San Marino

Report del Consiglio Grande e Generale del 25 ottobre

Via libera alla legge sulla mobilità sostenibile e a quella in favore della biodiversità in agricoltura. Il Consiglio Grande e Generale licenzia nella seduta di oggi pomeriggio due progetti di legge: 1) con 31 voti a favore, 12 contrari e 3 astenuti sono infatti approvate le “Norme in materia di mobilità sostenibile”, presentate dal governo; 2) con 29 voti a favore, 7 contrari e 3 astenuti viene approvata la legge dei Semi di iniziativa popolare.

Diversamente dall’esito raggiunto in Commissione consiliare, non si raggiunge quindi l’unanimità in Aula su questo provvedimento, anche a seguito dell’abrogazione dell’articolo 13 “Brevetti e miglioramento genetico convenzionale”, voluto dalla maggioranza a seguito delle criticità rilevate dall’Ufficio Marchi e Brevetti. L’abrograzione dell’articolo che vieta la brevettabilità dei semi infatti è fortemente criticata dal movimento Rete, tra i primi promotori e sostenitori della legge, ritenendo l’art. 13 “fondante” per il provvedimento. “Se l’ impostazione è quella di sostenere il progetto originario- puntualizza Roberto Ciavatta, Rete- il punto è proprio questo, la legge dei semi ha come sottotitolo ‘nessuna brevettabilità del vivente’, abrogando l’articolo 13 ci trovemmo in contraddizione con quanto detto fino a ieri e allora non prendiamo in giro nessuno, chiamiamola piuttosto legge del biologico”. Il Segretario di Stato Augusto Michelotti, che in fase di dibattito aveva citato e lodato proprio i principi espressi nell’articolo 13, si dice rammaricato. Ma senza l’abrogazione “potremmo correre il rischio di metterci in conflitto e in competizione con trattati e accordi già presi in Europa- chiarisce- e i trattati firmati non possono essere disattesi”.

Infine, i lavori del pomeriggio si chiudono al comma 25, con la presentazione delle relazioni di maggioranza e minoranza sul Testo unico per l’edilizia. Il dibattito proseguirà in seduta notturna.

Di seguito un estratto degli intervendi odierni.

Comma 24. Progetto di legge “Norme in materia di mobilità sostenibile”/approvato con 31 voti a favore, 12 contrari e 3 astenuti.

Matteo Ciacci, C10, relatore di maggioranza
La coalizione Adesso.sm riconosce come prioritaria la necessià di adottare una serie di misure normative e organizzative per promuovere il concetto della mobilità sostenibile, seconodle linee guida indicate della “Paris Declaration on electro-mobility and climate change & call to action- Uma Paris Action Agenda”. Scopo della presente norma è l’incentivare l’utilizzo di veicoli con un basso impatto ambientale e la progressiva installazione di infrastrutture ad essi dedicati. Al fine di consentire l’adeguamento progressivo del parco macchine pubblico a principi di sostenibilità ambientale, l’acquisto o noleggio di nuovi veicoli adibiti al trasporto di persone da parte del settore pubblico allargato è vincolato al rispetto delle seguenti condizioni:1) il 46-50% delle autovetture destinate a servizi di fattorinaggio, consegna di posta, visita e sorveglianza in cantieri e similari, acquistati o noleggiati annualmente per ogni sinolo soggetto interessato dalla presente norma dovrà avere propulsione ad idrogeno, ibrida o puramente elettrica. 2) L’acquisto o noleggio di nuove autovetture destinate a servizi istituzionali o di rappresentanza è subordinato a una valutazione comparativa che giustifichi la scelta di veicoli a propulsione termica. Le disposizioni sono estese alle società a partecipazione maggioritaria dell’Eccellentissia Camera.
Oggi è strategico mettere in campo ogni azione normativa, organizzativa correlata anche da interventi di natura culturale affinché le risorse naturali siano preservate, si introducano politiche per contrastare cambiamenti climatici e mostrere cone San Marino sarà seguito immediato agli impegni assunti nella conferenze internaizonale di Parigi 2015 COP22. Scopo della norma è incentivare l’utilizzo di veicolo a basso impatto ambientale e la progressiva installazione di infrasturture ad essi dedicati. All’articolo 2 si prevedono una serie di condizioni per l’adeguamento progressivo del parco macchine pubblico a principi di sostenibiità da parte del settore pubblico allargato. Rispetto al provvedimeto in prima lettura, si è specificato che l’autovettura dovrà avere anche propulsione ad idrogeno, oltre che ibrida o puramente elettrica. All’articolo 3 viene introdotto uno sgravio fiscale sull’imposta sulle importanzioni pari al 99% per veicolo ad idrogeno, al 80% per veicoli elettrici, al 30% per l’acquisto di stazioni di ricarica presso immobili di civile abitazione. (…). Il progetto che portiamo in seconda lettura rappresenta un punto di partenza per uno sviuppo di una nuova mobilità con lo scopo di accelerare un processo che dovrà convolgere tutti i setotri. Durante le commissione si è registrato un clima positivo in Aula, in particolare con il rapresentante del movimento Rete.
Gian Matteo Zeppa, Rete
Il progetto è ampiamente condivisibile e con validità limitata nel tempo. Data la condivisione di fondo non abbiamo presentato una relazione di minoranza.
Simone Celli, segretario di Stato per le Finanze
In sede di Commissione c’è stato un dibattito costruttivo. Il provvedimento segnala, come dato politico e culturale, l’impegno del governo ad incentivare l’economia verde, per un’economia e uno sviluppo che siano ecosotenibili. Il presente Pdl intente dare risposta infatti all’impegno per la progressiva implementazione di una politica finalizzata alla sostenibilità ambientale all’abbattiemnto delle emissioni inquinanti. Rappresenta un punto di partenza per uno sviluppo di una nuova mobilità con lo scopo di accelerare un processo che dovrà interessare tutti settori coinvolti al fine di giungere alla sostenibilità, definita dalla Commissione europea, ‘uno sviluppo che risposnde alle esigenze del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie’.
Teodoro Lonfernini, Pdcs
Siamo di fronte ad un piccolo progetto di legge condiviso in termine di lavoro e credo ci sia condivisione di principio, perché tutti vogliamo far fare al paese piccoli passi avanti verso virtuosità che devono essere nostro obiettivo. La legge, quindi, è un passo avanti. Ma non è sufficiente. Abbiamo in questo campo un’attività normativa che dovrà proseguire con intensità. Sollevo una circostanza legata al parco macchine pubblico. Lo spirito è buono. La voglia di riuscire ad essere generatori di un buon consumo della mobilità c’è. Ma dobbiamo dargli concretezza. Il nostro paese è dotato di circa 700 mezzi pubblici a servizio di istituzioni, uffici e aziende. Le aziende come Aass e lavori pubblici, per la mobilità green, devono fare la propria parte immediatamente.

Luca Santolini, C10

Ringrazio Lonfernini per il suo approccio costruttivo. Esprimo soddisfazione per essere arrivati con una relazione unica. Significa che c’è condivisione su questo tema. In fondo è giusto così su queste materie. Spero che prima o poi i toni si abbassino anche su altro. Legge è coraggioosa e con visione di prospettiva. Risulta migliorata dalla prima lettura. L’idrogeno è una tecnologia con potenzialità enormi. Ancora non pienamente fruibile, è vero. Ma se è vero che, a gennaio, l’Italia ha approvato un decreto legge che recepisce la direttiva europea che prevede, entro il 2025, ci sia una rete accettabile di stazioni di ricarica in territorio, significa che questa tecnologia si sta sviluppando. Ha un futuro certo e ben definito. San Marino si pone in anticipo, ponendosi come territorio ‘test’ per aziende che sviluppano questa tecnologia. La partnership è in via di sviluppo con Toyota. Dovremmo esserne fieri. Lo stiamo facendo anche per il 5 G.

Davide Forcellini, Rete
La mobilità sostenibile a mio avviso è un settore su cui San Marino finora non ha mai puntato e che invece potrebbe veramente fare del nostro Paese un fiore all’occhiello, soprattutto in un contesto italiano dove questo tipo di mercato è ben al di sotto dagli standard europei. Per questo devo dare plauso ai principi di base contenuti nel prg in cui si parla di mobilità sostenibile in modo organico ed articolato, come ad esempio prevendendo servizi di car sharing e bike sharing digitali, delle aree d’interscambio per l’implementazione di una rete di mobilità alternativa, l’utilizzo di mezzi elettrici per il trasporto pubblico o l’utilizzo di sistemi di information technology per la gestione dei flussi veicolari. Ecco allora, io credo che il Paese avrebbe bisogno di un progetto comune, un progetto per un Paese che faccia della ecosostenibilità una direttrice di sviluppo.

A mio avviso invece questo Pdl nella sostanza non introduce niente di veramente all’avanguardia, così come avevo avuto modo di sottolineare in prima lettura. A mio avviso, questa legge invece a me sembra una legge spot: infatti essa introduce solo due aspetti molto basilari della questione. Io credo piuttosto che questa legge non incentiverà di certo il settore. In particolare, come Democrazia in Movimento riteniamo fondamentale fare di San Marino un punto di riferimento agli occhi gli altri paesi per questo tipo di sperimentazione. La mobilità sostenibile può veramente esser un modo per fare business. Non solo, grazie alla risorsa dell’Università di San Marino all’interno del nostro territorio, si potrebbero prevedere degli spin off o comunque delle collaborazioni virtuose tra le aziende private e la ricerca. Quindi un approccio di sistema quando si tratta di questo tipo di tecnologie avanzate e virtuose andrebbe messo in campo con approfondimento e dettaglio. In questa legge invece, nonostante le osservazioni che a suo tempo abbiamo rilevato durante la prima lettura, non si riesce a vedere la dimensione a lungo termine.

Fabrizio Perotto, Rf
L’Inquinamento è una piaga non solo ambientale, ma sociale. Il nostro continente vive una situazione precaria da almeno 30 anni e non sempre politiche avvedute hanno permesso un miglioramento. San Marino nel suo essere micro Stato ha sue peculiarità ma anche svantaggi. Forse per le sue conformazioni territoriali, le politiche legate all’uso di mezzi pubblici o veicoli non a motore non hanno attratto l’attenzione degli utenti, per questo motivo la legge può svolgere ruolo importante. L’ambiente sammarinese è limitato e va preservato assieme alla salute dei cittadini, per questo la possibilità agevolare l’uso mezzi di una nuova generazione di non inquinanti deve essere vista di buon auspicio. Altri Paesi hanno messo in atto sistemi alternativi, come il car sharing. Rf da alcuni anni porta avanti idee ecolociche per mobilità su gomma, nei mesi scorsi ha organizzato un evento dedicato alla Smart Mobility. La legge ha elementi interessanti, tra cui incentivi per auto a basso impatto ambientali per ridurre emissioni inquinanti. Si consentirà poi la sostituzione graduale del parco macchine pubbliche, in pochi anni si cercherà di sostituire il 40% di vetture a basso impatto ambientali. Sono poi ridotte le imposte per l’acquisto auto green fino al 90%.

Dalibor Riccardi, Psd
I principi della legge condivisibili e la relazione di minoranza non è stato fatta per questo motivo. Ma vorrei fare qualche osservazione. All’interno di questa normativa, come sottolineato dal collega Forcellini, mi stupisce non si siano toccate tematiche del Car sharing o Car pooling, servizi che possono realizzare una rete intermodale di trasporto, che consenta trasporti pubblici più veloci e meno inquinanti. Si poteva fare di più e meglio. Sulla tassazione agevolata, all’articolo 3, se un padre vuole prendere tale mezzi per moglie e figlio non può farlo, perché per i privati gli incentivi sono limitati ad un solo automezzo e l’incentivo è fatto una tantum. Credo il Pdl sia un punto di partenza per il Paese che inizia a guardare a questa tematica

Marina Lazzarini, Psd
Siamo in netto ritardo sull’organizzazione di una smart city ma possiamo valutare un’ampia gama di soluzioni messe in campo in altre realtà. San Marino era presente nella conferenza di Parigi e ha sottoscritto un accordo vincolante sul clima mondiale, per rimettere il mondo sulla buona strada e scongiurando l’aumento del riscaldamento globale. Ogni giorno i ricercatori mettono a punto tecnologie esistenti o ne inventano nuove. Per produrre energia pulita ci sono l’eolico, microturbine nelle condutture pubbliche… la ricerca scientifica e tecnologica fa passi da gigante e non dobbiamo restare legati all’idea che per produrre energia bisogna bruciare qualcosa. La legge presentata dai segretari di Stato Podeschi e Celli mira ad ottenere gli obiettivi fissati dall’Agenda 21 per il 2030.

Nicola Selva, Rf
Oggi stiamo portanto un Pdl che va nella direzione di portare, nel suo piccolo, una parte di sviluppo più sostenibile. Sulla sostenibilità del settore dei trasporti nel mondo c’è un dibattito aperto e a San Marino, oltre che parlarne, portiamo dei provvedimenti. I trasporti rivestono un ruolo essenziale per lo sviluppo ma è anche un settore economico che esercita pressione sulle risorse ambientali. Obiettivo della mobilità del futuro è quello di sfruttare le risorse nel miglior modo possibile. La tecnologia nel rapporto con l’auto può dare strumenti per una maggiore efficienza, senza l’uso di carburanti fossibili e in grado di ridurre l’inquinamento da gas. In questa direzione, l’auto elettrica è la risposta in questo settore. E’ comunque un settore che ha ancora costi importanti e difficoltà di attuazione. In altri Paesi, la mobilità sostenibile è stata introdotta da tempo, noi anche se siamo un piccolo Paese, siamo un po’ in ritardo, ma sono contento sia portata oggi questa normativa.

Massimo Andrea Ugolini, Pdcs
Condivido lo spirito della normativa. In particolare, nel trasporto pubblico ritengo importante andare verso la mobilità sostenibile, ci farebbe fare un salto di qualità rispetto passato. Rispetto il privato mi dispiace che siano stati eliminati dalla prima lettura gli incentivi per gli automezzi ibridi.

Jader Tosi, C10
Portare il Paese verso un’economia sostenibile e rinnovabile è l’idea di Adesso.sm che ha preso corpo attraverso questa legge. L’utilizzo di mezzi ecologici ci porta a una iniziativa che deve stimolare il Paese ad andare nella direzione di avere, come primario obiettivo, quello di arrivare a un progetto che possa avere un futuro più ampio in ambito di trasporti. Ben venga l’incentivazione di vetture oggi non alla portata di tutti. Le auto ibride oggi sono venute molto bene anche senza incentivazione. Gli Incentivi vanno dati con attenzione. Sul Car sharing: a San Marino non è proprio possibile metterlo in campo, il car sharing si sviluppa su una percorrenza medio-lunga.

Gian Carlo Capicchioni, Psd
Ben venga questo Progetto che va ad incentivare le autovetture e i veicoli a propulsione elettrica o ad idrogeno con sgravi fiscali. Lo sgravio del 99% dell’imposta al 17%… non so che calcoli strani siano stati fatti, ma ci sta nel discorso. Poi che siano esclusi dagli incentivi i veicoli elettrici acquistati usati la ritengo una discrimiazione non corretta. Altro aspettto è il rinnovo del parco macchine nella Pa allargata, nella legge non ci sono i tempi di attuazione, così la si prende in maniera un po’ blanda. Comunque siamo favorevoli al progetto.

Marco Nicolini, Rete
Appoggio la legge, ma si poteva fare un po’ meglio. Non so se sia bene o meno aver escluso la propulsione ibrida dagli incentivi, di cui ne parla sia la relazione di maggioranza che quella di Celli. Sostengono non siano necessari perché ha già preso piede. E’ opinabile sostenerlo, ma non sbagliato. Togliere l’ibrido può essere un azzardo, ma magari è una mossa vincente, ce lo auguriamo.

Giovanna Cecchetti, Ps
E’ un provvediemnto imprescindibile, la mobilità sostenibile è consentire il trasporto non perdendo di vista l’impatto ambientale. Le ricerche hanno appurato che gli investimenti sui mezzi pubblici in questo senso contribuiscono alla crescita dello sviluppo economico. Si poteva osare di più, mi auguro sia solo un punto di partenza nello sviluppo della mobilità sostenibile ma anche per tutta la società nel rispetto alla tutela ambientale.

Roger Zavoli, Rf
Oggi grazie a una nuova sensibilità politica possiamo fare un balzo in avantim unendoci a paesi virtuosi rispetto al tema della salvaguardia dell’ambiente. Sarà un piano di partenza rispetto a un Prg sostenibile. E’ un dovere morale verso l’ambiente che ci circonda ridurre gas serra e promuovere mezzi sostenibili.

Roberto Ciavatta, Rete

Non abbiamo nteso stravolgere testo che condiviviamo nel principio introdurre a San Marino mezzi meno o non impattanti per inquinamento. Necessrio aprire immediataete tavolo con chi commercia prodotti petroliferi affinch possoano rinnovare la loro offerta con colonnine energia perché non perdano introiti . Interessante questioen idrogeno. Nella prima versione si parlava danche di auto ibride, poi tolto per anticipare commercializzazione auto totalmente elettriche o ad idrogeno. Ma queste sono auto proibitive per il loro costo. Questi interventi quindi sono benvenuti ma riguarderanno fascia medio alta della popolazione. Articolo 4: va fatta verifica per evitare nuova tassa. I nostri emedndamenti in fase discussione sono stati introdotti in testo normativo, condiviamo Stato sia primo promotere di queste politiche per avere minori emissioni inquinanti, per tutte queste ragioni non abbiamo dato indicaioni sfavorevole alla legge, ci sono piccole particolarità che ci fanno pensare che si sia di fronte ad un intervento ben visto ma di portata limitata in temrini quantitiativi e qualitativi, accessibile a pochi che possono ambire ad aquisto mezzi proibitivi per la maggiorazan dei cittadini,

Alessandro Cardelli, Pdcs
Le finalit espresse nell’articolo 1, rispetto alla versione in prima lettura, non le troviamo più nella legge. Invito a ragionare sui numeri. Il mondo va oggi nella direzione dell’ibrido e questo Pdl no, lo incentiva minimamente, si pensa solo ad auto elettriche e ad idrogeno, stiamo andando in controtendenza. In Italia e in Europa si parla di boom delle ibride con + 50% di vendite, mentre le elettriche nel 2017 risutano addirittura calo. A San Marino andiamo al contrario, decidiamo di incentivare le auto elettriche. Tutte le auto che i sammariensi potrebbero comprare con queste elettriche le siete andati a vedere? Le elettriche rappresentano lo 0,01% nelle immatricolazioni delle auto italiane. Non si otterranno i risultati voluti con questa legge. Escludere le ibride è non voler far funzionare la legge. O pensiamo ch a San Marino tutti posson ocomprare le Tesla o le ‘biposto’ che sono davvero poche.

Tony Margiotta, Ssd
In Commisisone c’è stato un clima collaborativo che ha permesso un confronto trasparente, i membri di opposizione hanno portuto criticare e presentare emendamenti migliorativi. Mi meraviglio quindi, il capogruppo della Dc Cardelli forse ha esagerato nel suo intervento precedenti, emendamenti legati alle sue proposte non sono arrivate dai commissari del Pdcs. C’era intenzione da parte di tutta la commissione di ascolto e miglioramento del progetto di legge e il membro di commissione di Rete ha potuto presentare i suoi emendamenti e migliorare il testo.

Sds Marco Podeschi
La scelta di non incentivare l’ibrido: oggi ci sono diverse tipologie di automobili. Ci sono ibridi con sistema di recupero di energia da frenata che sono classificate come ibrido anche se non soo auto mosse da energia elettrica. Altro aspetto che emerge nell’ibrido è la differenza fra ibrido normale e ibrido plug in: il primo ricarica la batteria con il moto e le frenate dell’auto, il plug in si avvicina più al mezzo elettrico. Si è scelto di incentivare in modo pesante mezzi ad idrogeno perché la tecnologia si sta evolvendo. Sull’elettrico: in questi mesi il mercato è cambiato molto, si dice che i sammarinesi non possono permetteri tutti Tesla. Ma ci sono molte più possibilità. Lo Stato darà condizioni economiche favorevoli per acquistare questi automezzi. Inoltre, l’introduzione dei veicoli elettrici anche nel parco macchine della Pa, comporterà modifiche del codice della strada e l’avere posti riservati e interventi sulla circolazione nel centro storico.

Comma 25. Progetto di legge di iniziativa popolare “Legge dei semi” (presentato da Francesca Piergiovanni e altri)/ Approvato con 29 voti a favore, 7 contrari e 3 astenuti.

Roger Zavoli, Rf, relatore unico
Uno dei temi più importanti sui quali l’umanità è chiamata ad agire nell’immediato futuro riguarda la perdita della biodiversità agricola e la pericolosa semplificazione delle specie e delle varietà agricole coltivate nei campi. La biodiversità esprime il concetto di “abbondanza” in natura. Maggiore è il numero e la diversità delle specie in natural maggiore è la probabilità che almeno qualche specie sopravviva ad un evento catastrofico. Questo processo di progressiva erosione genetica è iniziato nel xx secolo e determinanti sono le convenzioni e provvedimenti internazionali che tendono a favorire la commerciabilità delle varietà registrate, ossia quelle che rispettano i criteri di novità, distinzione, uniformità stabilità. Questo significa lasciare fuori dal mercato i semi autoctoni e antichi. Ne deriva “una rischiosa uniformità genetica” che espone l’umanità ai pericoli derivanti dalla scomparsa delle varietà di piante portatrici dei geni necessari per l’adattamento ai cambiamenti climatici, all’aumento della popolazione, alla presenza di nuove malattie e insetti. Di fronte a questo scenario, conforta la crescente consapevolezza intorno al valore della biodiversità e delle varietà agricole antiche, testimoniata dalle numerose associazioni che supportano le attività dei piccoli agricoltori e tecniche agricole tradizionali . La biodiversità non è l’unica vittima dell’industrializzazione agricola; si registrano problematiche che affliggono sempre più intensamente i piccoli agricoltori in tutto il mondo; a tal proposito, si possono segnalare le rivolte che i piccoli agricoltoril insieme alle organizzazioni della società civile, stanno portando avanti contro l’applicazione della regolamentazione internazionale sui semi nei propri territori. Un altro aspetto su cui riflettere è rappresentato dal fatto che le leggi sulla tematica dei semi in corso di promulgazione, o già esecutive, in molti Paesi mirano a promuovere i diritti di proprietà intellettuale.

Augusto Michelotti, Segretario di Stato per l’Ambiente e l’Agricoltura
E’ una legge che porta lo Stato a un livello superiore, ci porta ad essere tutori della nostra biodiversità. Non può essere altro che il nostro del governo dia un giudizio positivo della legge. Mi ha colpito nell’articolato che si proibisce di considerare ‘invenzione’ ogni forma di vita, inamissibile quindi labrevettabilità o proprietà di qualcuno. Ciò impedisce alle mutinazionali di dire ‘ è roba mia’ e di metterci un brevetto. La proponente ha fatto un lavoro egregio. Sostenere che i semi che sono ‘vita’ siano una proprietà è eticamente sbagliato. Mi auguro in Aula ci sia un atteggiamento positivo verso la legge.

Sandra Giardi, Rete
E’ riduttivo ringraziare solo il firmatario della legge, dietro queto Pdl c’è il lavoro di tantissime persone, gran parte degli aderenti movimento Rete che hanno portato avanti una iniziativa dandola in mano al comitato scientifico. Questo Pdl ha radici precedenti quindi alla sola stesura della relazione, ci sono stati incontri e tante vicissitudini. Dietro c’è il lavoro di tante persone, cerchiamo di non svilire tutto questo lavoro. In commissione ci sono state modifiche abbastanza sostanziali e su alcune cose movimento Rete non era propriamente d’accordo, ma ci tengo a sottolenare che il progetto nasce dalla collaborazione tantissime, realtà dentro e fuori territorio.

Marina Lazzarini, Ssd
A Pennabilli ogni autuno si tiene la fiera degli antichi frutti d’Italia, appuntamento della biodiversità. Prende spunto dall’orto dei frutti dimenticati di Tonino Guerra. Noi di Ssd siamo contro ogni tipo di monopolio in ogni settore. Le coltivazioni Ogm non sono ammesse in Italia ma, nonostante ciò, alcuni coltivatori in Friuli li stanno usando, ricorrendo alla corte giustizia europea che ha dichiarato illegittimo questo divieto. Bene invece l’obiettivo di avere su tutto il territorio coltivazioni biologiche, Ogm Free, indicato dalle linee direttive del Prg. Ringrazio i proponenti di questo Pdl del quale si parlerà sicuramente anche fuori confine. Ringrazio la banca del seme.

Giancarlo Venturini, Pdcs
Anche per un piccolo Paese come San Marino è importante tutelare la propria biodiversità genetica. E’ importante anche per la capacità di resistenza e adattamento ai cambiamenti climatici, malattie e parassiti. E’ in linea con quanto previsto con l’introduzione del piano ambientale 2009, fatto proprio anche da questa Segreteria. Esprimo un giudizio positivo sul provvedimento. Visto le comunicazioni del dirigente dell’ufficio Marchi e brevetti che evidenziano alcune difficoltà applicative, auspico il problematica trovi una soluzione quanto prima ed esprimo rammarico che la Segreteria non abbia inviato il testo del progetto agli uffici preposti per tempo, si poteva risolvere la problematica prima, in Commissione con emendamenti.

Marica Montemaggi, C10
Non c’è nessuna intenzione di svilire il Pdl. E’ un progetto che va a ridisegnare le nostre politiche agricole legate al territorio e allo stile di vita. La figura dell’agricoltore diventa centrale per la valorizzazione e la conservazione, è una figura portatrice di conoscenza e deve avere ruolo di parte attiva nelle decisioni sull’argomento. C’è poi il divieto di coltivazione di varietà transgeniche. E’ l’occasione non solo di fare una legge per tutelare i nostri semi, ma per migliorare le nostre abitudini di vita e mettere l’alimentazione al centro. A nome di Civico 10 esprimo apprezzamento per il Pdl che mi auguro sia condiviso come in Commissione quando ha ottenuto 12 voti su 12 presenti.

Elena Tonnini, Rete
E’ un progetto che nasce molto prima dal suo avvio all’iter normativo, da un percorso che ha visot collaborazione profiqua tra tecnici sammarinesi, quindi il consiglio direttivo della Banca della vita, e diversi cittadini sammarinesi attravero il progetto di legge. E ha coinvolto enti e associazioni italiane e internazionali importanti come Vandana Shiva, Slow Food, Movimento per la decrescita felice. Ha coinvolto sul campo a San Marino genetisti internazionali come Salvatore Ceccarelli, tutti enti che si sono distinti a livello internazionale a tutela della biodiversità e hanno riconosciuto il potenziale di San Marino affinché ci possa essere una piccola differenziazione. Quindi è nato il progetto di “San Marino terra della biodivesità”, accolto positivamente da Petrini, presidente di Slow Food, e Vandana Shiva .
E’ una legge che stabilisce principi così importanti che poi spetterà ai governi fissare gli obiettivi primari che si intendono raggiungere. I semi sono la base del cibo. In questa legge si parla non solo di semi e alimentazione ma di un nuovo potenziale progetto economico per la nostra Repubblica. Si introduce il divieto degli Ogm e si pone attenzione alla bioagricoltura. Spetta allo Stato ora decidere che parte del bilancio destinato all’agricoltura sia dato principalente a questo tipo di agricoltura. Significa creare un vero progetto economico che va applicato e San Marino può fungere da modello rispetto chi ci guarda da fuori.

Iro Belluzzi, Psd
Non mi sento di demonizzare la ricerca scientifica e la necessità di sfamare un mondo che tra 50 anni avrà 50 miliardi di abitanti. E’ un lusso, dato le dimensioni di San Marino, poter sviluppare il progetto sulla biodiversità. E’ un esempio in cui San Marino può fungere da modello per qualcosa di diverso. Occore riconoscere il ruolo avuto da Rete nel progetto e le potenzialità che il progetto ha per i governi che seguiranno.

Giuseppe Maria Morganti, Ssd
Quando discutiamo in modo scevro, senza tendenze di parte, di argomenti che interessano il futuro della Repubblica, si trova compatezza tra le forze politiche, si individuano i percorsi migliori e, delle volte, si ha anche coraggio. E’ una indicazione per come ci si dovrebbe comportare sempre.
Questa legge difende e valorizza il concetto della biodiversità. L’attenzione che ha generato il Pdl nelle associazioni denota che siamo sulla strada giusta. Il pdl riguarda anche il rapporto tra coltivazioni e tradizioni di un territorio, l’adattamento che c’è nelle specifiche parti del territorio riguarda anche l’uomo. Il rapporto con la tradizione riguarda infatti la salute. Terzo grande elemento nel Pdl è il sostegno agli agricoltori custodi di un bene prezioso e che San Marino deve difendere con caparbietà. Non si tratta di demonizzare la ricerca, ma di far sì che le multinazionali non riducano ad uno i 66 mila semi presenti. Con questoPdl San Marino entra a pieno titolo nel dibattito internazionale e segna un primo importante risultato.

Gian Matteo Zeppa, Rete
Al Pdl hanno contribuito Rete insieme a tanti collaboratori che hanno dato una prospettiva e una visione diversa di tutto l’agroalimentare. Alla base di questo progetto c’è la banca della vita, un nome che vuole differenziare San Marino dall’essere vista come paradiso fiscale. Qui si vuole salvaguardare invece la memoria storica dell’agricoltura. San Marino va vista come ultima frontiera per salvare la biodiversità. Speriamo sia un primo mattoncino. Quando presentammo il progetto, non fu subito capito.

Alessandro Izzo, Ssd
Dopo l’avvento della chimica, tutte le specie divennero equiresistenti agòo insetti dannosi, tutte le specie adatte a tutte le zone del mondo. E così cla himica riempiva i supermercati e inquinava fiumi. Iniziò quindi la rivoluzione verde: la biologia genetica si affiancò alla chimica. (..) Questo Pdl è un gesto di lungieranza perchè introduce l’obbligo di tutelare le risorse fitogenetiche per far sì che siano a disposizioe di tutti e che ogni azienda sia incoraggiata attraverso appositi finanziamneti.

Roberto Ciavatta, Rete
Quando questo Pdl è stato portato in prima lettura nella precedente legislatura. La maggioranza di allora, in modo speciale Ap, ci additava in modo denigratorio di essere quelli della ‘decrescita felice’. Rete decise quando entrà in Consiglio di prendere contatto con una serie di illustri personaggi a livello internazionale, protagonisti nel dibattito sulla tutela della biodiversità. Mi si è aperto un mondo, in particolare sulle realtà note per la loro ricerca di tutela dall’Ue che ha elencato quali sono semi commerciabili, gli altri non lo sono. La Svizzera con ‘Pro Specie Rara’ ha rifiutato lista Ue e fatto una sua lista, basandosi sulle loro peculiarità di Stato sovrano. Da qui parte l’idea con contatti internazionali entusiasti che salgono a San Marino in diverse occasioni, nasce la legge dei semi, vista con scetticismo dal Segretario al territorio di allora, Mularoni, nasce anche la Dondazione Banca della Vita (e Banca centrale non voleva ci chiamassimo banca). Non è stato facile realizzare una fondazione. In questa legislatura si è fortunatamente avuto una accelerata, la legge è arrivata in seconda lettura, anche se già qui si parla di marchi e brevetti, biologico..questa era una scelta politica non tecnica, ovvero decidere se San Marino avesse voluto tirarsi fuori dal ricatto delle liste europee. Certo oggi non è il progetto iniziale che avrebbe avuto un determinato richiamo internazionale. Ovviamente voteremo a favore di questa legge che è comunque un piccolo passo avanti.

Eva Guidi, Ssd
Come si controlla il cibo? Con i semi, patrimonio gestito al mondo da poche multinazionali. Il 90% della proprietà dei semi è detenuto da 10 società. Una volta brevettato, il seme deve per forza essere comprato dai contadini. Nelle parti più affamate del mondo, i contadini sono stati costretti a comprarli e si è generata una resistenza contro la brevettabilità. In India tanti agricoltori – 200 mila dal 2007- si sono persino suicidati. I semi non possono essere proprietà di alcune imprese, non devono essere brevettati perché non sono una invenzione. Non credo che su questo punto ci siano problemi con la normativa sammarinese sui brevetti, analoga a quella europea, perché vieta già la brevettazione di specie animlai e varietà vegetali ottenuti con il metodo biologico. E’ la biotecnologia che fa invenzioni brevettabili.

Stefano Canti, Pdcs
Sulla brevettazione: il dirigente dell’ufficio Marchi e Brevetti esprime preoccupazioni sul divieto espresso all’articolo 13 di brevettabilità semi, perché non in linea con la disciplina e gli indirizzi dell’Unione Europea

Mara Valentini, Rf
Esprimo grande soddisfazione per il risultato della legge che vieta le coltivazioni Ogm e ripristina le coltivazioni autocnone. Questa modalità permetterà di adattarsi maggiormanete alle varietà di fronte ai cambiamenti climatici. Sull’articolo 13 relativo ai brevetti, nel caso emergano incompatibilità con gli indirizzi normativi europei, credo si possa valutare l’abrogazione dell’aritcolo stesso.

Articolo 13. Brevetti e miglioramento genetico convenzionale (articolo bocciato con voto palese su richiesta della maggioranza)

Roberto Ciavatta, Rete
Spero di aver capito male quando ho sentito che si vuole abrogare questo articolo. E’ evidente che si richiede posizione politica e di rivedere sottoscrizione di trattati. Se l’ impostazione è quella di sostenere il progetto originario il punto è proprio questo, la legge del seme ha come sottotitolo ‘nessuna brevettabilità del vivente’. Ci trovemmo in contraddizione con quanto detto fino a ieri, attenzioni che ci guardano da fuori. Non prendiamo in giro nessuno, chiamiamola allora legge del biologico. Mi auguro di aver capito male dalla maggioranza. L’ufficio brevetti ha espresso delle difficoltà. Ma qui si parla di impostazione politica. Si cerca un Paese coraggioso che difenda il principio di non brevettabilità degli esseri viventi attraverso una legge dello Stato.

Elena Tonnini, Rete
Sarebbe difficile tornare indietro sull’articolo centrale e principale dell’intero impianto legislativo, ovvero l’articolo 13 che parla di brevetti. San Marino intende prendere le distanze da chi pensa di poter dire che ha inventato qualcosa di vivente e in particolare nell’agroalimentare. Senza questo articolo la legge non avrebbe più senso di esistere.

Eva Guidi, Ssd
Alla luce delle osservazioni dell’ufficio brevetti e marchi, visto il contrasto con le convenzioni cui San Marino ha aderito, noi proponiamo di non votare l’articolo 13. L’ufficio ci ha fatto notare poi che secondo la legge 79 del 2005 non sono brevettabili invenzioni riguardandi razze animali e varietà vegetali, con questa disposizione quindi nella pratica non sono già brevettabili specie vegetali. Il divieto esiste già. È la biotecnologia che si può evitare di brevettare, ma si tratta di cose residuali, destinate a entrare nel circuito alimentare. Si rischia di andare contro trattati internazionali a procedere in questo senso.

Gian Matteo Zeppa, Rete
Purtroppo, come avevamo capito dagli interventi di maggioranza, non erano consoni a votare l’articolo 13 per presunte contraddizioni con le normative europee. Ma l’articolo 13 è fondante per la legge, parte tutto da lì, se si va ad abrogare questo articolo si parla di altro.

Sds Augusto Michelotti
Effettivamente l’articolo 13 era un principio forte che condividevo, venuto a sapere che la stessa impostazione è prevista all’interno della legge Marchi e Brevetti, è un principio che esiste già, e non essendo emendabile in questa fase, mi sento garantito da quello che dice quella legge. Se l’Aula prenderà una decisione diversa da quella prospettata, non essendo emendabile, potremmo correre il rischio di metterci in conflitto e in competizione con trattati e accordi già presi in Europa. E i trattati firmati non possono essere disattesi.

Marianna Bucci, Rete
Se questa impostazione esiste già in una legge, non capisco perchè non lo si possa ribadire. Quello che chiamate poi conflitto con i trattati Ue per noi è esercizio della sovranità.

Grazia Zafferani, Rete
E’ una legge che doveva unire e consentire lo scambio semi degli agricoltori, sganciandosi dalle direttive europee. O non avete capito il senso di questa legge, che non è filosofia, ma è una scelta politica, o si mantiene la nostra sovranità o si prende un’altra strada, con gli accordi della comunità europea.

Emanuel Gasperoni, Rf
Obiettivo della legge è la tutela degli agricoltori. Si è pensato che l’articolo 13 esprimesse troppa vastità ed è così stato ridotto ambito d’azione alla varietà agroalimentare. Ricordo resta poi l’articolo 6 che vieta ogni tipo di esercizio con Ogm. Era un principio in un campo in cui la brevettazione è già vietata. Credo non sia stato stravolto contenuto di questa legge.

Davide Forcellini, Rete
Qui c’è una maggioranza che chiede di abrogare l’articolo portato in Aula, dopo che ci si è sperticati a dire che è una legge che mette tutti d’accordo, poi alla fine si vuole abrogare ‘articolo principale che ribadisce poi la sovranità del nostro Paese. Vorrei capire come si fa a cambiare parere da un’ora all’altra. Vorrei sapere qual è la ragione politica che guida al sabotaggio di questa legge.

Comma 26, Progetto di legge “Nuovo Testo unico dele Leggi Urbanistiche ed Edilizie”

Eva Guidi, Ssd, relatore di maggioranza
E’ con grande soddisfazione che presento oggi la versione definitiva e approvata dalla Commissione Consiliare Permanente Igiene e Sanità, Previdenza e Sicurezza Sociale, Politiche Sociali, Sport; Territorio, Ambiente e Agricoltura, del progetto di legge Nuovo Testo Unico delle leggi urbanistiche ed edilizie che si propone di riformare il Testo Unico del 1995, la normativa urbanistica ed edilizia di settore emanata dopo tale data, e di raccogliere e coordinare il tutto in un unico documento al fine di produrre un testo completo, semplice e utile. Questo progetto di legge, anche per la vastità e la complessità delle materie che va a disciplinare, ha fatto un lungo percorso dall’iniziale versione del 1995 attualmente in vigore. Conscio della portata dei contenuti regolamentati, nella Legge 87/1995 il legislatore aveva esplicitamente previsto all’art. 215 comma 5 che l’intera normativa sarebbe stata “soggetta a revisione al fine di verificarne i risultati ed i problemi applicativi trascorso un anno dalla sua entrata in vigore”. Di anni da allora ne sono trascorsi 22 e nel frattempo sono comunque state approvate leggi di riforma parziale tra le quali la Legge 107/2007 Istituzione della Commissione per le Politiche Territoriali, la Legge 131/2009 Legge delega per il riordino e l’aggiornamento della normativa in materia ambientale – con relativo Decreto Delegato 44/2012 Codice Ambientale e la sua modifica con il Decreto Delegato 16/2017 – la Legge 5/2011 Legge sulla progettazione strutturale – con inerente Decreto Delegato 181/2015 Norme attuative della Legge 25 gennaio 2011 n. 5 – il Regolamento 1/2009 Regolamento di attuazione ed esecuzione delle norme edilizie e urbanistiche di cui alla legge 19 luglio 1995 n. 87 e il Decreto Legge 4/2015 Attribuzione al Capo del Servizio di Protezione Civile del potere di ordinanza di cui all’art. 42 della legge 19 luglio1995 n. 87. Nell’intento di procedere alla predisposizione di un testo aggiornato, coordinato e maggiormente fruibile per gli utilizzatori e soprattutto per introdurre una normativa con indicazioni chiare, precise e non interpretabili, con delibera del Congresso di Stato, è stato costituito un gruppo di lavoro avrebbe dovuto procedere alla stesura progetto riforma. Il nuovo Unico, inoltre, va a colmare lacune poco compatibili sia con norme europee in materia di trasparenza di processi amministrativi (GRECO), sia con la tutela dei diritti in alcune procedure edilizie. Dopo la pri,a lettura in Consiglio avvenuta lo scorso 15 maggio, la Commissione consiliare IV ha approvato il testo che ci si accinge a votare oggi. Nelle sue circa 60 ore di lavoro, si è affrontato in modo dettagliato tutti i contenuti dell’articolato. Con circa 180 emendamenti, i consiglieri di minoranza hanno contribuito a fare proposte e a chiedere chiarimenti. Rispetto al testo depositato in prima lettura la modifica più evidente è rappresentata dallo stralcio del capo V dedicato alla sanatoria edilizia che, per esigenze operative, è stato inserito nella legge di assestamento di bilancio. (…) In conclusione di relazione ,vorrei ringraziare nuovamente il Segretario di Stato per il Territorio Augusto Michelotti, il suo staff, il personale degli Uffici Pubblici, il Presidente e tutti i membri della Commissione Permanente IV, ognuno nel proprio ambito, per il lavoro profuso nella predisposizione di questo importante strumento che è il nuovo Testo Unico delle leggi urbanistiche ed edilizie e invito tutti i membri del Consiglio Grande e Generale ad esprimere il proprio voto positivo.

Stefano Canti, Pdcs, relatore di minoranza.
Il Progetto di Legge “Testo Unico delle Leggi Urbanistiche ed Edilizie” è stato esaminato dalla competente Commissione Consiliare Permanente Igiene e Sanità, Previdenza e Sicurezza Sociale, Politiche Sociali, Sport, Territorio, Ambiente e Agricoltura nelle sessioni del 26-27-28-29-30 giugno e del 28- 29 agosto u.s..
Come si evince dal numero delle giornate della convocazione della Commissione Consigliare competente, l’esame del progetto di Legge è stato piuttosto lungo – poiché nonostante i confronti preventivi effettuati presso la Segreteria di Stato per il Territorio – il Governo per tramite del Segretario di Stato con delega al Territorio, Augusto Michelotti, ha portato all’attenzione dei Commissari ben 150 emendamenti ad un testo di Legge composto complessivamente da 170 articoli. Emendamenti che l’arco delle varie giornate di lavoro sono ulteriormente aumentati. Anche i Partiti di Minoranza hanno presentato tantissimi emendamenti, infatti il Partito Democratico Cristiano Sammarinese ne ha presentati 130, il Movimento Civico Rete ne ha presentati 30, mentre il Partito dei Socialisti e Democratici ed il Partito dei Socialisti hanno scelto di non presentare emendamenti e di partecipare al dibattito in maniera attiva. In avvio dei lavori, in buona sostanza, la Minoranza si è trovata di fronte ad un nuovo testo presentato dal Segretario Michelotti, su cui lo stesso Segretario, non ha effettuato un confronto preventivo con le forze politiche di opposizione e ciò, conferma quanto sostenuto da tempo dai Partiti di Minoranza, circa il fatto che il progetto di legge riguardante la revisione del Testo Unico andasse ulteriormente approfondito con gli Ordini e Albi professionali al fine trovare la massima condivisione su una tematica dal punto di vista tecnico e di difficile comprensione per i non addetti ai lavori.

Effettuata questa breve premessa, in apertura dei lavori, il Segretario di Stato per il Territorio ed Ambiente, Augusto Michelotti, ha saltato la fase introduttiva iniziale perché a suo avviso è già stata ampiamente dibattuta in occasione dell’adozione in prima lettura del progetto di Legge lo scorso mese di Maggio u.s. in Consiglio Grande e Generale e per velocizzare le tempistiche dei lavori non ha ritenuto illustrare nel dettaglio gli emendamenti presentati dal Governo procedendo ad una analisi degli stessi durante i singoli articoli.

I Consiglieri di Minoranza hanno in via preliminare effettuato interventi di carattere politico, giudicando in questa fase prematuro procedere con l’esame del nuovo Testo Unico delle Leggi Urbanistiche ed Edilizie poiché l’incarico conferito all’Arch. Stefano Boeri, alla luce di quanto annunciato dal Segretario di Stato Michelotti in occasione dell’ultima seduta del Consiglio Grande e Generale risulta essere in stato avanzato infatti, la fase 2 (schema preliminare del nuovo piano e visione strategica) risulta essere conclusa lo scorso 30 Giugno. Il Piano Regolatore Generale attuale prevedeva una durata di 10 anni invece si è protratto per lungo tempo. La Minoranza ritiene che in mancanza di una modifica allo strumento di Pianificazione Generale del territorio, il nuovo Testo Unico risulterà già vecchio perché, per usare una metafora, sarà come “introdurre un manuale delle istruzioni ad una macchina non ancora inventata” oppure come “mettere un vestito nuovo ad un morto”. La Minoranza per non rischiare sovrapposizioni normative o per evitare ulteriori modifiche aggiuntive in sede di approvazione del nuovo strumento di Pianificazione Generale del Territorio ha ritenuto inopportuno procedere con l’esame del progetto di legge in oggetto. E’ stato ribadito infatti che in questa fase – con il nuovo Piano Regolatore Generale in addivenire e con un’attività edilizia ridotta ai minimi storici per il nostro Paese – era tutto sommato più ragionevole procedere con un metodo differente, o meglio, con un regolamento edilizio che potesse riportare la giusta interpretazione di alcuni articoli dell’attuale Testo Unico senza dall’altra parte procedere con l’approvazione di un nuovo testo normativa, ed inserendo la sanatoria straordinaria all’interno della Legge di Assestamento di Bilancio. Nonostante ciò, la Minoranza ha rilevato come il nuovo testo normativa non includa alcuna modifica all’attuale composizione della Commissione per le Politiche Territoriali o meglio, come con l’approvazione del nuovo Testo Unico non è stata elininata la discrezionalità della politica dalla CPT. Infatti, dalla sua istituzione la Commissione Urbanistica è stata modificata con la Legge n.107/2007 (dal Governo composto dai Partiti di Sinistra) al fine di dare maggiore informazioni e trasparenza agli atti che la stessa provvede ad approvare, ma nella sua composizione è rimasta invariata. Dal Segretario Michelotti, in virtù del suo passato in qualità di Presidente dell’Associazione Micologica Sammarinese ci si aspettava un intervento più drastico ed incisivo in questa direzione anche alla luce delle battaglie che in passato ha portato avanti in prima persona riguardo agli interventi di notevole rilevanza, primo su tutti per citare un esempio, l’ampliamento del Cimitero di Montalbo. In definitiva, la Minoranza ha considerato questo mancato intervento sulla composizione della Commissione per le Politiche Territoriali e nel particolare sulla eliminazione della discrezionalità della politica sulla stessa CPT come una occasione persa. Sulla sanatoria straordinaria la Minoranza rileva come sia necessaria da una parte e come sia stata istituita dall’altra parte. La Minoranza si dichiara contraria ad una sanatoria straordinaria come impostata perché ritiene che sia fatta per fare “cassa”. La sanatoria straordinaria dovrà segnare un punto O per poi ripartire con un sistema di accertamento degli abusi e con un sistema sanzionatorio rinnovato che possa disincentivare gli abusi stessi. Infine la Minoranza vista la complessità tecnica del progetto di Legge in oggetto ed al fine di migliorare la qualità del dibattito durante l’esame dei vari articoli, propone al Presidente della Commissione, che ogni gruppo politico rappresentato in Commissione possa essere assistito da un tecnico del settore. (…) Al termine delle dichiarazioni di voto, il Progetto di Legge “Testo Unico delle Leggi Urbanistiche ed Edilizie” è stato approvato dalla Maggioranza con 9 voti favorevoli, 4 contrari ed l astenuto

 

26 ottobre 2017
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