Indagine svela il rapporto tra medicina e web

ROMA – Quale utilizzo fanno della rete i sindacati che rappresentano i professionisti sanitari, le società scientifiche e le case di cura? Come sfruttano le potenzialità del web per condividere soluzioni e comunicare i propri lavori? Come si raccontano online sindacati, società scientifiche e case di cura? E’ da queste domande che è partita l‘indagine, condotta da Broking and Consulting, su 49 realtà del mondo sanitario fra sindacati medici, società scientifiche e case di cura, presentata a Roma.
Secondo l’ultimo rapporto Censis la penetrazione di Internet in Italia ha raggiunto il 78% e mentre la spesa per libri e giornali ha subito un crollo del -38,8%, quella per lo smartphone è più che triplicata. L’ecosistema digitale è un caos in cui nascono ogni minuto 571 nuovi siti, vengono effettuate 3,8 milioni di ricerche su Google e compaiono 3,3 milioni di post su Facebook; ecco perchè è fondamentale distinguersi, rendersi riconoscibili.

Alla tavola rotonda hanno partecipato: Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Nicola Piccinini, presidente Ordine psicologi di Roma, Laura Bastianetto, vice responsabile area comunicazione Croce rossa italiana, Paola Conti, cofondatrice piattaforma iDoctors, Silvia Cecchini, ufficio marketing Rome American Hospital e Simone Mingiacchi, direttore amministrativo di Villa Betania. Nicola Perrone, direttore dell’agenzia di stampa Dire, ha moderato l’incontro.

Il punto di partenza è stata la ‘prima impressione‘. Quando un utente naviga su un sito abbiamo in media fino a 8 secondi per convincerlo a proseguire la navigazione, ecco perchè diventa fondamentale consentirgli di orientarsi con facilità e trasmettere un’immagine autorevole. Meno il sito è curato, maggiore è la probabilità che l’utente lo abbandoni per cercare altrove ciò di cui hai bisogno. La riconoscibilità è l’insieme degli elementi che permettono all’utente di: rendersi conto dove si trova esattamente e verificare se l’idea che viene trasmessa dal brand è in linea con le sue aspettative. Il logo deve essere ben visibile ed essere situato nella stessa posizione.

Una regola generalmente applicata nella quasi totalità dei casi, va tuttavia notato che il 13% dei sindacati analizzati non ha sul proprio sito un logo ben visibile, fattore che pregiudica l’immediata riconoscibilità del marchio o del brand sottostante. La coerenza cromatica è uno degli elemento che aiuta a orientarsi durante la navigazione, anche questa è una caratteristica generalmente condivisa da tutti gli attori tranne le società scientifiche che nel 13% dei casi non curano questo aspetto. La maggioranza dei sindacati e delle associazioni mostra accanto al logo o alla sigla il proprio nome per esteso, per aiutare l’utente a comprendere la natura del sito e il contesto in cui si trova. Tra gli elementi di valutazione è stato considerato anche il payoff, una frase che ha il compito di riassumere brevemente l’essenza del marchio, presente solo sui siti di un sindacato su cinque e solo nel 12% delle società scientifiche analizzati.

Molte realtà campionate sono carenti di una presentazione in grado di spiegare cosa fa l’ente, totalmente assente nei sindacati e presente solo nel 12% dei siti delle società scientifiche. Per giudicare l’usabilità di un sito è stata analizzata l’organizzazione dei contenuti in termini di menù, struttura e presenza di un motore di ricerca interno, l’utilizzo di slideshow per raccontare le ultime novità, constatato se il sito fosse responsive, cioè sviluppato per adattarsi a dispositivi mobili, verificato se sul sito fossero presenti link non funzionanti. Un’analisi che ha dimostrato come i siti dei sindacati nell’81% dei casi hanno un’organizzazione dei menù coerente con questi obiettivi. Le società scientifiche mostrano un elevato 94% di siti con menù chiari e ordinati. Le case di cura rilevano una minore capacità di gestire correttamente questo aspetto: nel 53% dei casi per raggiungere il contenuto desiderato sono necessari più di tre clic.

 

La ricerca ha riscontrato una difficoltà generale a strutturare il sito in modo chiaro, trasmettono infatti una sensazione di disordine che non favorisce la navigazione: il 38% dei siti di sindacati, il 31% dei siti di società scientifiche e il 47% dei siti delle case di cura.
La barra di ricerca è uno strumento fondamentale per arrivare rapidamente ai contenuti di un sito Internet e permette di instaurare una conversazione tra l’utente che pone un quesito e il sito stesso.Nonostante questo ne sono sprovvisti: il 25% dei siti di sindacati, il 37% delle società scientifiche e il 41% delle case di cura. In altri casi la barra di ricerca, pur essendo presente non funziona correttamente. Si tratta nel dettaglio di: 50% dei sindacati, il 44% delle società scientifiche e il 12% delle case di cura.

Le statistiche mostrano come il tasso di navigazione da dispositivi mobili sia in costante ascesa: l’83% dell’intera popolazione italiana, pari a circa 49 milioni. Ecco perchè diventa cruciale che i siti web possano essere fruiti perfettamente da smartphone e tablet, eppure su questo punto si riscontra un certo ritardo da parte dei sindacati e delle società scientifiche, che non possono essere fruiti correttamente da mobile rispettivamente nel 31% e nel 38% dei casi. Per le case di cura la situazione è migliore, ma non ottimale: il 18% dei siti infatti non è responsive. Al contrario la situazione sul Regolamento generale sulla protezione dei dati o Gdpr è molto positiva, l’informativa sulla privacy è infatti presente: nell’88% dei siti delle case di cura e nel 50% dei siti dei sindacati e delle società scientifiche, risulta tuttavia assente: nel 19% dei siti dei sindacati e nel 6% delle società scientifiche.

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26 ottobre 2018
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