato con molta cautela e attenzione, seppur col dovuto rigore. È giusto- traduce l’accademico del dipartimento di Scienze aziendali dell’Alma Mater pensando anche alle commissioni d’inchiesta- che ci siano risposte alle domande poste, se ci sono stati errori o omissioni è senz’altro corretto darne conto. Ma attenti, i meccanismi alla base della fiducia soprattutto in questo settore non sono da sottovalutare”.

In Fiera, in realtà, diversi altri operatori o addetti ai lavori non vorrebbero commentare, come il presidente della stessa Assiom Forex Massimiliano Sinagra che gentilmente declina l’argomento (“La reputazione delle banche oggi? Non sappiamo rispondere su questo… noi ci occupiamo di spread, Btp, Bund e cose così”) mentre c’è chi nota tra i padiglioni una certa assenza di ‘vip’ del settore, come magari quella del fondatore-ad del fondo Algebris Davide Serra. Cerca invece di fissare alcuni paletti Gianfranco Torriero, vicedirettore generale dell’Associazione bancaria italiana: “In base alle informazioni generali e a quelle delle autorità di vigilanza, possiamo dire che in Italia la gran parte del settore bancario è solido e fornisce tanti servizi alla clientela. Per essere competitivi soprattutto nel contesto internazionale, poi, un aspetto cruciale è quello di poter avere norme europee uguali per tutti, per un vero mercato bancario unico”. E comunque non andrebbe dimenticato il ruolo degli istituti di credito (commerciali) nel tentativo di superare la crisi, in generale: “Se consideriamo- prosegue Torriero- l’andamento dei finanziamenti a economia, famiglie e imprese, nonostante una perdita di Pil superiore negli anni della crisi ai nove punti percentuali, paragonabile solo al periodo iniziale della seconda guerra mondiale, notiamo una fondamentale capacità delle banche italiane. Quella di resistere, offrendo ad esempio moratorie verso 200.000 famiglie consentendo loro di sospendere per un anno la quota capitale delle rate dei mutui. Nel sistema le nostre banche commerciali hanno messo 25 miliardi di euro di maggiore liquidità, dimostrando a differenza di altre di essere vicine a famiglie e imprese”.

di Luca Donigaglia, giornalista professionista

27 gennaio 2017

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