Castro, l’omaggio dei leader del sud: Un amico non allineato

castro_maduroROMA – L’omaggio a “un amico”, a un leader “non allineato”, capace al di là dell’alleanza con l’Unione Sovietica di guardare al mondo dalla prospettiva del Sud e dei Paesi in via di sviluppo, ha segnato molte delle reazioni alla scomparsa di Fidel Castro giunte dall’Asia, dall’Africa e dall’America Latina. Di “un buon amico” dell’India ha detto Narendra Modi, primo ministro di New Delhi, pur nazionalista e per molti versi lontano dai valori del socialismo incarnati dal ‘lider maximo’. Sempre nel subcontinente, commosso l’omaggio di Sonia Gandhi. “Il suo contributo al Movimento dei non allineati e il suo sostegno senza tentennamenti alla causa dell’India in vari ambiti – ha affermato l’ex premier di origini piemontesi – rimarrà sempre nelle nostre menti e nei nostri cuori”. Dalla regione subsahariana è giunto l’omaggio del presidente sudafricano Jacob Zuma, che ha ricordato una comune battaglia anti-razzista: “Sotto la sua guida e il suo comando il popolo cubano si unì alla nostra lotta contro l’apartheid”.

Immediate e numerose le reazioni dall’America del Sud. “Fidel Castro è stato un amico del Messico, promotore di una relazione bilaterale fondata sul rispetto, il dialogo e la solidarietà” ha affermato il presidente Enrique Pena Nieto, conservatore. Differente la prospettiva ma simile il giudizio dato da Nicolas Maduro, alleato venezuelano di Cuba. “Una storia grande basata sui principi di Bolivar e Martì” ha detto, citando eroi comuni del pantheon anti-colonista. Viscerali infine le dichiarazioni di Rafael Correa, fautore di un socialismo democratico che alla rivoluzione dell’Avana fa richiami frequenti: “Fidel è morto. E’ stato un grande. Lunga vita a Cuba. Lunga vita all’America Latina”.

di Vincenzo Giardina, giornalista professionista

26 Novembre 2016
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