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Valle dei Templi, arrivano le ruspe contro l’abusivismo. Il giro d’affari in Italia tocca i 18 miliardi

valle dei templi abusivismoSono partite ieri -dopo 17 anni di attesa- le ruspe che nella Valle dei Templi, ad Agrigento, abbatteranno 650 costruzioni abusive. Grande la soddisfazione di Legambiente, che tra gli anni 80′ e ’90 si era battuta per ottenere proprio questo “processo importante che restituisce legalità e rispetto dell’ambiente ad un sito che tra l’altro è patrimonio dell’umanità” ha dichiarato Mimmo Fontana, presidente Legambiente Sicilia.

Il fenomeno è in effetti preoccupante: il Cresme, nel solo 2011, ha censito 258mila costruzioni abusive, per un giro d’affari illegale che Legambiente ha stimato aggirarsi intorno ai 18 miliardi di euro. Ma l’abusivismo oltre a sfregiare il paesaggio, incoraggia la filiera del cemento illegale, composta di cave, impianti di calcestruzzo e imprese edili. I reati nel settore del cemento nel 2014, secondo l’ultimo rapporto Ecomafia di Legambiente, sono stati 5.750, ossia il 4,3% in più. Nonostante negli ultimi anni siano aumentate le demolizioni e si sia formata una nuova sensibilità culturale contro l’abusivismo, nel 2014 il Cresma ha contato 18mila costruzioni fuori legge, pari al 16% del nuovo costruito.

Oltre ad alimentare l’illegalità, il mattone selvaggio favorisce anche il consumo di suolo, che è un altro processo estremamente dannoso per la salute del territorio.

Un danno quindi al patrimonio naturale, artistico e alla legalità del nostro Paese, le cui responsabilità Legambiente individua “nell’inerzia delle istituzioni preposte a contrastarlo, ai troppi comuni inadempienti, agli interessi della criminalità organizzata e a una carente programmazione urbanistica” e ricorda i condoni edilizi del 1985, del 1994 e del 2003.

Pertanto per il presidente Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, serve un intervento più incisivo da parte delle Procure della Repubblica, “e una legge ad hoc che faciliti il meccanismo di demolizioni con procedure più veloci e pene più severe, con tempi e risorse certe per i comuni, accompagnata da una strategia politica a lungo termine più incisiva contro l’abusivismo edilizio”.

Di Redazione

26 agosto 2015

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