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Orfini: dopo Mafia capitale è necessaria una nuova classe dirigente a Roma

M. Orfini

M. Orfini

“Da quando sono commissario del Pd di Roma ho denunciato in più di un’occasione il rischio di una caduta etica e morale di Roma e ho richiamato tutti – non solo la politica – alla necessità di una reazione forte. Noi abbiamo cominciato a farlo e basta sfogliare i giornali di questi mesi per averne conferma: l”analisi più spietata sul Pd di Roma l’ha fatta Barca su mia richiesta. Le parole più dure le ho usate io stesso. Ma soprattutto in questi mesi abbiamo cominciato a ripulire e abbiamo alzato il livello dell”azione politica”. Lo scrive su Facebook il commissario del Pd di Roma, Matteo Orfini.

“Dove quello che facevamo non era sufficiente, abbiamo fatto scelte dure e inusuali come a Ostia. Quando molti speravano nella paralisi, noi abbiamo in silenzio lavorato ancora di più- prosegue Orfini- Chiudiamo il piano di rientro con un anno di anticipo, riorganizziamo le partecipate con la serietà e la durezza necessaria a chiudere anni di gestione discutibile, sradichiamo i meccanismi criminogeni che hanno trasformato il dolore in terreno di speculazione – e lo facciamo con tale durezza che l’assessore Danese viene messa sotto scorta per proteggerla dalla reazione dei poteri criminali”.

“Sono solo gli esempi di queste ore. Siamo seduti su una montagna di problemi, spesso creati da quelli che oggi provano ad addebitarli al Pd. Ma il problema di Roma oggi è più grande dell’ipocrisia di qualcuno- scrive ancora il commissario dem- Perché il rischio di cui parlavo all’inizio è concreto, e la necessità di una rigenerazione della città e delle sue classi dirigenti dovrebbe essere evidente a tutti. Purtroppo non lo è. Perché quello che il Pd ha iniziato a fare in casa propria senza sconti, nessun altro nella città ha avuto il coraggio nemmeno di annunciarlo. Non le altre forze politiche, non quelle economiche, sociali. E – questo si – è un bel problema. Perché la rinascita della città passa inevitabilmente per la rigenerazione delle sue classi dirigenti”.

“Ma davvero gli altri partiti, i soggetti economici, il mondo del lavoro non sentono l’esigenza e il dovere di fare qualcosa di simile a quello che stiamo facendo noi? Davvero non comprendono che è così che si aiuta il preziosissimo lavoro della Procura di Roma? Su questo terreno vogliamo sfidare tutti. E su questo chiediamo di essere giudicati. Lo dico anche a quei grandi giornali che oggi coltivano l’antico vezzo italico della fuga dai distinguo come strumento di ammiccamento alla sacrosanta rabbia dei cittadini- conclude Orfini- il Pd si sta caricando sulle spalle una sfida enorme, far tornare Roma ad essere l’orgoglio del Paese. Chi ama Roma ha il dovere – nel rispetto dell”autonomia di ciascuno – di partecipare a questa sfida, che non possiamo vincere da soli. Ma nella quale metteremo tutto il nostro impegno e la nostra passione”.

26 marzo 2015

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