Emilia Romagna

Il racconto di Bianconi: la mazzata del biglietto del treno a Bologna

Matteo Bianconi racconta: oggi ho scoperto che Trenitalia ha aumentato il biglietto del 115 per cento, CENTOQUINDICIPERCENTO in più per i soliti 7 km. Mi attacco al tram?

torre asinelli bolognaBOLOGNA – Che Trenitalia abbia il monopolio su rotaia in Italia non è corretto dirlo, ma si avvicina alla verità. Che Trenitalia non sia molto amata dai cittadini italiani (e non) è invece una percezione più congrua allo stato del “sentiment” nazionale. Ma che Trenitalia abbia aumentato del 115% il prezzo dei biglietto, ecco, è una notizia autentica, ticket alla mano e sconcerto incluso. Bisogna però inquadrare la situazione, perché non è così dappertutto. Se lo fosse credo saremmo già tutti potenziali partigiani, a combattere sulle montagne oppure occupando treni fino alla fine dei tempi.

Chi scrive vive a Bologna, una città difficile da non amare, anche per chi non ci è mai stato. Da casa al centro completo del capoluogo emiliano – le Due Torri, per intenderci – ci sono esattamente sette chilometri. Cinque se parliamo della cinta muraria delle porte storiche. Chi scrive ha dunque diversi modi per raggiungere la “movida”: la macchina, la bicicletta e volendo pure a piedi o di corsa, se c’è qualche buon’anima che grida “Corri, Forrest! Corri!”. Poi ci sono i mezzi: Il taxi e le auto private; Attaccarsi con lo skateboard alla macchina del vicino stile “Ritorno al futuro”; I bus 13 (frequentissimo), 96 (più schizzinoso) e 106 (che ha la stessa frequenza della data di uscita di un capitolo di Star Wars).

E poi c’è il treno, già. Si tratta di un regionale che collega solitamente Prato a Bologna (e viceversa), che si ferma alla stazioncina a due passi da casa. Per chi conosce il territorio: è quello che di solito ferma a Rastignano, San Ruffillo, Mazzini e finisce a Bologna Centrale.

Ovviamente il treno è la soluzione migliore rispetto a qualsiasi altra: non c’è traffico, non ci sono code o semafori e in dieci minuti si è a spasso nel centro storico di Bologna. Bisogna solo affrontare il gradevole aroma da carro bestiame presente, i condizionatori rotti in estate e il riscaldamento a singhiozzi in inverno. Senza considerare i ritardi e i cambi di programma improvvisi, come l’annullamento della corsa e gli scioperi. Nulla di che, c’è di peggio: sono convinto che in alcuni paesi del Terzo Mondo non esista neanche la ferrovia.

Per usufruire di questo meraviglioso servizio su rotaia, fino all’altro giorno chi scrive – e altre persone estremamente fortunate – spendeva 1,30 euro. Che per sette chilometri sono già abbastanza. A onore della cronaca: il biglietto sul bus costa 1,50 euro (contro altri 1,30 euro se lo compri al tabacchi).

Matteo Bianconi

Matteo Bianconi

E niente, oggi ho scoperto che il prezzo è aumentato. Del 115%. Centoquindici percento. C-E-N-T-O-Q-U-I-N-D-I-C-I P-E-R-C-E-N-T-O. Insomma, siamo passati da 1,30 a 2,80 euro. I chilometri sono gli stessi, i treni pure, le stazioni idem con patate.

E il prezzo è più che raddoppiato. Quasi tre euro per fare sette chilometri.

A inizio anno c’erano voci di un aumento del prezzo dei biglietti, soprattutto per quanto riguarda il servizio dei regionali, ma si parlava di percentuali dall’1 al massimo 15%. Il 115% è qualcosa che lascia sbigottiti. Le domande da farsi – o da fare a Trenitalia – sono diverse:

  1. Bisogna aspettarsi qualcosa di peggio? Chi scrive non sa cosa immaginarsi, di peggio c’è solo un asteroide che colpisce la Terra disintegrando la razza umana, forse.
  2. L’aumento dei biglietti è giustificato perché l’azienda ha deciso di donare soldi alla lotta al terrorismo?
  3. L’aumento dei biglietti è giustificato perché l’ISIS è entrato nel Consiglio di Amministrazione e ha capito che per terrorizzarci basta aumentare a sproposito i prezzi?
  4. L’aumento dei biglietti è giustificato perché avere quasi il monopolio permette di fare un po’ quello che si vuole? Tipo “Il pallone è mio, decido io”?

Avere delle risposte concrete sarebbe entusiasmante. O forse no: magari è più opportuna un’indagine parlamentare o un’azione del Codacons. Ma chi scrive ora non ha più tempo: deve trovare nuovi modi alternativi per fare sette chilometri nel più breve tempo possibile.

P.S.: Aggiornamento di “qualche ora più tardi”. Chi scrive non solo ha in mano il biglietto Rastignano-Bologna a 2,80, ma aveva controllato il portale web con lo stesso riscontro. Dopo una verifica, ora Trenitalia.it segnala 1,30 euro, ripristinando la tariffa precedente. Errore di sistema? Beffa? Ancora una volta “avere delle risposte concrete sarebbe entusiasmante”. Peccato però che i soldi siano già stati spesi.

Di Matteo Bianconi (su linkedin: https://it.linkedin.com/in/matteobianconi; su twitter: @MatteoBianx)

26 novembre 2015
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