Roma Municipio VIII, intervista a Ciaccheri: “Unità a sinistra per vincere”

ROMA – Viene dai centri sociali e dall’associazionismo di base. Ha già avuto due esperienze come consigliere nel Municipio VIII, prima come indipendente per Sel e poi in una lista civica. Ed ora tenta la grande avventura come candidato presidente nello stesso territorio proponendosi come alternativa di sinistra al probabile candidato del Pd, Enzo Foschi. Questo il profilo di Amedeo Ciaccheri, candidato presidente dell’VIII Municipio, intervistato dall’agenzia Dire. 

L’intervista con Ciaccheri non poteva che iniziare dalla fine anticipata dell’amministrazione del pentastellato Paolo Pace, ora in Fdi. “La sua esperienza è finita dopo solo 9 mesi lasciando il nostro territorio ad un commissariamento- ha spiegato- Qui la maggioranza era andata ad una compagine di consiglieri completamente in disaccordo tra loro e che sulle grandi vicende, come i temi urbanistici o dei servizi sociali, avevano visioni contrapposte. Il ruolo dell’opposizone è stato fondamentale per sottolineare le loro spaccature. Ma la crisi politica nel M5S si è fatta sentire con tutta la sua forza tanto che oggi ancora ci sono fratture evidenti tra la base nel territorio e l’amministrazione Raggi”.

– La tua candidatura è nata nell’ambito della campagna Super8. Quali sono le vostre proposte per il Municipio?

 “Super 8 è una campagna che parte dalla necessità di costruire un fronte di coalizione civica e sociale per tornare a dare risposte ai cittadini, ma facendolo con una chiave di lettura completamente nuova. Mette al centro progetti ‘super’ di innovazione sociale e territoriale. Penso alle scuole, alla gestione del verde, ai temi dell’urbanistica ma anche a quelli della quotidiana amministrazione: lavori pubblici e patrimonio, tema che qui da noi resta una ferita aperta visto che tante realtà sociali sono state chiuse proprio per una gestione inadeguata del patrimonio”.

 – Il Municipio VIII sarà investito nei prossimi anni da tre mega cantieri: quello degli ex Mercati generali, che diventeranno qualcosa di molto simile ad un centro commerciale, quello di piazza dei Navigatori, e quello sull’ex Fiera di Roma per cui la partita è ancora aperta. Quale saranno le vostre proposte su questi temi? 

“Sull’ex fiera l’ultimo dato effettivo è la delibera dell’ex assessore Paolo Berdini che contiene le cubature. La partita, su questo tema, come sugli altri due, è iniziata da 15 anni e il Municipio ha avuto sempre un ruolo fondamentale di garante, di controllo e di discussione. Sull’ex Fiera abbiamo la possibilità di giocare ancora questa partita perché il progetto del complesso residenziale non è stato ancora consegnato e può vedere soluzioni positive. Su piazza dei Navigarori e sugli ex mercati invece i tempi sono differenti. In particolare la vicenda di piazza dei Navigatori è stata chiusa in modo frettoloso senza contatto con il territorio e discussione pubblica. Sopra le nostre teste e per di più con una quota troppo piccola a carico dei privati per le opere pubbliche”. 

– Ora per l’VIII Municipio, territorio dove Zingaretti ha sfiorato il 47%, arrivano le primarie. C’è la possibilità di ricostruire un centrosinistra unito, magari con una convergenza proprio sul nome di Ciaccheri?

“Siamo partiti prima delle altre forze politiche anche per la necessità delle forze sociali e civiche di riunirsi un progetto di governo alternativo rispetto al M5s e alla destra. La sfida è quella di costruire una coalizione. Ma bisogna allargare questa coalizione. Se ci sara la possibilità, come dice anche un esponente autorevole del Pd come Enzo Foschi, di costruire coalizioni di sinistra nel nostro territorio saremo nella partita con la nostra candidatura, convinti che il nostro lavoro in questi mesi sia già stato importante. Il modello di coalizione che vogliamo deve mettere in campo la connesione tra forze politiche storiche della sinistra a liste civiche di una nuova generazione di politica territoriale”. 

– Un’ultima domanda: come vede il possibile governo tra M5s e Lega? L’ultima proposta sul tavolo è quella del leader del Carroccio Matteo Salvini: spostare da Roma alcuni ministeri

“Il giudizio su un’alleanza di questo tipo è netto: quello che abbiamo visto a Roma governata dal M5s è anche la rappresentazione deludente della capacità di governare i territori da parte di questo movimento. A Roma non si può che constatare il fallimento di un progetto politico e dell’idea di società che sposa il M5s che tra l’altro su tanti punti di vista trova continuità con la Lega. Un’idea alternativa ai miei valori personali e a quelli della mia famiglia politica che ha sempre difeso alcuni valori come, ad esempio, l’antirazzismo e la solidarietà. A questo si aggiungono le storiche battaglie della Lega che non fanno bene a Roma. La Capitale dovrà fare la voce grossa per mantenere la centralità nel Paese che ancora non gli viene riconoscibilità”.

26 Marzo 2018
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