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Via e Vas, Galletti vuole semplificare e accelerare. E pensa a norme generali per gestire le calamità

G. Galletti

G. Galletti

ROMA – “E’ mio intendimento farmi promotore di una riforma delle discipline ‘a regime’ vigenti in materia di Valutazione d’impatto ambientale (Via) e di Valutazione ambientale strategica (Vas), allo scopo di semplificare e accelerare le relative procedure. Ciò, ovviamente, non può andare a discapito della qualità delle valutazioni, che devono continuare a svolgersi nel pieno rispetto del quadro normativo europeo. E’ tuttavia possibile semplificare lo stato delle procedure ad oggi vigenti, ad esempio mediante la pubblicazione e la consultazione degli atti e provvedimenti sui siti informatici delle amministrazioni o la razionalizzazione delle tempistiche dei procedimenti”. Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente, lo dice in audizione alla Commissione parlamentare per la semplificazione amministrativa.

“Credo inoltre che sia necessario fornire maggiori certezze giuridiche ai proponenti circa la verifica di assoggettabilità a Via- spiega Galletti- analogamente è possibile procedere con riferimento all’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), allo scopo sia di semplificare le procedure per il rilascio delle Aia statali e riordinare il riparto di competenze tra Stato e Regioni nella materia, sia di ridefinire i rapporti tra procedure di Via e Aia statali”.

“Una riflessione più specifica merita inoltre il tema della semplificazione delle valutazione e delle autorizzazioni ambientali da rendere a seguito di eventi emergenziali”, prosegue Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente. A diritto vigente già sussiste la possibilità di “esentare” un progetto dalla Via per gli interventi necessari a far fronte ad emergenze derivanti da calamità naturali, ma “la normativa nazionale andrà comunque riallineata al diritto comunitario, trasponendo gli obblighi previsti per i casi di esenzione nell’ambito del recepimento della nuova direttiva Via entro marzo 2017”, segnala Galletti.

“Il tema è ovviamente molto delicato, in considerazione dell’alto numero di Ordinanze di Protezione Civile che vengono adottate e del comprensibile rigore con cui la Commissione europea affronta il tema ai fini di eventuali procedure di infrazione- dice il ministro- in virtù di questa considerazione, e ferma restando la possibilità di esenzione dalla Via per i casi da affrontare con la maggiore urgenza, ritengo che sarebbe possibile provare a delineare normativamente una agile istituzione che abbia il compito specifico di affrontare le valutazioni di impatto ambientale direttamente connesse alla gestione degli stati post-emergenziali“.

Tale strumento “consentirebbe di sveltire il procedimento di Via- aggiunge- posto che la struttura in parola sarebbe dedicata solo ed esclusivamente ad affrontare le valutazioni connesse all’emergenza, e non avrebbe dunque da gestire l’ordinaria amministrazione, senza però rinunciare a valutazioni ambientali pienamente rispettose della normativa interna e comunitaria”.

“Per l’Aia la situazione è differente- prosegue Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente- appare infatti residuale il caso che sia essenziale, al fine di garantire la gestione ottimale di una emergenza, l’’esercizio normale’ di una attività produttiva gestita in ‘unità tecniche permanenti’. Dinanzi alle emergenze vanno piuttosto disciplinate situazioni che si discostano palesemente dal ‘normale esercizio’ su cui pone primariamente l’attenzione l’Aia, e che pertanto possono essere autorizzati come modifiche al regime autorizzato in situazioni transitorie”. Per tali autorizzazioni “pare legittimo ritenere che non esistono espressi obblighi comunitari (che invece riguardano le modifiche sostanziali) e che quindi l’ordinamento interno possa disciplinare la materia senza vincoli derivanti dal diritto europeo (ammettendo, ad esempio, procedure d’urgenza)”, dice il ministro. “Del tutto diverse, invece, sono le situazioni di criticità cronica, non derivante da eventi straordinari (si veda, ad esempio, ciò che accade in vaste parti del Paese in tema di gestione dei rifiuti)- segnala Galletti- in tali casi non c’è spazio per derogare dagli obblighi comunitari in materia di Aia, ma sarebbe possibile declinarli con procedure più snelle, ad esempio dando potere ad un commissario di istruire la pratica senza avvalersi obbligatoriamente di altri soggetti e senza Conferenza di Servizi, garantendo solo la possibilità di partecipazione del pubblico. In tal caso, però, il Commissario si prenderà in toto la responsabilità di fare un provvedimento del tutto compatibile con gli obblighi comunitari”.

27 gennaio 2016

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