Vaccini, il medico in cerca del bimbo con orecchioni non è iscritto all’Ordine da anni

Il nuovo presidente dell'Ordine dei Medici, chirurghi e odontoiatri di Trieste, Dino Trento, affida la precisazione a una nota ufficiale dell'Ordine
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

TRIESTE – “Il dottor Fabio Franchi non è più iscritto all’Ordine triestino da diversi anni e pertanto, al momento, non sussistono i presupposti per un intervento diretto da parte dell’Istituzione ordinistica del capoluogo giuliano”. In sostanza Franchi, ex dirigente medico, 13 anni al reparto di malattie infettive all’ospedale Cattinara, pensionato dal 2011, che in un post sul suo profilo Facebook (poi rimosso) ha chiesto di poter avere bambini con parotite residenti nelle Marche, da sottoporre a un non meglio precisato esperimento, non è più un medico.

LEGGI ANCHE Medico no vax cerca bimbo con orecchioni, il senatore M5s Sileri bacchetta la ministra Grillo: “Prenda provvedimenti”

Il nuovo presidente dell’Ordine dei Medici, chirurghi e odontoiatri di Trieste, Dino Trento, affida la precisazione a una nota ufficiale dell’Ordine, e che “l’esercizio della professione medica è subordinato all’iscrizione nell’apposito Albo professionale”, e che “qualunque attività medica svolta in difetto di tale iscrizione comporta un reato giuridicamente perseguibile”. Ma se non è possibile procedere nei confronti di un proprio ex iscritto, l’Ordine di Trieste comunque esprime “forte preoccupazione in merito alle discutibili modalità con lei quali si affrontano questioni inerenti la salute pubblica”, e confida in una “pronta azione degli organi competenti”.

Intanto Franchi ironizza in un nuovo post su Facebook per la reazione mediatica alla sua ricerca di bambini per l’esperimento. “È il solito orco che oggi vi dà il buon giorno- scrive-. Comunque tranquilli cari genitori, oggi mi tengo a dieta e, invece di bambini, mangerò un po’ di verdura, devo disintossicarmi”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

26 Febbraio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»