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Restyling Fortezza da Basso, mancano 90 milioni di euro. Grassi: “Non sarà pronta per il G7”

FIRENZE – Per i lavori di restyling e potenziamento della Fortezza da Basso, il Comune di Firenze, che ha firmato il progetto preliminare, stima una spesa di 142,3 milioni di euro, come recita la delibera 577 del 31 dicembre 2015: oltre 124 mln per i sei lotti cantierabili, 18,3 circa per gli oneri. Il progetto, però, per adesso, potrà contare solo sui circa 50 milioni che arriveranno dall’operazione che sta conducendo la Camera di commercio per entrare nella proprietà del polo fieristico cittadino. Lo ha spiegato l’assessore al bilancio e all’urbanistica, Lorenzo Perra, durante l’audizione in commissione territorio, urbanistica, infrastrutture e patrimonio di Palazzo Vecchio.

In pratica, per portare alla luce tutta l’operazione di ammodernamento della Fortezza, servono ulteriori 90 milioni di euro che per ora non ci sono. Per l’intervento, nel suo complesso, in questo momento c’è solo “un impegno politico- ha sottolineato Perra-, che poi andrà trasformato nel piano triennale degli investimenti, cosa che in questo momento ancora non c’è”. Però, con i capitali freschi in arrivo dalla Cciaa, “si va già sull’orizzonte del 2018”.

Borsa Merci_FirenzePasso indietro: la Camera di commercio ha messo all’asta due beni, la Borsa Merci e il cosiddetto Ex Capitol, due palazzi in pieno centro storico. Parte della cessione sarà investita per comprare parte delle quote dei tre enti che sono attualmente proprietari della Fortezza: la Regione, il Comune e la Città metropolitana di Firenze. Quattro soci con l’ingresso della Cciaa, stessa forza: tutti al 25% delle azioni. I tre enti, nel patto sottoscritto con la Camera, si impegnano a reinvestire il capitale in lavori.  Forze e denari freschi che, tuttavia, serviranno a coprire solo parte delle spese preventivate. Una porzione, ma determinante secondo Perra.

I lavori, infatti, riguarderanno la Umi 4 (Unità minime di intervento), il lotto praticamente incentrato sul padiglione Cavaniglia, che sarà demolito e ricostruito, e lo Spadolini, che sarà restaurato. Più il camminamento sulle mura, o meglio quello a ridosso dei primi lavori. Da qui la linea fissata al 2018 per colmare la differenza delle cifre messe in campo, visto che l’intervento “andrà a prendersi- ha specificato l’assessore- gran parte dei prossimi due anni”. Una differenza che pesa circa 90 milioni “per cui- ha continuato- dobbiamo essere bravi a trovare il resto delle risorse”.

Firenze _FortezzaUna ricostruzione che non ha convinto Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte da sinistra, che in commissione ha incalzato l’assessore: “Le due fasi sono legate. Così mancano le certezze sulla seconda parte degli interventi”. Affondo del consigliere, replica piccata dell’assessore: “Le risorse per fare il primo lotto ci sono, c’è un impegno da 50 milioni che non mi sembra del tutto irrilevante, anche guardando al contesto delle città italiane. Andremo a lavorare sui padiglioni su cui si svolge il 90% dell’attività fieristica. Ci sono risorse e il tempo”.

firenze fortezza da bassoProprio sulle tempistiche Perra ha assicurato che “entro sei mesi” si arriverà al progetto esecutivo del lotto 4 (Cavaniglia e Spadolini), che farà il Comune in house per accorciare i tempi e avviare i lavori. L’obiettivo è completare questa prima parte di interventi “il prima possibile, preferibilmente entro la fine del 2017“. Questo, ha precisato, “dipenderà dalla complessità del cantiere”, ma anche da due fattori determinanti: da una parte “la convivenza delle fiere esistenti”, dall’altra “il farci o meno il G7”. Se da palazzo Chigi arriverà il via libera per il summit fissato nel novembre 2017 “andrà finito” entro quella data. Fondi e tempi, due fattori collegati per Grassi che chiosa attaccando: alla Fortezza “si sa quando inizieranno i lavori, ma non quando finiranno quelli previsti nel progetto preliminare. Una cosa è certa, per il G7 non sarà pronta”.

di Diego Giorgi, giornalista

27 gennaio 2016

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