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Giorno della Memoria, sarà pubblicato grazie al crowdfunding “L’amore salvato”, storia di Clelia Vitali

ROMA – Scampata alla deportazione ma vittima del dolore della Shoah. È la tremenda sorte toccata a Clelia Vitali, morta a cinquant’anni nel 1970 tra la tristezza e la disperazione di genitori strappati al suo affetto e morti nel campo di sterminio di Auschwtiz.

L’Amore Salvato’, questo il titolo del libro che racconta la sua storia e che verrà pubblicato grazie ad una campagna di crowdfunding su bookabook, la case editrice in cui sono i lettori a decidere quali autori saranno destinati agli scaffali grazie ai preordini.

Clelia era una donna ebrea nata a Modena ma sempre vissuta con la famiglia a Mantova. I genitori, Elvira Rimini e Ariodante Vitali, furono arrestati assieme al nipote il primo dicembre 1943 e il 5 aprile del 1944 furono deportati nel campo di concentramento di Auschwitz nella Polonia occupata dalle truppe naziste.

I figli, Clelia, Mario, Giordano, Liliana e Rita, invece, riuscirono a salvarsi. La protagonista del libro, in particolare, trovò rifugio grazie a Giovanni Oddone che la nascose nella villetta di via Monte Generoso a Milano. Giovanni corse molti rischi per salvare la donna e per acquistare la casa in cui la nascose dichiarò all’atto notarile di non appartenere alla razza ebraica e di non avere nessun rapporto con la donna, che poi avrebbe sposato e che sarebbe diventata la madre di suo figlio Maurizio. L’amore per il marito e per il figlio non riuscì a salvare Clelia dallo straziante dolore dovuto alla morte dei genitori, con cui la donna tentò di mettersi in contatto inviando una lettera al campo di Balasech in Ungheria, anche se il campo in cui trovarono la morte era Auschwitz. A Giovanni Oddone la comunità ebraica di Mantova assegnò nel 1977 un riconoscimento per gli alti meriti e per le azioni fraterne nei riguardi di ebrei perseguitati.

di Annalisa Ramundo

26 gennaio 2017

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