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Filippine, giustiziato dagli islamisti ostaggio canadese

filippine ostaggio ucciso  John RidselROMA – E’ giunta ieri la notizia dell’esecuzione di John Ridsel, il turista canadese rapito su una spiaggia delle Filippine a settembre scorso dal gruppo terrorista islamico Abou Sayyaf. Attualmente i rapitori detengono ancora un altro canadese, un norvegese e un filippino – sequestrati assieme a Ridsel – che sono andati ad aggiungersi a un giapponese, un malesiano, un olandese e ad altri 14 indonesiani. Dopo il sequestro i jihadisti hanno mostrato piu’ volte filmati in cui comparivano John Ridsel e i suoi tre compagni, attraverso i quali il gruppo faceva cospicue richieste di riscatto. Nell’ultimo video, diffuso poche ora prima della sua morte, l’uomo stesso spiegava che sarebbe stato ucciso se la somma richiesta – 6 milioni di euro – non fosse stata pagata.

La decapitazione del cittadino di nazionalita’ canadese preoccupa ora le autorita’ sul destino degli altri ostaggi ancora nelle mani del gruppo islamista collegato al Al-Qaeda, e che ha gia’ dichiarato la propria fedelta’ allo Stato islamico. Il Primo ministro canadese Justin Trudeau, appena raggiunto dalla notizia, si e’ detto “scioccato” e ha affermato che il Canada “condanna senza riserve la brutalita’” di questa “morte non necessaria”. Dopodiche’ ha ribadito che il governo sta lavorando a stretto giro con quello delle Filippine per individuare i responsabili di questo “omicidio a sangue freddo” e condurli davanti alla giustizia. Per il momento non ci sono notizie sulle condizioni degli altri detenuti. Normalmente il Canada non paga il riscatto per i suoi connazionali sequestrati all’estero.

 

26 aprile 2016
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