I cittadini britannici sopraffatti dal rimorso, è il momento del 'Bregret' - DIRE.it

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I cittadini britannici sopraffatti dal rimorso, è il momento del ‘Bregret’

brexitROMA  – Come recita il proverbio, ‘non si piange sul latte versato’. Non lo hanno capito pero’ le decine di cittadini britannici che, ‘pentiti’ per aver votato per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, ieri hanno telefonato agli uffici elettorali per chiedere se fosse possibile cambiare il proprio voto. Lo riporta il quotidiano ‘Indipendent’.

Gli ex euroscettici avrebbero spiegato di aver “commesso un errore”: la loro intenzione era di esprimere “un voto di protesta” contro il governo Cameron, certi che “il Regno Unito sarebbe sicuramente rimasto membro dell’Unione”. Da qui un nuovo neologismo: ‘Bregret’.

A mettere in crisi i sostenitori del ‘leave’ non solo la sterlina in caduta libera e il terremoto sui mercati finanziari mondiali, dovuta alla vittoria della Brexit, ma anche l’inatteso passo indietro del leader populista Nigel Farage: all’ITV ha pubblicamente detto che non gli e’ possibile garantire che i 350 milioni di sterline date da Londra all’Unione europea saranno dirottate verso il Sistema sanitario nazionale, cosi’ come aveva promesso: “Non e’ vero, non l’ho mai detto– ha spiegato davanti alle telecamere- Questo e’ uno dei tanti errori commessi durante la campagna elettorale”.

In effetti sulle cifre si e’ fatta molta confusione: il ‘Guardian’ il 22 giugno – in un disperato tentativo di evitare il divorzio tra Londra e Bruxelles – chiariva che tale contributo non era di 350 bensi’ 140 – meno della meta’ – milioni.

Mandy Suthi, una studentessa intervistata dall’ITV, ha detto che se potesse tornerebbe indietro e voterebbe per il ‘remain‘, e come lei, anche la sua famiglia e i suoi amici: “Spero che avremo la possibilita’ di votare ancora. Sono veramente infastidita”.

“Personalmente ho scelto il ‘leave’ perche’ ho creduto nelle bugie di Farage, e ora lo rimpiango molto. Mi sento derubata del mio voto”, ha detto un’altra donna, mentre un ragazzo di nome Adam alla Bbc ha assicurato che anche lui se potesse tornare indietro, cambierebbe la sua scelta: ha spiegato che non aveva capito quali sarebbero state le conseguenze della Brexit sull’economia britannica.

Qualcuno in Parlamento gia’ ci ha provato a lanciare la proposta di un secondo referendum sulla questione: in pochi giorni sono gia’ state raccolte quasi 3 milioni di firme. Ma se questa sembra una prospettiva piuttosto irrealistica, piu’ concreta appare invece quella di un referendum per staccarsi da Londra, come ha peraltro gia’ annunciato il Primo ministro scozzese sabato scorso, dato che la Scozia alle urne ha detto un secco no alla Brexit, col 62% dei voti. Stamani il Sunday Post annuncia i dati di un sondaggio, secondo cui il 59% degli scozzesi sarebbe favorevole all’indipendenza. Nel 2014, sulla stessa questione aveva prevalso invece la decisione di non dividersi da Londra. Una Gran Bretagna che spaventa dunque: isolata dall’Europa, piu’ debole economicamente, e in cui soffiano forti i venti secessionisti.

di Alessandra Fabbretti

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26 giugno 2016
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