AREA ABBONATI - Accedi ai notiziari

DIRE welfare

Scuola, impegno Snals Confsal per la nuova stagione contrattuale

ROMA – Parte con la rassicurante dichiarazione del sottosegretario del MIUR, Vito De Filippo il convegno dello Snals-Confsal che apre oggi i lavori del Consiglio nazionale a Tivoli: “Stiamo lavorando, in primis il ministro Fedeli, per convincere il Governo e il Ministero dell’economia a mettere in bilancio le risorse per il nuovo contratto, dando per acquisiti gli 85 euro. Parlo di un minimo di 1,6 mld. Il nostro obiettivo è che in questa legislatura vengano definite sia la parte economica sia quella normativa del contratto”.

Parole accolte con attenzione dalla platea e dal segretario generale dello Snals Confsal Elvira Serafini che criticando alcuni aspetti della L. 107 aveva dichiarato: “Le innovazioni e i nuovi impegni per il personale sono stati introdotti senza nuova contrattazione, con retribuzioni ferme da 10 anni, e senza creare adeguate condizioni strutturali organizzative. Sono mancati rispetto ed equità”.


“Aumento delle retribuzioni sia dignitoso”

Nel suo intervento, il segretario ha evidenziato alcuni passaggi rilevanti delle linee programmatiche della Piattaforma contrattuale dello Snals. Tra questi, quello relativo alla parte economica. Lo Snals, ha infatti detto Serafini”intende chiedere un aumento dignitoso delle retribuzioni. Non è accettabile la ventilata proposta degli 85 euro, soprattutto in considerazione della lunga ‘vacanza’ contrattuale. Ci batteremo per la salvaguardia degli scatti di anzianità, che costituiscono oggi l’unica forma di avanzamento retributivo, ma vanno certamente reperite risorse per il recupero del potere d’acquisto e per l’allineamento delle retribuzioni a quelle della media Ue”.

“No ad attuale sistema di valutazione”

Lo Snals, ha detto Serafini, “non accetta l’attuale sistema di valutazione“. Questo, continua, “non vuol significare mantenersi su una logica autoreferenziale, ma il doveroso rispetto per l’estrema delicatezza e complessità della funzione docente che, in un certo senso, si estende anche ai dirigenti scolastici”. La valutazione “come ora è impostata- continua il segretario- non può essere accettata in quanto lede la libertà della funzione docente, poiché la espone a forme di pressione diretta e indiretta e perciò reca estremi di incostituzionalità“.

“Rivisitare chiamata diretta docenti”

La chiamata diretta dei docenti “va rivisitata”. Il segretario Snals ha ricordato che “grazie ai nostri pressanti interventi è stata in parte modificata”. Questa chiamata “era illegittimamente demandata alla discrezionalità del dirigente scolastico. Al contrario, vanno definiti criteri per chiamare i docenti, criteri che devono essere oggetto di delibera motivata degli organi collegiali ed esaminati, per quanto di competenza, da un tavolo sindacale”. Così, solo in questo modo, sostiene Serafini, “può esservi una partecipazione oggettiva e soprattutto trasparente, nell’interesse delle istituzioni scolastiche e della società”. Per il segretario “i dirigenti scolastici devono sapere cosa si richiede loro e quali sono le loro responsabilità”.

“Riordinare carriera personale Ata”

“Va riordinata chiaramente la carriera degli Educatori e del personale Ata– ha ribadito Serafini- ridefinendone con chiarezza le mansioni”. A proposito dei dirigenti scolastici, “occorre certezza nell’indizione delle tornate concorsuali”, questo per “evitare le ormai insostenibili assegnazioni di reggenze, peraltro retribuite in modo indecoroso, come anche per i concorsi a cattedre e per gli Ata e Dsga”.

“Non disattendere  le aspettative del personale”

“Non è più possibile disattendere le aspettative del personale”, ha dichiarato Elvira Serafini, a proposito del nuovo contratto. “Lo Snals è pronto a compiere il suo dovere con impegno, sia sulla parte normativa che economica del nuovo contratto, perché non è più possibile disattendere le aspettative del personale e perché è consapevole che la difesa del personale del comparto istruzione e ricerca è la difesa del futuro del nostro paese”. Per il segretario “una società che non investe in istruzione e ricerca nega ai giovani ogni futuro e rischia di renderli oggetto solo di logiche del mercato, di breve periodo, senza reale sviluppo e senza vere opportunità occupazionali”.

26 settembre 2017

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»

DIRE
facebooktwitteryoutubelinkedIn instagram

DIRE.it – Documenti Informazione REsoconti dal 1988