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Migranti, Corte Ue: “Rispettare Dublino, paese d’arrivo è competente per richieste d’asilo”


ROMA – “Gli accordi di Dublino valgono anche in situazione di crisi“. Tradotto, nonostante i flussi migratori eccezionali, lo stato competente per l’analisi della richiesta di asilo resta quello in cui i migranti entrano nell’area Schenghen e non la loro destinazione finale. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia Europea, respingendo il ricorso promosso da un giudice sloveno ed un giudice austriaco e ribadendo la validità del discusso Regolamento di Dublino.

La richiesta dei giudici ricorrenti era quella di riconoscere come competente all’esame della richiesta d’asilo, data l’eccezionalità della crisi in atto, lo stato in cui la domanda viene presentata (in questo caso, la Slovenia) e non quello di accesso (la Croazia). Rigettando il ricorso, la corte ha ribadito il ruolo dei paesi ‘di frontiera’, tra i quali anche l’Italia, nell’identificare i richiedenti asilo e nell’esaminare le loro domande.

Il caso riguardava un cittadino siriano e due famiglie afghane che nel 2016 avevano varcato senza visto la frontiera fra Croazia e Serbia. Il trasporto era stato organizzato dalle autorità croate perché i migranti presentassero la richiesta di asilo in altri Paesi dell’Ue. Il cittadino siriano aveva poi presentato la richiesta in Slovenia, mentre le famiglie afghane in Austria.

di Michele Bollino

26 luglio 2017

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