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Kenya. Parla Suzanne, la candidata più giovane: “Il nemico è la corruzione”

ROMA – “Entrambi i partiti più importanti del Kenya – sia di governo che all’opposizione – hanno assunto posizioni molto dure e sinceramente non so cosa aspettarmi, ma so che questo atteggiamento non fa bene a nessuno. Peraltro il vero problema del Kenya resta la corruzione”. Ne parla con l’agenzia DIRE Suzanne Lengewa Silantoi, la più giovane ex candidata indipendente alle elezioni dell’8 agosto scorso, oggi coordinatrice della sezione Giovani e sviluppo presso un centro studi di Nairobi.

L’occasione dell’intervista è il nuovo voto che si terrà oggi in Kenya, dopo che la Corte suprema ha annullato l’esito di agosto che aveva riconsegnato la vittoria al presidente Uhuru Kenyatta. Ma la tensione nel Paese resta alta perché l’opposizione non ha ritenuto sufficiente il solo annullamento: ha chiesto, senza ottenerla, la sostituzione dei funzionari della Commissione, ritenuti responsabili dei “brogli”.

“Sono stata soddisfatta di quel verdetto – commenta Suzanne – perché ha creato un primo, importante precedente nel Paese. La Corte ha stabilito che la legge non è stata rispettata alla lettera dalla Commissione elettorale, cosa che questa volta mi auguro faccia”.

Sempre convinta inoltre che il vero nemico del Paese resti la corruzione: “Gli attuali leader non sono affidabili. Non possiamo continuare a consentirgli di gestire le nostre risorse. Per questo mi sono candidata al Senato, perché il suo compito è proprio quello di vegliare sul lavoro degli amministratori, per il bene della gente. Se il Paese riottenesse la piena gestione delle sue risorse, elimineremmo il 70 per cento della corruzione“.

In Kenya, uno tra i Paesi più dinamici dell’Africa, con quasi 50 milioni di persone di cui l’80 per cento under 35, le elezioni di agosto sono state un banco di prova importante per i giovani, che si sono candidati numerosi. Suzanne, una laurea in Musica alla Kenyatta University di Nairobi, è stata la candidata più giovane in assoluto: a soli 23 anni ha cercato di convincere gli elettori di essere pronta per occupare un seggio al Senato. Senza però riuscirci.

E’ ironico che la gente si lamenti dei giovani esclusi dalla politica. Quando mi sono candidata io – racconta Suzanne – mi hanno criticato tantissimo, anche i ragazzi stessi. Le persone mi chiedevano perché prima di entrare in politica non mi fossi sposata o non avessi pensato alla carriera”.

Nonostante tutto, per Suzanne l’esperienza è stata positiva: “Mi sono accorta che su sei persone, cinque mi criticavano ma una mi incoraggiava sempre”. L’impegno della ex candidata è stato però duplice: da un lato dare voce ai giovani, dall’altro perseguire l’affermazione delle donne in politica: “la parità di genere è un punto importante in Africa in tutti gli ambiti della società, e chiaramente acquista maggior peso nelle stanze dei bottoni. So però di molte candidate che hanno denunciato molestie, aggressioni e persino stupri durante la campagna elettorale e di questo tema bisognerebbe parlare di più. A me fortunatamente non è capitato, ho subito solo commenti sessisti e molte paternali”.

di Alessandra Fabbretti, giornalista

26 ottobre 2017
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