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Meloni sabato in piazza per Italia sovrana, ultimatum a Berlusconi

ROMA – Giorgia Meloni, leader di Fratelli D’Italia, è intervenuta questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, nel corso del format Ecg, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio. Sabato 28 gennaio Giorgia Meloni, con Fratelli d’Italia, sarà in piazza a Roma: “Italia sovrana in piazza, perché vogliamo tornare a votare, vogliamo che l’Italia sia trattata come tutte le democrazie normali. Quando gli italiani dicono che non si sentono rappresentati da un Governo, a maggior ragione se quel Governo non l’hanno scelto loro, bisogna dargli la possibilità di tornare a libere elezioni. Gli italiani devono avere la possibilità di dire la loro. Temo che il ‘mi piace’ su Facebook non basti più, temo che indignarsi davanti alla televisione non basti più, bisogna venirlo a dire di persona che il popolo non si fa più trattare dalla politica come se fossimo subiti. Nella manifestazione di sabato presenteremo una proposta politica che dica in buona sostanza ‘gli italiani prima di tutto‘. Italia sovrana significa difendere i propri confini, i propri prodotti, i propri giovani, i propri lavoratori dalle aziende che li licenziano per delocalizzare, difendere i nostri cittadini negli accessi ai servizi sociali. Lo racconteremo tutto questo sabato 28 in una manifestazione per la quale dare appuntamento alle 14 in piazza della Repubblica. La manifestazione arriverà fino a piazza a San Silvestro, dove gli interventi inizieranno attorno alle 15.30″.

Continua Meloni su Radio Cusano Campus, un’ultima chiamata per Berlusconi: “Sì, io ho invitato tutti a questa manifestazione, vogliamo immaginare una proposta politica vincente, siamo inclusivi ma il vincolo della coerenza c’è. Questa è l’occasione anche per Forza Italia di scegliere da che parte stare, se dalla parte del popolo o dalla parte degli inciuci. Bisogna essere chiari, fare un percorso insieme, un programma insieme, non si può passare dalla difesa del popolo all’accordo di Governo eventuale con quelli che il popolo l’hanno affamato. Le due cose non sono compatibili”.

Sulle primarie del centrodestra: “Credo che le primarie si dovrebbero svolgere il più vicino possibile al voto delle elezioni politiche. Bisogna partire subito, il prima possibile, le primarie dovrebbero andare in scena il più vicino possibile al voto. Noi speriamo che si vada a votare a giugno, se si va a votare a giugno vanno bene le date proposte da Salvini, l’8 o il 9 aprile, o quella che ho proposto io, il 5 marzo. Indipendentemente da chi dovesse vincere le primarie poi ci dovrà essere un gioco di squadra per andare alle elezioni insieme. Chi vincerà le primarie imprimerà una maggiore spinta rispetto a quelle che sono le sue idee, ma si deve lavorare tutti insieme per andare a vincere in nome del popolo”. Forse alla manifestazione di sabato ci sarà anche la piccola Ginevra: “Da una parte mi piacerebbe portarla, dall’altra con tutto quel caos sono ancora in forse. Ci ragionerò fino all’ultimo”, conclude.

26 gennaio 2017

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