In Regione scarpe rosse contro la violenza sulle donne - DIRE.it

Toscana

In Regione scarpe rosse contro la violenza sulle donne

FIRENZE – La sedia vuota in mezzo all’emiciclo, con il cartello “posto occupato” e un paio di scarpe rosse, diventate il simbolo del femminicidio: il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani ha posto una sciarpa rossa accompagnato dall’applauso di tutta l’aula consiliare, nella giornata mondiale contro la violenza alle donne. Poi annuncia: “tre sciarpe rosse saranno avvolte attorno alle bandiere che simboleggiano all’attività istituzionale del Consiglio, la bandiera dell’Italia, il Pegaso e dell’Europa”.

eugenio gianiL’intento è di “testimoniare la partecipazione del Consiglio e dell’intera regione, di solidarietà e impegno attivo”. E della volontà di affrontare l’argomento della violenza alle donne “anche con atti”. Giani ricorda: “Sono 140 sono le vittime uccise nell’ultimo anno, e il femminicidio c’è anche in questo Paese”. Gli interventi che seguono precedono il raccoglimento che l’assemblea osserva proprio in segno di partecipazione alle vittime.

 La violenza contro le donne è un “fenomeno ampio e diffuso”, come ricorda Alessandra Nardini (Pd). “Dal 2006 al 2014 il numero dei femminicidi in Toscana è arrivato a 77, di cui 12 solo negli ultimi 12 mesi, una donna uccisa ogni mese in media”. E il tema non si esaurisce, perché accanto c’è quello delle “vittime silenziose”, che assistono e subiscono la violenza domestica: i bambini. La Toscana “si dimostra da sempre particolarmente sensibile”, ricorda Nardini, che cita nell’ordine la commissione Pari opportunità, il progetto codice rosa, le leggi regionali a tema adottate nel corso degli ultimi anni fino all’approvazione, un mese fa, di una mozione in Consiglio a sostegno dei Centri antiviolenza.

La partita si gioca sugli “investimenti in prevenzione”: in primo piano la necessità di assicurare l’indipendenza economica a donne che, tra le mura domestiche, subiscono la percentuale più alta di violenze. Fondamentale dunque “una maggiore occupazione femminile”, l’investimento sulla scuola, l’informazione e la sensibilizzazione della collettività attraverso i mass media. Infine un riferimento alla sedia vuota posta al centro dell’emiciclo: “Questo posto vogliamo riservarlo a loro”, alle vittime di femminicidio, “affinché la quotidianità non lo sommerga”.

25 novembre 2015
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