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Mal di testa? Meglio il cerchietto anti-emicrania dei farmaci

cefaly_cerchietto_antoemicraniaROMA – Per combattere il mal di testa meglio il cerchietto ad impulsi elettrici rispetto alle medicine. A dimostrarlo è uno studio condotto su circa 15mila pazienti emicranici che hanno usato il dispositivo di neurostimolazione trigeminale transcutanea (‘Cefaly’, approvato dalla Food And Drug Administration) per la cura del mal di testa, tra il 2014 e il 2015 per un periodo di 19 mesi.

Ebbene, secondo i dati raccolti da Cefaly Technology, la tolleranza a Cefaly è “pari al 72,4%, cioè il doppio rispetto alla tolleranza ai farmaci per curare il mal di testa”.

L’utilizzo di Cefaly, spiega il professor Alessandro Tessitore, responsabile del Centro Cefalee dell’Azienda ospedaliera della Seconda Università di Napoli, è caratterizzato “non solo dalla pressoché assenza di effetti collaterali, ma anche da un’elevata efficacia, al punto tale che il dispositivo sembra destinato ad essere la terapia di prima scelta nella cura dell’emicrania“.

Quanto ai risultati della ricerca, questi provengono “da studi clinici randomizzati e in doppio cieco- aggiunge il professore- realizzati in diverse cliniche universitarie, così come da uno studio su una larga corte di pazienti (2.313 soggetti) che hanno utilizzato il cerchietto elettrico per i loro mal di testa”. Aggiunge ancora Tessitore: “I dati di questo studio sono in linea con i risultati del primo studio italiano condotto presso il Centro Cefalee della Azienda ospedaliera della Seconda Università di Napoli, dove abbiamo osservato, durante il trattamento con Cefaly, una significativa riduzione non solo nella frequenza degli attacchi di emicrania, ma anche dell’intensità del dolore durante gli stessi attacchi, così come dell’assunzione di farmaci- conclude il responsabile del Centro Cefalee campano- con un rilevante impatto sulla vita dei pazienti”.

27 gennaio 2016

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