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Cooperazione, migranti e non solo: “Sviluppo sostenibile diventi il nuovo paradigma”


COOPERAZIONE. MAXWELL (ODI): BREXIT NON CONTA, AVANTI CON EUROPA

“Senza coordinamento i costi lievitano e l’efficacia degli interventi di cooperazione diminuisce; per questo, anche con la Brexit, tenendo fede agli impegni sullo 0,7 per cento del Pil, Londra continuerà a lavorare con i partner dell’Ue”: a parlare con la DIRE è Simon Maxwell, ex direttore e ora “senior research associate” dell’Overseas Development Institute (Odi).

L’occasione dell’intervista è il meeting annuale, in corso a a Roma, dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics). “L’istituzione nel 2016 di questo organismo – sottolinea Maxwell – dice al mondo che il vostro Paese vuole essere parte della missione internazionale per contrastare la povertà, raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdgs) e affrontare le sfide rappresentate dai cambiamenti climatici e dalla globalizzazione”.

Il meeting di Roma consente di fare il punto sull’applicazione della legge 125 sulla cooperazione italiana e di definire al meglio le prospettive di un impegno che deve necessariamente essere coordinato in uno spazio europeo e globale.

“Molti nel Regno Unito sono delusi dall’esito del referendum per la Brexit” spiega Maxwell riguardo il rischio di arretramenti isolazionistici. “Di certo, però, il governo di Londra sottolinea il proprio impegno per un Regno Unito globale che mantenga le sue responsabilità e colga le opportunità del commercio e della cooperazione internazionale”.

Un impegno, questo, garantito anche da strumenti normativi ad hoc. “In Gran Bretagna abbiamo approvato una legge che impone che i fondi per la cooperazione internazionale siano equivalenti ad almeno lo 0,7 per cento del Prodotto interno lordo (Pil), nel rispetto della soglia minima fissata dall’Onu” sottolinea l’esperto; “E se il governo non mantiene le promesse finisce nei guai”.

Secondo Maxwell, inoltre, anche con e dopo la Brexit continuerà la condivisione delle strategie e il mutuo sostegno con le altre agenzie nazionali per la cooperazione. Più che un’opzione è una necessità, sembra di capire: “Se i Paesi operano da soli e fanno un po’ una cosa e un po’ un’altra, un po’ di agricoltura e un po’ di scuola, senza coordinamento, i costi lievitano e l’efficacia degli interventi diminuisce”.



COOPERAZIONE. GIOVANNINI (ASVIS): TUTTI A SCUOLA DI SVILUPPO

“Dobbiamo assicurarci che la generazione che stiamo formando sia pronta a prendere lo sviluppo sostenibile come il paradigma” spiega alla DIRE Enrico Giovannini, ex ministro del Lavoro e presidente dell’Istat, ora portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis).

L’occasione dell’intervista è il secondo meeting annuale dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics). Sede ideale, a Roma, per discutere di responsabilità dello Stato per un futuro migliore. “Con il ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca Valeria Fedeli stiamo sviluppando un’operazione in 20 punti per arrivare a tutte le scuole e a tutti i docenti” sottolinea Giovannini: “Dobbiamo fare un salto culturale”.

Forte di una rete di 175 organizzazioni, dai sindacati alle ong, Asvis sta puntando anche a un’iniziativa parallela. “Abbiamo creato una rete di università e da quest’anno in alcuni atenei saranno offerte lezioni zero agli studenti di tutte le discipline” annuncia Giovannini. Convinto che sia necessario far capire che, al di là di stereotipi e falsificazioni, “anche architettura, medicina o economia hanno a che fare con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”.

Per immaginare un mondo che accolga tutti, insomma, è indispensabile cominciare a investire subito. “Non possiamo aspettare che i bambini di sei anni crescano” riprende Giovannini. “Bisogna far sì che i nuovi manager, i dirigenti della pubblica amministrazione e gli operatori della scienza siano pronti a fare questo salto sin da subito”.
Un aiuto potrebbero darlo anche i corsi di e-learning messi a punto da Asvis. “Si tratta di 20 pillole di cooperazione per tre ore in tutto” spiega Giovannini: “Sarebbe bello tradurli e offrirli in giro per il mondo, come contributo per la cooperazione internazionale che arrivi a tanti milioni di giovani che sono in cerca di un futuro migliore”.


FRIGENTI (AICS): NON SOLO MIGRANTI, È QUESTA LA CHIAVE

Anche per l’opinione pubblica la cooperazione ha assunto un ruolo centrale come fattore in grado di contribuire a risolvere le questioni del nostro tempo, a partire dai flussi migratori: lo ha sottolineato oggi Laura Frigenti, direttore dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), aprendo a Roma il meeting annuale dell’organismo.

“E’ stato un anno intenso per il ruolo preminente che la cooperazione ha assunto nell’opinione pubblica per capire come si può contribuire a risolvere una serie di grandi temi come flussi migratori” ha detto Frigenti.

“Bisogna – ha continuato il direttore di Aics – cercare di uscire da una dimensione quotidiana di lavoro interno e usare questa prima giornata dell’incontro per avere il senso di ciò che succede nel mondo anche grazie alla prospettiva di osservatori e di studiosi che ci portano pensieri e idee diverse”.

Secondo Frigenti, “usare questi input può essere importante per cercare di capire come ricalibrare il lavoro ed essere più efficaci”.


MAESTRIPIERI (MIN. ESTERI): L’AGENZIA È ‘ON TRACK’

“A due anni dalla riforma siamo ‘on track’ e adesso con il concorso e nuove assunzioni ci sarà un’iniezione di linfa nuova”: così oggi Luca Maestripieri, dirigente del ministero degli Esteri intervenuto oggi a Roma al meeting dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) nata nel gennaio 2016.

“A due anni dalla riforma della legge 125 che l’ha istituita l’Agenzia ha fatto cose nuove, siamo on track e questo ci deve rendere soddisfatti per il lavoro svolto” ha detto Maestripieri, vice-direttore alla Farnesina della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo (Dgcs). Secondo il responsabile, bisogna avere “consapevolezza dei problemi e delle incomprensioni” rendendosi però conto che questi sono inevitabili per via della difficoltà del passaggio.

“Questo non ci deve far dimenticare che l’impegno e l’obiettivo principale sono stati conseguiti” ha sottolineato Maestripieri. “Sono certo che si arriverà al concorso con l’assunzione di 60 giovani funzionari per l’Agenzia e che questo determinerà una svolta in ciò che l’Aics riuscirà a produrre nei prossimi anni”. Secondo il dirigente, “sarà un processo da verificare nel medio periodo ma ci sarà senz’altro un’iniezione di linfa nuova che renderà più produttivo l’albero della cooperazione italiana”.

 

26 settembre 2017

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