Sanità

Aaroi Emac: “In calo denunce contro anestesisti rianimatori”

ROMA – Denunce in calo nei confronti degli anestesisti rianimatori. A dimostrarlo è la seconda edizione dello Studio Aaroi Emac, realizzato dall’Osservatorio nazionale permanente sul contenzioso medico-legale istituito dall’Associazione nel 2016 e presentata al 13esimo congresso Siared in corso a Roma.

I dati dello  Studio Aaroi Emac

Prendendo in esame il triennio 2014-2016, emerge che le denunce analizzate sono state complessivamente 1.382 per un totale di 873 sinistri su oltre 10mila Iscritti all’Associazione. In dettaglio, nel 2014 sono state rilevate 540 denunce e 333 sinistri, 458 denunce e 263 sinistri nel 2015 e 384 denunce e 277 sinistri nel 2016. Oltretutto, la riduzione delle denunce acquista un maggiore significato se si considera che nel triennio analizzato sono di contro aumentati gli iscritti all’Aaroi Emac.

Record negativo al Sud

L’indagine ha tenuto poi conto della distribuzione territoriale, da cui risulta il record negativo del Sud con 412 sinistri, seguito dal Nord con 303 e dal Centro, staccato a quota 152. Un dato che tuttavia va letto insieme alla distribuzione territoriale degli eventi per posto letto. In questo caso la ‘classifica’ cambia: il Sud rimane comunque il territorio con una maggiore incidenza di sinistri con 2,27 eventi per 1.000 posti letto all’anno, ma è seguito dal Centro con 1,30 eventi per 1.000 posti letto all’anno e infine dal Nord con 1,09 eventi. Ulteriore conferma del trend arriva dal numero di eventi per milioni di abitanti all’anno, pari a 6,58 al Sud, 4,28 al Centro e 3,64 al Nord.

“Questa riduzione può avere due spiegazioni- evidenza Franco Marinangeli, consigliere Siared e direttore scientifico di ‘SimuLearn’- O si è verificato un miglioramento organizzativo all’interno delle strutture sanitarie, oppure una maggiore attenzione dei magistrati nel valutare le cartelle cliniche”. In ogni caso l’indagine “è uno strumento indispensabile per valutare le azioni messe a punto e quelle da programmare”.

In questo senso assume importanza alla luce della recente approvazione in Parlamento della legge Gelli sulla Responsabilità professionale. “Non si tratta di uno studio occasionale- prosegue Marinangeli- ma di una analisi utile per controllare l’andamento della professione, in modo da sanare alcune criticità. Nello specifico, valutiamo le cartelle a nostro carico e nel nostro centro di formazione ‘SimuLearn’ mettiamo in campo tutte quelle azioni che consentono di preparare al meglio gli anestesisti rianimatori”.

I dati in riferimento alla dimensione e al tipo di struttura

L’indagine ha elaborato i dati anche rispetto alla dimensione della struttura mostrando come il numero di sinistri per 1.000 posti letto all’anno è maggiore nelle strutture più piccole (2,08), ossia con meno di 120 posti letto, mentre è decisamente minore nelle strutture con più di 500 posti letto (1,18). Intermedio il valore per quel che riguarda le strutture tra i 120 e 500 posti letto (1,56). Altro dato significativo riguarda la tipologia della struttura: in riferimento al numero di posti letto, la diffusione degli eventi rilevati è di gran lunga superiore nel privato con 7,64 eventi per 1.000 posti letto rispetto a 2,01 eventi del pubblico.

Le caratteristiche dei medici denunciati

Lo studio Aaroi Emac ha inoltre valutato le caratteristiche dei medici denunciati, che nel 70% dei casi sono professionisti del Servizio sanitario nazionale, nel 12% liberi professionisti, nel 16% dipendenti di struttura privata, nell’1% si è trattato di eventi in intramoenia. Nel 60% le denunce hanno riguardato maschi, nel 38% femmine, mentre nel 2% non è stato specificato. Rispetto all’esperienza lavorativa, l‘identikit dice che nel 24% dei casi si è trattato di medici giovani con meno di 5 anni di esperienza, nel 40% di medici maturi, ossia tra 5 e 20 anni di esperienza, e nel 36% dei casi di medici esperti con oltre 20 anni di esperienza.

È poi vero che se gli anestesisti rappresentano una delle categorie mediche con meno denunce a carico, nel 72% dei casi però queste ultime sono riferibili a decessi e nel 25% a lesioni permanenti. In piccola percentuale vengono indicati danni morali o patrimoniali. Infine, gli eventi denunciati si sono verificati nel 39% dei casi in sala operatoria, nel 30% in terapia intensiva, nel 24% in altri reparti, in percentuali minori sul territorio o durante trasporti. Sul totale degli eventi segnalati, nel 60% dei casi si tratta di sinistri con un legame diretto o indiretto con l’area dell’anestesia.

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26 maggio 2017
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