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Arriva la guida all’ex Salerno-Reggio Calabria, tutto il bello e il buono del Sud

ROMA – Un vademecum fatto di 34 itinerari alla scoperta del bello e del buono che c’è tra Salerno e Reggio Calabria, lungo i 432 chilometri della nuova A2. E’ dedicata all’Autostrada del Mediterraneo la nuova guida per viaggiare con gusto messa a punto da Repubblica, in edicola da mercoledì prossimo a 1,90 euro. Un viaggio attraverso i tesori culturali, turistici ed enogastronomici di Campania, Basilicata e Calabria, con partenza dalle uscite autostradali di Fisciano e Baronissi, alla scoperta delle bellezze naturali del Parco dei Monti Picentini. Da lì si arriva a Salerno, il primo degli itinerari cittadini, e poi Ravello, Amalfi, Positano, Nerano, Maiori, Sorrento e Vico Equense, i loro scorci, i dettagli e le curiosità, senza dimenticare la mozzarella di bufala di Battipaglia. Immancabili i sassi di Matera, il Cilento fino a Maratea, il Pollino e l’alternarsi di scenari montani e spiagge dorate della Calabria. “Abbiamo risposto alle migliaia di richieste arrivate da tutta Italia– ha raccontato Giuseppe Cerasa, direttore Guide di Repubblica, che ha presentato la Guida alla Biblioteca casanatense-. La ex Salerno-Reggio Calabria è stata completata, adesso è a tre corsie e ha cambiato nome, diventando Autostrada del Mediterraneo. E allora perchè non offrire un’occasione di viaggio e di scoperta delle bellezze del Sud, che rappresenta una grande occasione di cultura”.

La Guida racconta i monumenti, le aree di pregio e le prelibatezze enogastronomiche dei territori, ma non mancano le chicche per dormire nel posto giusto e comprare i prodotti tipici migliori. Il tutto finirà anche su un sito dedicato (www.autostradedelmediterraneo.it) e in un’app per consultare l’elenco dei luoghi di interesse, oltre a essere segnalato da una cartellonistica ad hoc. Così, la ex Salerno-Reggio Calabria abbandona “la mitologia che al Sud non si può fare nulla. Con l’Autostrada del Mediterraneo abbiamo voluto dare un segnale diverso”, ha aggiunto il presidente Anas, Gianni Vittorio Armani. “Questa Guida è il tassello di una strategia completamente diversa sulle infrastrutture che diventano funzionali ai territori che attraversano- ha detto ancora Armani-. Devono essere tenute con cura e devono puntare alla tecnologia, perché questo migliora la sicurezza e dà a quei territori un’opportunità di scoperta e rilancio economico. Lo Stato c’è, mantiene ed è presente”. Ideato in collaborazione con le Regioni coinvolte, il vademecum “è importante perché aiuta a far conoscere la ricchezza del nostro territorio- ha detto il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio-. L’Autostrada non deve essere solo una infrastruttura di attraversamento, ma un’opportunità per il Sud facendone emergere le potenzialità. Troppo spesso chi ha viaggiato sulla vecchia A3 ha dovuto fare i conti con rallentamenti e disagi– ha aggiunto- adesso lo sforzo di trasformazione deve essere sostenuto con forza e tutti gli attori coinvolti sono costantemente impegnati”.

Una strategia, quella a cui aderisce la Guida di Repubblica, in linea con gli obiettivi del nuovo Piano strategico per il Tursimo, realizzato attraverso un percorso condiviso e appena approvato. “In quel Piano c’è il tema di come governare in modo intelligente la crescita impetuosa del turismo“, ha ricordato infine il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, per il quale “l’Italia è un contenitore fragile e non si può immaginare che ogni luogo possa accogliere indiscriminatamente un turismo di ogni tipo e quantità. È necessario puntare sulla sostenibilità e sull’eccellenza, per valorizzare l’Italia come museo diffuso”. Franceschini ha poi ribadito che “stiamo ragionando su come regolamentare gli accessi in alcuni luoghi del Paese come piazza San Marco o Ponte Vecchio, per non parlare di Roma. Ma se alcuni luoghi hanno questo problema, altri, magari vicini e altrettanto belli, non attraggono”. In questo quadro, “il progetto di valorizzazione dell’Autostrada del Mediterraneo è molto intelligente, perché può essere distributore di conoscenza e scoperta”.

di Nicoletta Di Placido, giornalista professionista

26 giugno 2017

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