Tap, Conte: “No illegittimità, andrà avanti”

ROMA – “Abbiamo effettuato un’analisi costi-benefici, abbiamo dialogato con il territorio, abbiamo ascoltato le istanze e studiato i documenti presentati dalle autorità locali. Ad oggi non è più possibile intervenire sulla realizzazione di questo progetto che è stato pianificato dai governi precedenti con vincoli contrattuali già in essere. Gli accordi chiusi in passato ci conducono a una strada senza via di uscita”. Lo annuncia il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che spiega: “Non abbiamo riscontrato elementi di illegittimità. Interrompere la realizzazione dell’opera comporterebbe costi insostenibili, pari a decine di miliardi di euro. In ballo ci sono numeri che si avvicinano a quelli di una manovra economica. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo, non lasciando nulla di intentato. Ora però è arrivato il momento di operare le scelte necessarie e di metterci la faccia. Prometto un’attenzione speciale alle comunità locali perché meritano tutto il sostegno da parte del governo”.

In un comunicato diffuso da palazzo Chigi, Conte spiega: “Ho ricevuto nella giornata odierna una comunicazione che riassume le ultime verifiche effettuate dai tecnici del ministero dell’Ambiente sul progetto Tap. Ringrazio il ministro Costa e i tecnici per il lavoro che hanno svolto e ringrazio gli altri ministeri e uffici che pure hanno effettuato verifiche sulla piena regolarità delle procedure. Mi ero impegnato con le autorità locali e con i rappresentanti delle comunità territoriali, ivi compresi i parlamentari eletti in Puglia, ad effettuare un rigoroso controllo delle procedure di realizzazione dell’opera al fine di verificare tutti i profili di eventuale illegittimità che erano stati segnalati. Avevo altresì preannunciato che se avessimo riscontrato tali profili di illegittimità non avremmo esitato ad assumere tutti i conseguenti provvedimenti, compresa la decisione di interrompere i lavori. Da quando ci siamo insediati abbiamo fatto quello che non è mai stato fatto in precedenza”.

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26 ottobre 2018
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