Di Bella: “A Reggio Calabria 60 minori sottratti alle ‘ndrine”

Così il presidente del Tribunale dei minori di Reggio Calabria commenta il film andato in onda su Rai Uno 'Liberi di scegliere'
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REGGIO CALABRIA – “Spero che il messaggio culturale veicolato dal film possa fare breccia nel cuore e nella mente di tanti ragazzi, donne ma anche in carcere e nei luoghi di latitanza. Spero che tante persone possano rispecchiarsi nell’intensa storia e riflettere sulla loro drammatica condizione. Penso sia questo il messaggio più importante del film, che ritengo sia stato realizzato con molta accuratezza artistica, con la sceneggiatura di Monica Zapelli che ha lavorato a diversi film, cito solo ‘I cento passi’. Il film fa intravedere realisticamente, come i personaggi siano prigionieri della loro famiglia, delle loro reti culturali e soprastrutture arcaiche. Si tratta di un film che forse, per la prima volta, entra all’interno delle dinamiche di certe famiglie”. Così il presidente del Tribunale dei minori di Reggio Calabria, Roberto Di Bella, commentando il film andato in onda su Rai Uno nei giorni scorsi ‘Liberi di scegliere’ liberamente ispirato all’esperienza del tribunale reggino sull’affidamento dei minori figli di famiglie di ndrangheta. 

“Il nostro Tribunale, che si occupa di tutti i minori, per il segmento delle famiglie di ndrangheta, dal 2012 ha adottato circa 60 provvedimenti – ha aggiunto Di Bella – non tutti i ragazzi sono stati allontanati dalla Calabria, molti li stiamo aiutando qui, grazie anche al contributo delle associazioni di volontariato come Libera che sta offrendo un contributo molto importante e con il dipartimento della Giustizia minorile con il quale abbiamo creato una rete efficace anche con dei protocolli specifici”. 

Il presidente Di Bella è intervenuto oggi al Liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Reggio Calabria, raccontando questo tipo di esperienza agli studenti.

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26 Gennaio 2019
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