E’ il momento della Nuova Fisica: ecco come Hubble dimostra che l’Universo si espande più velocemente del previsto

Il mistero più grande è tutto intorno al nostro pianeta: dell’Universo sappiamo poco, pochissimo, e la Fisica viaggia verso orizzonti ancora sconosciuti. Un nuovo tassello nel puzzle della conoscenza, l’ultimo in ordine di tempo, lo ha posizionato il telescopio spaziale Hubble. Nato dalla collaborazione tra Nasa ed Esa, Hubble è amatissimo dagli astrofili per gli splendidi scatti che invia dal Cosmo. Questa volta ha fornito alla Scienza la misurazione più esatta mai realizzata dell’espansione dell’Universo. E il risultato è inaspettato.

LE NOVITA’

La scoperta è che l’Universo si sta espandendo oggi a una velocità superiore a quella stimabile a partire dalla sua traiettoria subito dopo il Big Bang, avvenuto quasi 14 miliardi di anni fa. L’incongruenza è notevole e la causa è ancora sconosciuta, ma, di fatto, è un indizio che ci arriva dalla Nuova Fisica, vale a dire quella chiave pronta per aprire mondi ignoti a partire da regole diverse da quelle finora utilizzate nel Modello Standard. Una chiave che ancora non sappiamo come usare.

Lo studio è opera di una squadra capitanata dal premio Nobel Adam Riess dello Space Telescope Science Institute e della Johns Hopkins University.

Credits:NASA, ESA, A.Riess

Ecco quello che hanno fatto gli scienziati: hanno scelto di utilizzare come pietre miliari, come punti di riferimento, le stelle di diverse galassie per misurare la velocità di espansione dell’Universo nel tempo. Hanno determinato il valore della ‘costante di Hubble’ , che, sorpresa, non è uguale a quello determinato in passato. In particolare, la discrepanza è con la misurazione effettuata dal satellite Planck dell’Esa. La differenza è congrua. Pensate infatti che si attesta attorno al 9%. Planck aveva stimato la costante di Hubble a 67 chilometri al secondo per megaparsec.

Significa che se una galassia si trova 3,3 milioni di anni luce lontana da noi, questa si muove 67 chilometri al secondo più velocemente.

Il valore attribuito da Hubble è invece di 73 chilometri al secondo per megaparsec. E non c’è nessun dubbio, assicurano gli scienziati. Non ci sono margini di errore.

L’ENIGMA DA RISOLVERE

Ma perché questo accade? Bisogna tenere presente che noi conosciamo appena il 5% dell’Universo. Il restante 95 è un mistero fitto e buio.

Riess, che vinse il Nobel teorizzando l’accelerazione dell’Universo, ha provato a indicare tre possibili cause riguardo al nuovo dato svelato da Hubble.

La prima ha a che fare con l’energia oscura. E’ l’energia oscura ad accelerare il cosmo, forse spingendo le galassie progressivamente più lontano con una forza crescente. Potrebbe darsi che non abbia un valore costante, ma cambi nel tempo.

Una seconda ipotesi è che nell’Universo ci sia una nuova particella subatomica che viaggia quasi alla velocità della luce. L’insieme di più particelle costituisce la radiazione oscura, al cui interno si trovano i cosiddetti ‘neutrini sterili’ soggetti solo alla gravità.

L’ultima ipotesi ha a che fare con la materia oscura, la materia che c’è ma non si vede. Potrebbe infatti interagire con forza maggiore con la materia ‘normale’ rispetto a quanto ritenuto finora.

Quale sia l’ipotesi azzeccata ancora non lo sappiamo.

26 febbraio 2018
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