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Salerno. Opere incompiute, 4 processi bloccano Crescent. Ma la casa lì costa quanto Parigi


NAPOLI – Quasi 10mila euro al metro quadro per una residenza di lusso che dà su un panorama mozzafiato. Sono i prezzi che il mercato richiede per l’acquisto di un’abitazione nel centro di Parigi o di una casa vacanze a Courmayeur, sul Monte Bianco. Ma anche a Salerno, nello splendido quartiere che dovrebbe nascere vicino alla spiaggia incontaminata di Santa Teresa. La cifra non ha spaventato un centinaio di acquirenti che già da tempo si sono accaparrati uno degli appartamenti più belli della zona. Ma in un’opera ancora incompiuta.

Crescent vuol dire “Mezzaluna” e in architettura indica proprio la forma a semicerchio di una serie di unità abitative in un unico complesso. A Salerno, all’architetto catalano Ricardo Bofil fu commissionato di progettare la mezzaluna e una piazza proprio a ridosso del mare. Nel settembre del 2009 l’allora sindaco Vincenzo De Luca annunciò l’avvio ai lavori di piazza della Libertà: 600 giorni per completare l’opera con una spesa complessiva di 29 milioni di euro.

E’ il maggio del 2011 quando De Luca, dopo averne svelato il rendering, taglia il nastro del cantiere del Crescent. Anche qui, la promessa del rispetto di un cronoprogramma da record in accordo con i due privati proprietari dei diritti edificatori della Mezzaluna, l’Ati Crescent Srl e la società Sist. Intanto, i 120 appartamenti della struttura, i box auto, i 30 locali commerciali e una cinquantina di uffici venivano messi in vendita a prezzi record.

A ben vedere, il plastico di Crescent e piazza della Libertà realizzato da Bofil ha avuto successo al punto da diventare un’attrazione per i turisti. Sta facendo il giro del Paese e sarà presento in esposizione al Maxxi di Roma. Ma l’opera dov’è finita? Piazza e Mezzaluna nel 2017 sono ancora un cantiere a cielo aperto e la loro costruzione è diventata un calvario. Il conto più salato lo sta pagando proprio De Luca che oggi, da governatore della Campania, si trova coinvolto in due processi. Un altro procedimento riguarda da vicino suo figlio Piero, accusato di bancarotta fraudolenta in un’inchiesta sul fallimento di una società immobiliare. Per l’accusa, la ditta sarebbe nata per vendere gli appartamenti che dovevano sorgere nell’ex Pastificio Amato, poi diventate le residenza di lusso del Crescent.

In totale, sono 4 i processi legati con un filo diretto alla costruzione delle due grandi opere e un nuovo esposto su cui si sono accesi i riflettori della procura rischia di complicare ancora le procedure.


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Gli ambientalisti di No Crescent hanno denunciato la presenza sotto al centro storico di Salerno del torrente Fusandola, la cui alluvione nel 1954 causò oltre 100 morti. Il corso del fiume è stato deviato per permettere la costruzione della piazza con il rischio che possano esserci problemi per la salvaguardia della sicurezza. E il cantiere della piazza fu già posto sotto sequestro dopo il cedimento di un solaio: per i nove imputanti nell’inchiesta sui crolli, i Pm salernitani hanno chiesto una condanna a 6 mesi di reclusione.

I procedimenti giudiziari avevano fatto scattare i sigilli anche per il Crescent. Il cantiere della Mezzaluna edificata dai privati è stato dissequestrato lo scorso anno dopo l’accettazione da parte della Crescent srl a pagare gli ulteriori oneri per la costruzione del nuovo slargo: 6 milioni di euro, come stimato dal Comune di Salerno. Era stata la procura a rendere noto che la costruzione della parte monumentale della piazza doveva essere pagata dai privati e non dal pubblico, come poi avvenuto. La Società acconsentì al pagamento, salvo poi presentare un ricorso alla giustizia amministrativa che ha ribaltato tutto.

Non parliamo di opere incompiute ma di cantieri bloccati dai ricorsi, ne sono stati presentati oltre 30″, fanno sapere alla Dire dal Comune di Salerno. Con il dissequestro di tutte le aree, sono ripresi i lavori sia alla Mezzaluna che alla piazza di Bofil. “Non possiamo dare indicazioni precise – spiegano – ma, a pieno regime, i lavori del Crescent potrebbero terminare già quest’anno. Il completamento della piazza entro il 2018”. Salvo nuovi ricorsi.

La maestosa opera di riqualificazione di Santa Teresa non è l’unica che l’allora sindaco De Luca ha commissionato a un’archistar di fama internazionale. Anche David Chipperfield, Zaha Hadid, Oriol Bohigas, Santiago Calatrava, Dominique Perrault e Jean Nouvel hanno messo la propria firma sui progetti finanziati con 200 milioni di euro negli ultimi vent’anni dall’amministrazione. Ma molte opere non sono mai entrate in funzione.

Sono già 10 gli anni di ritardo sulla tabella di marcia accumulati per l’apertura della Cittadella giudiziaria, il nuovo tribunale di Salerno. Il progetto del britannico Chipperfield risale al 1999, fine lavori prevista nel 2007. A bloccare tutto il fallimento dell’Ati appaltatrice mentre i costi iniziarono a lievitare. “Entro la fine dell’anno, o comunque tra dodici mesi, la Cittadella funzionerà a pieno regime”, assicurano dal Comune.

E’ un buco nero, invece, il Sea Park che doveva sorgere nell’area industriale di Salerno – costato a De Luca un processo e un’assoluzione – così come lo Zenith del francese Perrault: una futuristica struttura polifunzionale collegata a una funicolare. Un progetto del 2009 in attesa di investimenti privati. Dell’opera resta solo il rendering. Dictum factum.

di Nadia Cozzolino, giornalista

26 luglio 2017

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